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lunedì 11 settembre 2017

Svolta epocale nella storia dell'uomo

 
Molte persone si aspettano lo scoppio di una bolla speculativa. La nostra esperienza ci porta a ritenere che le bolle non si annuncino, ma "esplodano" quando, in contemporanea, si verificano l'entusiasmo, l'avidità e la totale assenza di percezione del rischio.
Ci troviamo in una situazione molto complessa con tanti rischi non chiaramente percepiti, a causa della massa di liquidità alla ricerca di remunerazione. Gli investitori si muovono in modo discontinuo e su mercati a bassa volatilità.
Il denaro si sposta da un comparto all'altro, da un' area all' altra, da una valuta all' altra alla ricerca di opportunità oppure per diversificare i rischi di breve termine.
Già nell'ormai lontano 2010 l'allora ministro dell'economia, Giulio Tremonti, con una sintesi perfetta a proposito della crisi, disse: "Non siamo in una congiuntura economica qualunque, siamo a un tornante della storia".
Noi oseremmo dire che mai, negli ultimi cinquanta anni, si è verificata una situazione di confusione e incertezza totale come quella odierna.
La storia ci insegna che, dopo ogni periodo di crescita, si è sempre verificata una crisi, un rallentamento, un consolidamento del progresso raggiunto. Dal 2007 in poi non vi sono più stati riferimenti certi e gli stessi indicatori privilegiati che le banche centrali osservano danno segnali contrastanti, tant' è che i governatori hanno paura a esprimersi o a prendere decisioni che si potrebbero rivelare dirompenti.
E' noto che la politica monetaria, più che di stimoli, è fatta di parole, di annunci ai quali i mercati si riallineano in base alle aspettative. Attualmente si ha la sensazione che sia in atto una sorta di conflitto, di sfida della grande speculazione contro le banche centrali. Con difficoltà queste, infatti, cercano di governare la massa monetaria, i tassi e il "quantitative easing".
L'immissione di liquidità è arrivata al limite dell' utilità.
Molti economisti ritengono che da, adesso in poi, ciò possa rivelarsi controproducente per il sistema. 
Le banche centrali dei principali Paesi quali gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Giappone, la Cina e l' Europa assomigliano ormai più a un fondo "hedged" che non a delle istituzioni di controllo del sistema bancario e dell'economia.
Le ragioni di questa situazione vanno ricercate nella storia degli ultimi venti o trent' anni.
La politica ha perso potere, sono cresciute le "lobby" e la forza delle multinazionali.
La generazione del "boom" economico non ha fatto altro che vivere alla giornata, mentre i loro governi seguivano la politica del "tirare a campare". Nessun programma di sviluppo per il futuro, solo sperpero, alla ricerca di un benessere immediato e  alla costruzione di privilegi e potere per la classe dominante e per la generazione al potere, senza curarsi minimamente del fatto che la ricchezza presente sarebbe stata il debito per le generazioni future.
Il sistema pensionistico è l' esatta espressione di questa politica di estrema difesa dei diritti acquisiti. 
La politica si è tutelata con vergognosi privilegi come, in Italia, i vitalizi.
Quella che viviamo ora è un' epoca di forte cambiamento, ma il sindacato pensa ancora al capitalismo, che in un certo senso non esiste più.
L'attuale è un' economia governata dalla finanziarizzazione delle aziende.
La globalizzazione, se da un lato ha ridotto la fame nel mondo, dall'altro ha distrutto la struttura sociale dei Paesi industrializzati. 
Oggi, infatti,  non esistono più le classi sociali tradizionali. L'esempio più reale lo si ha in America,dove la crisi degli ultimi dieci anni ha impoverito e proletarizzato la classe media.
L'avvento di internet e dei "social network" ha trasformato completamente il modo di vivere, annullando la socializzazione e riducendo i vecchi concetti di etica e di morale.
