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lunedì 25 settembre 2017

Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire


Questa è una celebre frase di Joe Louis, famoso pugile statunitense campione mondiale dei pesi massimi per quasi 12 anni consecutivi.
Cosa c’entra la boxe con noi?
C’entra eccome, visto che anche noi che lavoriamo in Borsa coi nostri risparmi, di fatto siamo in guerra e ne diamo e ne prendiamo che la metà basta.

Per arrivare ad accettare la perdita, devi averla prima conosciuta, non si scappa.
Di sicuro non è naturale e insita in noi dalla nascita e negli ultimi 30 anni mi sono imbattuto con letteralmente centinaia di aspiranti investitori che mi chiedevano:
-  Quando ero in Banca come Promotore Finanziario: “Se ti do 100.000 euro da investire, a fine anno quanto mi avrai fatto guadagnare?”
-  Quando ero Gestore per una Sim: “Quanto sale la quota?”
-  Da quando sono Trader professionista e Formatore: “Fighe queste cose evolute, quasi lascio il lavoro, vendo la casa e vivo di trading!” (Quando arrivano questi, sinceramente tremo, perché sono già morti e non lo sanno)
Non c’è che dire, dalla padella alla brace!

Tutti hanno in comune questa fiducia incondizionata nel mercato, nelle proprie capacità o ancora peggio nelle capacità altrui (giusto per avere qualcuno da incolpare quando le cose vanno male, il più delle volte senza neanche avere le capacità per valutare il promotore/gestore/formatore a cui si stanno rivolgendo).

Il punto è sempre lo stesso: chiunque dà per scontato che si guadagnerà e poi cascano tutti dal pero quando arrivano i crolli, perché non li avevano minimamente preventivati. E da qui la paura che fa uscire dalle posizioni nei momenti sempre peggiori!

La verità è che pochi accettano il sacrificio necessario per raggiungere i propri obiettivi e questo vale tanto in Borsa, come in tanti altri campi della vita.
Di solito la gente vuole alti rendimenti con la sicurezza del capitale garantito.
Come no?! E aggiungerei anche in omaggio una massaggiatrice thailandese privata!

Quando le cose vanno bene, sono tutti leoni, ma il vero professionista si vede nelle situazioni difficili (vedasi lo scorso anno nei primi sei mesi sui certificates in cui con un mercato avvitatosi al ribasso, sono riuscito a difendermi egregiamente, chiudendo l’anno con oltre il 10% di perfomances: http://www.gbinvesting.com/operativita-e-didattica/performance/certificates).

Come ho fatto a chiudere l’anno in positivo del 10%? Ho fatto sempre e solo operazioni giuste?
CERTO CHE NO!
La differenza è che su n operazioni aperte, quelle che stavano andando male quando stavano andando male, le ho chiuse prima che il danno diventasse irreparabile e sono andato oltre, preservando il capitale e cogliendo le nuove opportunità che nel frattempo si erano create. Facile no?

Sulla carta è facile, vedi i campioni delle operazioni virtuali, ma dal vivo quando hai in posizione i soldi tuoi che vedi che scendono, mi rendo conto che ci vogliono i nervi e una certa esperienza per “fare la cosa giusta”.

Ho ripreso una conversazione su skype che ho avuto circa un anno fa con un Consulente Finanziario che mi stava chiedendo informazioni su un certificato nel periodo in cui era appena finito l’aumento di capitale di Saipem (tema a me carissimo, come saprete…).

Vi riporto la nostra comunicazione avvenuta su skype il 30 agosto 2016 (ovviamente dicendo il peccato e non il peccatore):

“Consulente: Ciao Giovanni, cosa ne pensi di questi due Certificati Recovery su Saipem ed Unicredit (ovviamente per chi ha già certificati di quei due titoli in portafoglio) FREXA0001596 su Saipem e FREXA0001612 su Unicredit?
Mia risposta: su Unicredit lascerei stare visto che farà adc, ma su Saipem chi ha studiato una ciofeca del genere?  se non raddoppia lo prendi nelle chiappe
Consulente: è un input che è arrivato da ……. (colui che lo aveva probabilmente strutturato)
Mia risposta: se il titolo sta fermo a 0.36 di fatto prendi 0.21, …. mi sembra che sia meglio che si ritiri coi danni che ha fatto non solo con Saipem, questo lo avrà studiato per tamponare i poveri disgraziati che avevano comprato Saipem, rasenta la truffa..............  secondo me ha almeno un 6-7 per cento di caricamenti
Consulente: Gio è un Certificato Recovery, per chi aveva certificati su quei titoli. Starebbe comunque già perdendo
Mia risposta: sì ma è una inc….ta pazzesca, gli ciulla almeno altri 7-8 punti di commissioni
Consulente: non saprei, ma le commissioni sono il minore dei mali”

Il personaggio in questione che ha strutturato il certificato e che si ritiene addirittura esperto ha commesso uno degli errori più gravi in assoluto: NON HA VOLUTO RICONOSCERE DI AVERE SBAGLIATO NEANCHE DAVANTI ALL’EVIDENZA DEI FATTI.
Non contento, si è girato e rigirato così ha preso i cazzotti da una parte e dall’altra.
E come se non bastasse, non solo l’ha fatto coi soldi suoi (chissà se lo ha fatto davvero, non lo sapremo mai), ma bensì ha costruito certificati di investimento che poi sono andati sul mercato e la gente si è dissanguata.

Il Consulente in questione, riconoscendo giustamente di non essere un esperto di certificates, si è rivolto a me (e mi auguro che mi abbia dato retta!!!), ma quanti saranno quelli che non hanno un consulente che si informa o che si sono arrangiati, tirando a caso e fidandosi di certificates che non dovrebbero neanche essere collocati tanto sono pericolosi e scarsi?

