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lunedì 25 settembre 2017

Report dei mercati



Usa: S&P 500 e Nasdaq chiudono in leggero rialzo, Dow Jones -0,04%
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana poco mossa dopo le ultime minacce da parte della Corea del Nord. Il Dow Jones ha perso lo 0,04% mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,06% e lo 0,07%.
Markit Economics ha comunicato la stima flash relativa all'Indice IHS PMI Manifatturiero di settembre. L'indice è salito a 53 punti dai 52,8 punti della lettura di agosto confermando una forte crescita del settore, ai livelli massimi degli ultimi due mesi. Le attese erano per un indice pari a 53 punti.
Tra i titoli in evidenza Sprint +6,29%. Secondo Reuters, l'operatore di telefonia mobile sarebbe vicino a siglare un accordo per la fusione con la rivale T-Mobile US (+1,06%).
Hewlett Packard Enterprise +3,44%. Secondo fonti citate da Bloomberg, la società specializzata nei servizi alle imprese si preparerebbe a tagliare entro la fine dell’anno non meno di 5.000 posti di lavoro, pari a circa il 10% del suo organico complessivo.
U.S. Steel -3,57%. Cowen & Co. ha tagliato il rating sul titolo del colosso dell'acciaio a underperform da market perform.
CarMax +7,76%. Il rivenditore di auto usate ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l'utile per azione è cresciuto a 0,98 dollari da 0,84 dollari dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono aumentati a 4,39 miliardi da 4,00 miliardi. Le vendite a perimetro costante sono cresciute del 5,3%. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,95 dollari su ricavi per 4,26 miliardi e vendite in crescita del 5%.
Alcoa -1,88%. Berenberg ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del produttore di alluminio a hold da buy.
Tra le blue chip da segnalare i ribassi di Apple (-0,98%) e UnitedHealth Group (-1,15%).
Nell'arco della settimana in Dow Jones ha guadagnato lo 0,36%, l'S&P 500 lo 0,08% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,33%.
MERCATI ASIATICI
Asia in declino ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,50%
Avvio d’ottava complessivamente in declino per l’Asia a fronte dell’indebolimento dell’euro dopo che, come comunque in gran parte previsto, nelle elezioni tenutesi domenica in Germania Angela Merkel ha conquistato il quarto mandato alla Cancelleria, registrando però la peggiore performance della storia per la sua Cdu (ai minimi dal Dopoguerra anche l’Spd dell’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz), a fronte del netto successo degli esordienti dell’Alternative für Deutschland (AfD, partito nazionalista e xenofobo).
L’andamento negativo è evidenziato dalla perdita di circa lo 0,60% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, ma la performance non è stata omogenea nella regione. A Tokyo, infatti, il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,50% (risultato sostanzialmente uguale per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,49%). A sostenere la piazza nipponica ha contribuito l’ulteriore declino dello 0,30% dello yen sul dollaro (la valuta giapponese ha segnato perdite nelle due precedenti ottave). Sul fronte macroeconomico, la lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei del Giappone segna per settembre un ulteriore progresso a 52,6 punti dai 52,2 punti di agosto (52,1 punti in luglio, che era stata la lettura più bassa dai 51,3 punti del novembre 2016).
La Cina si guarda in casa più che rivolgere l’attenzione alle vicende politiche occidentali e sui mercati azionari segnano significative perdite i titoli legati all’immobiliare, in scia a misure introdotte per porre un freno alla bolla del mattone. Otto delle maggiori città hanno varato norme tra cui l’obbligo di mantenere per almeno due anni la proprietà di un immobile acquistato. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in arretramento dello 0,40% circa, mentre è di quasi lo 0,70% la flessione dello Shenzhen Composite.
La performance peggiore è però quella di Hong Kong, piazza in cui scambiano per lo più i titoli dell’immobiliare: l’Hang Seng perde infatti oltre l’1% (persino più netto il declino dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo dell’1,30% circa). Oltre a Tokyo anche Sydney vive una seduta positiva ma l’S&P/ASX 200 limita allo 0,03% il suo progresso. Declino invece intorno allo 0,40% per il Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in calo. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,05%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,4%.