Il mercato azionario americano è nel nono anno di crescita continua. Il suo successo è dovuto, per la maggior parte, alla composizione dell' indice, fatto di multinazionali che generano gli utili in varie parti del mondo.
Lo sviluppo economico si misura controllando la crescita del prodotto interno lordo (Pil). 
L'America è la dimostrazione concreta che questo parametro non è  più rappresentativo della qualità della vita e dello sviluppo della nazione. La strumentalizzazione psicologica esercitata dai media e dalla società virtuale da essi creata ha contribuito a generare un nuovo modo di pensare, in particolare tra i giovani, i quali non credono più nella scuola. 
Infatti le statistiche hanno dimostrato come l' 80% degli studenti ritenga che la scuola non migliori la loro curva di apprendimento e il 60% pensi che imparare non sia tra le motivazioni principali dell' andare a scuola. La povertà è cresciuta di pari passo con la descolarizzazione del la classe meno abbiente, e tutto questo mentre il Pil cresceva. 
L' America e il Regno Unito hanno dimostrato, con l' elezione del Presidente Donald Trump da un lato e la "Brexit" dall'altro, che il popolo è sempre più estraneo alla politica e condizionabile nelle proprie decisioni. 
I veri rischi che il mondo sta correndo sono: il lievitare del debito pubblico e , negli Stati Uniti, la ripresa dei "subprime" e dell' indebitamento delle famiglie che ha raggiunto i 12.700 miliardi, ormai al di sopra dei livelli del 2007. Con le nuove tecnologie si riesce sempre più a carpire i desideri e le passioni delle persone, quindi chi le controlla ne può condizionare i comportamenti. 
Alla luce di ciò il "Grande fratello" non è più solamente una fantasia da romanzo.
Le multinazionali comprano i dati e le informazioni e poi creano i bisogni del consumatore. Infatti, questa che viviamo non è più una società consumistica, e non è più una democrazia, bensì una tecnocrazia basata sul consumo. 
L'uomo dei "social network" è un prodotto e viene venduto a coloro i quali creano per lui beni "ad hoc",  affinché consumi per incrementare fatturato e utili delle aziende e, di conseguenza, il Pil della nazione.
I Paesi ad alta industrializzazione ormai sono socialmente spaccati in tre classi: i super ricchi, i lavoratori e i poveri. Sta sparendo la classe media, quella più borghese e intellettuale, che sosteneva il mondo della politica ed era sostenitrice della democrazia.
Gli inventori e padroni delle nuove tecnologie sono i nuovi super ricchi e con i lori capitali influenzano sia i governi, sia la società civile, sia i mercati. L'innovazione tecnologica darà il colpo di grazia al sistema politico se non si interviene rapidamente. Ogni robot che nasce distrugge decine di posti di lavoro non qualificati e ne crea pochi ad alta qualificazione.
Crescono la povertà e la rabbia di pari passo all' ignoranza. La violenza dilaga ovunque, segno concreto del decadimento etico e morale.
I mercati rispecchiano fedelmente questa situazione di trasformazione sociale ed economica, pertanto sono sospesi e in balia di mille paure e incertezze. Nessun analista o macroeconomista è più in grado di fare previsioni su ciò che capiterà nei prossimi quattro mesi. A maggior ragione è diventato impossibile creare strategie di lungo periodo. 
Le banche centrali e i governi, se vogliono contribuire a salvare questo mondo dall' implosione, dovranno attivarsi per cambiare  il modo di concepire la politica, lo sviluppo economico e il controllo dell'economia.
La tecnologia dovrebbe essere al servizio dell'uomo per eliminare la fatica e aumentare il tempo libero. Si dovrebbe parametrare la qualità della vita con un concetto di rispetto delle risorse naturali, che non sono infinite, e con una programmazione per uno sviluppo sostenibile anche per le generazioni future.
A tutti i lettori, un solo consiglio: prudenza.

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