Già aver comprato un certificato su Saipem e non esserne uscito prima dell’aumento di capitale del 2016 denota una scarsa conoscenza del mercato azionario; magari conosce una struttura di un certificato e l'ingegneria finanziaria che ci sta dietro, ma poi non conosce i SOTTOSTANTI su cui va a strutturare i prodotti o, peggio ancora, struttura prodotti unicamente in base alla VOLATILITA’ che hanno, e quindi ai rendimenti che offrono, senza preoccuparsi del timing o delle probabilità che poi finiscano miseramente.

Il primo errore tutto sommato ci può stare: non conosci il sottostante, non sai cosa è un aumento di capitale, dai, ci hai provato, hai fatto una grandissima stronzata (chi non le ha fatte?), apprezziamo il tentativo, ma torna a studiare e per l’amore del cielo per un po’ stai fermo!

Ma la cosa grave e imperdonabile è invece l’aver cercato di rimediare l’errore, facendone uno ancora più grosso, ossia andando a proporre a chi già poveraccio aveva perso tra il 75% e il 95% un prodotto che A MERCATO FERMO avrebbe fatto perdere un altro 50%, così come è puntualmente avvenuto e come io stesso avevo pronosticato a quel consulente che mi chiese cosa pensavo di questo prodotto (non perché so prevedere il futuro, perché non ho la più pallida idea di cosa succederà nel futuro e vi prego di eliminare chiunque vi dice che lo sa prevedere, ma perché so perfettamente analizzare pro e contro e gli ipotetici scenari e scelgo su cosa investire “semplicemente” sul maggior numero di probabilità a favore, che non è garanzia di successo, ma diciamo che parto col piede giusto).
Purtroppo quando si perde e non si sa come rimediare, anche i consulenti, che hanno una conoscenza naturalmente generale e raramente specifica su un singolo strumento, rischiano di stare al gioco di chi non sa perdere (non con dolo, ma con colpa sì), un po’ come chi fa i corsi di formazione senza imparare nulla e continua a farsi spennare, sperando di recuperare almeno quanto speso……. ma se hai sbagliato maestro, è come quando hai sbagliato titolo… meglio venirne fuori e resettare ripartendo da zero.
Vi scrivo di seguito le caratteristiche di quel certificato disgraziato dell’anno scorso su Saipem di cui parlavo su skype con quel consulente.
Giudicate voi: penso di avervi educato a sufficienza in questi ultimi 3 anni sui certificates (articoli free sul sito, schede tecniche, post su facebook, senza parlare dei miei Clienti che hanno le recensioni in tempo reale) e possiate capire da soli quanto ci sia da stare lontani da un prodotto così strutturato.

FREXA0001596 emesso da Exane su Saipem nella primavera del 2016
Al tempo Saipem valeva poco più di 0.30€ al prezzo di emissione di 339
Lo strike era 1€, ora diventato 10€ per via dell’accorpamento delle azioni
La barriera era discreta, così era praticamente già infranta “al pronti via”, essendo stata posta al 50% dello strike; attenzione: il prezzo dell’azione sul mercato era pari a un terzo dello strike, per cui solo per superare la barriera il titolo avrebbe dovuto fare il 50%.
La struttura con cui era stato pensato dava l’illusione di poter recuperare, offrendo un rimborso a 700 se Saipem fosse andata sopra 7 € (doveva raddoppiare il titolo, tanto vale comprarsi il titolo, no???) e un rimborso a 1000 se Saipem fosse andata sopra 10€, cosa quest’ultima praticamente impossibile, perché sarebbe dovuta avvenire nel giro di 20 giorni, visto che ogni mese c’è la rilevazione.
Per cui, se Saipem avesse superato i 7€, sarebbe scattato il rimborso a 700 e non certo a 1000, salvo che tra una data di rilevazione e l’altra Saipem non fosse riuscita a superare di slancio sia i 7€ che i 10€……………. Direi quasi impossibile a meno di lancio di OPA all’improvviso !!
La fregatura, che sicuramente molti non hanno letto, è che a scadenza, se Saipem è sotto barriera (come probabilmente sarà, visto che vale ancora gli stessi prezzi di allora), il certificato replica la performance del sottostante (balla disumana, visto che la performance si misura da 10€ e non da 3,39€), ma l’Emittente ti fa uno sconto su questa perdita di ben il 15% (che regalo !!! grazie Exane, ma come sei generosa!!), che in soldoni significa che se rimborsasse oggi con Saipem esattamente sullo stesso prezzo, il malcapitato sottoscrittore di questo strumento pagato magari 339 in emissione, si ritroverebbe un bel 1000-339= 661-150= 511 ossia un bel -51% ancora di ulteriore perdita !!  ed infatti il certificato oggi quota 196. Elementare Watson! Se uno ha fatto a botte con la matematica a scuola, è meglio se le lascia stare ste cose!

Beh se sei uno di quelli che, per recuperare la perdita di Saipem del primo giro, si è fatto convincere a fare questo prodotto letteralmente capestro, penso proprio che non solo devi ancora imparare tante cose, ma sicuramente ti devi SVILUPPARE, almeno sappi riconoscere il professionista che merita la tua fiducia.

Ti assicuro che saper far tesoro dei propri errori è una delle prime cose che dovresti imparare, prima ancora di Bollinger, Elliot, Fibonacci e tutti quelli lì.

E te lo dice uno che ha appena chiuso in perdita proprio un certificato su Saipem, perdendo un 15% (non un 90%!) e con Saipem scesa da 5 a 3,40, non certo con Saipem rimasta ferma!
E la mia perfomance annua è rimasta comunque più che valida.


Giovanni Borsi
Fonte: www.gbinvesting.com

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