La Cdu-Csu di Angela Merkel ha vinto le elezioni in Germania con il 33% delle preferenze, l'8,5% in meno rispetto alle precedenti elezioni. Bene l'estrema destra di Alternative fur Deutschland con il 12,6%. L'Spd dell'ex presidente del parlamento europeo Martin Schulz si è fermato al 20,5%.
Tra i titoli in evidenza Abb +0,1%. Il colosso delle tecnologie per l'automazione e l'energia ha raggiunto l’accordo per acquisire la divisione Industrial Solutions di General Electric (Ge) per 2,6 miliardi di dollari.
Trigano +2%. Il produttore di camper ha finalizzato l'acquisto dell'85% della rivale slovena Adria. Non sono stati resi noti i dettegli finanziari.
Sap -0,1%. Il gruppo dei software ha comunicato di avere raggiunto l’accordo per il takeover di Gigya. Non sono stati resi noti i dettagli dell’operazione, ma secondo la testata in lingua ebraica il colosso tedesco del software enterprise avrebbe pagato 1 miliardo di shekel (circa 240 milioni di euro) in contanti per l’azienda fondata a Tel Aviv (ma che ha il quartier generale a Mountain View, in California), creatrice di una piattaforma per customer identity e access management.
Unilever -0,5%. Il gigante dei beni di consumo ha annunciato l'acquisto del gruppo dei cosmetici sudcoreano Carver Koreanper 2,27 miliardi di euro.
Lufthansa +1,5%. Secondo quanto riportato dall’edizione domenicale della Bild, la compagnia aerea tedesca sarebbe pronta a offrire 200 milioni di euro per acquisire la connazionale Air Berlin da tempo in crisi ma sarebbe anche disposta a investire fino a 100 milioni per garantire l’operatività della seconda maggiore compagnia aerea di Germania.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in leggero ribasso: Ftse Mib -0,22%.

Il Ftse Mib segna -0,22%, il Ftse Italia All-Share -0,21%, il Ftse Italia Mid Cap -0,18%, il Ftse Italia Star +0,03%.
Mercati azionari europei incerti. DAX +0,1%, FTSE 100 -0,2%, CAC 40 invariato, IBEX 35 -0,6%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,06%, Nasdaq Composite +0,07%, Dow Jones Industrial -0,04%.
Mercato azionario giapponese in rialzo, il Nikkei 225 chiude a +0,50%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,52%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -1,4% circa.
Bancari in leggero calo: l'indice Ftse Italia Banche segna -0,4%. Vendite su Bper Banca (-1,3%), UBI Banca (-0,7%), Banco BPM (-0,8%). In rosso anche Banca Generali (-0,9%).
Debole anche UniCredit (-0,8%). Il vicepresidente Vincenzo Calandra Buonaura a margine di un convegno a Courmayeur ha bollato come "bufala" le indiscrezioni raccolte da Reuters la scorsa settimana relative all'interesse per Commerzbank che la banca guidata da Jean Pierre Mustier avrebbe di recente espresso al governo tedesco.
STMicroelectronics (-0,5%) debole con il settore microchip. Perdono terreno anche Dialog Semiconductor (-1%) e ASML (-0,2%).
In rosso Autogrill (-2,5% a 10,76 euro) che viene penalizzata dalla decisione di Kepler Cheuvreux di peggiorare la raccomandazione sul titolo a hold, con target a 11,30 euro.
FCA (+0,3% a 15,10 euro) estende il rally di venerdì e tocca il nuovo massimo storico a 15,25 euro. Alla fine della scorsa settimana si sono diffuse indiscrezioni di stampa sudcoreana in base alle quali Hyundai potrebbe essere interessata al Lingotto.
Secondo fonti vicine a FCA sentite da milanofinanza.it non è però il caso di dare troppa rilevanza a queste voci. Sullo sfondo resta l'ipotesi di scorporo di Magneti Marelli: la valutazione potrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi di euro, contro i 4-5 indicati dall'a.d. Sergio Marchionne un anno fa quando trattava la vendita del gruppo della componentistica a Samsung.
Anche Fincantieri (+3,4%) prolunga il rialzo messo a segno alla fine della scorsa settimana grazie alle indiscrezioni di Repubblica, secondo cui nel bilaterale Italia-Francia in programma mercoledì a Lione potrebbe arrivare il primo passo formale verso un accordo per risolvere la querelle relativa al controllo di STX France. Inoltre il gruppo della cantieristica ha annunciato stamattina di aver siglato un Memorandum of agreement (MoA) con Carnival Corporation per la costruzione di una nave passeggeri di prossima generazione destinata allo storico brand di lusso Cunard.
Nuovo record storico per Zignago Vetro (+2,2% a 8,32 euro) a 8,52 euro. Il titolo conferma il segnale grafico rialzista inviato la scorsa settimana con il completamento di un testa e spalle di continuazione. Il movimento potrebbe proseguire verso il target della figura a 9 euro circa.
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TITOLI DEL GIORNO
In base a quanto riferito da Milano Finanza, Poste Italiane potrebbe essere in procinto di dare il via a un cambiamento quasi epocale nel mercato assicurativo. Nonostante che l'a.d. e d.g. Matteo Del Fante sia arrivato sul ponte di comando da soli cinque mesi e che il piano industriale verrà presentato all'inizio del 2018, sembra che la commercializzazione delle polizze RC auto agli sportelli del gruppo possa diventare realtà. Del Fante ha infatti incaricato McKinsey di studiare la fattibilità e modalità del progetto: a quanto pare l'analisi ha dato risultati positivi e ora l'operazione potrebbe entrare nel vivo. Poste dispone di oltre 12mila uffici distribuiti anche nei piccoli centri, una rete commerciale che potrebbe spostare in misura consistente gli equilibri nel mercato delle polizze sui veicoli. L'analisi del grafico di Poste Italiane evidenzia il movimento laterale conv ergente disegnato dai prezzi sin dalla primavera dell'anno scorso. In ottica temporale più ristretta possiamo osservare che il superamento di 6,25/6,30 euro lancerebbe le quotazioni verso 6,55/6,60 almeno, resistenze oltre le quali si creerebbero le condizioni per il ritorno sul massimo storico a 7,2650. Sotto area 6,05 rischio di test di 5,94, minimi allineati di giugno/luglio e supporto decisivo nel medio periodo.
Astaldi in rosso venerdì dopo che ieri il cda ha "deliberato di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria la proposta di aumento del capitale sociale" per massimi 35,7 milioni di euro circa "ad esclusivo servizio del prestito obbligazionario equity-linked" collocato integralmente presso investitori qualificati nel giugno scorso. Al Presidente Paolo Astaldi il cda ha dato il potere di individuare le date per la convocazione della Assemblea che dovrà tenersi entro e non oltre il 21 dicembre 2017. I prezzi sono scesi nell'intraday fino a 5,835 dopo aver chiuso a 6 euro nella seduta precedente. La discesa al di sotto dei 5,89 euro ha completato il doppio massimo disegnato dai prezzi in area 6,09 dal 15 settembre. Questa figura ribassista potrebbe essere l'origine di una fase discendente diretta verso la media mobile a 50 giorni, passante a 5,55 euro. In caso di violazione anche di quei livelli atteso il test del supporto critico di area 5,10, dove si collocano i minimi del 18 maggio e del 24 e 25 agosto. Discese fino in area 5,55 o nella peggiore delle ipotesi a 5,10 euro non pregiudicherebbero la tenuta dell'uptrend di medio periodo, attivo dai minimi di settembre 2016, e potrebbero quindi dimostrarsi un fenomeno temporaneo. Solo la rottura di 6,10 rilancerebbe però il rialzo fin da subito prospettando movimenti verso i massimi di inizio marzo a 6,71 euro.
Netto progresso per Fincantieri (+4,62%): Repubblica venerdì ha scritto che nel bilaterale Italia-Francia in programma mercoledì prossimo a Lione potrebbe arrivare il primo passo formale verso un accordo per risolvere la querelle relativa al controllo di STX France. Secondo il quotidiano sarebbe caduta l'opposizione dei transalpini alla maggioranza italiana di Fincantieri nei cantieri di Saint Nazaire: al gruppo triestino verrebbe quindi riconosciuto il ruolo di guida nell'operazione di aggregazione nella cantieristica italofrancese. Inoltre Fincantieri ha annunciato stamattina di aver siglato un Memorandum of agreement (MoA) con Carnival Corporation per la costruzione di una nave passeggeri di prossima generazione destinata allo storico brand di lusso Cunard. Il relativo contratto sarà operativo quando tutte le condizioni tecnico-finanziarie saranno soddisfatte. L’unità sarà costruita nel cantiere di Monfalcone, ed entrerà a far parte della flotta dell’armatore nel 2022. Graficamente il titolo resta in prossimità dei top di luglio a 1,10 euro, resistenza determinante in ottica di medio periodo. In caso di vittoria anche su questo ostacolo sarebbe lecito credere nel proseguimento del movimento ascendente verso obiettivi a 1,20 circa. Discese sotto 1 euro farebbero invece ripiombare i prezzi in area 0,93 a contatto con la linea che sale dai minimi dello scorso dicembre. Se anche questo sostegno dovesse saltare rischio di affondo sul supporto orizzontale a 0,89 circa, elemento critico la cui violazione farebbe temere l'avvio di una fase correttiva estesa.
DATI MACRO ATTESI

Lunedì 25 Settembre 2017

02:30 GIA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare set;
10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) set;
15:00 EUR Intervento Draghi (Presidente BCE).
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HEADLINES
Giappone: indice anticipatore cala a 105,2 punti in luglio
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, la lettura relativa a luglio dell’indice anticipatore del Giappone segna un declino a 105,2 punti dai 105,9 punti del dato finale di giugno (104,7 punti in maggio) e contro i 105,1 punti stimati dagli economisti. Il dato è comunque migliore rispetto ai 105,0 punti della lettura preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è parimenti calato a 115,7 punti dai 116,8 punti della lettura finale di giugno (115,8 in maggio) e contro i 115,8 punti del consensus. Anche in questo caso sopra ai 115,6 punti del dato preliminare.
Giappone: indice anticipatore cala a 105,2 punti in luglio
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, la lettura relativa a luglio dell’indice anticipatore del Giappone segna un declino a 105,2 punti dai 105,9 punti del dato finale di giugno (104,7 punti in maggio) e contro i 105,1 punti stimati dagli economisti. Il dato è comunque migliore rispetto ai 105,0 punti della lettura preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è parimenti calato a 115,7 punti dai 116,8 punti della lettura finale di giugno (115,8 in maggio) e contro i 115,8 punti del consensus. Anche in questo caso sopra ai 115,6 punti del dato preliminare.
Giappone: Pmi Markit/Nikkei cresce a 52,6 punti in settembre
Prosegue l’accelerazione della crescita dell’attività manifatturiera del Giappone, che resta per il tredicesimo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per settembre un ulteriore progresso a 52,6 punti dai 52,2 punti di agosto (52,1 punti in luglio, che era stata la lettura più bassa dai 51,3 punti del novembre 2016).
Germania: Merkel resta in Cancelleria. I populisti sfondano
Angela Merkel conquista il quarto mandato alla Cancelleria tedesca ma, come previsto, la vittoria è amara, visto che si accompagna al risultato più che positivo dell’Alternative für Deutschland (AfD, partito nazionalista e xenofobo), che conquista 94 seggi nel Bundestag, il Parlamento federale di Berlino. Le elezioni di domenica si sono rivelate comunque una sconfitta per Merkel (il suo partito Cdu ha ottenuto 200 seggi, 55 meno che nel 2013, e gli alleati della Csu sono calati da 56 a 46 seggi). Secondo quanto comunicato su base preliminare dal Bundeswahlleiter (l’ufficio elettorale federale di Berlino), i socialisti dell’Spd registrano la peggiore performance nella loro storia, con 153 seggi (40 in meno della precedente tornata elettorale). Il partito dell’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schulz a caldo ha sancito la fine della Große Koalition (l’alleanza d i governo con Cdu/Csu), annunciando che resterà all’opposizione. Per garantire la governabilità l’opzione più plausibile è ora la cosidetta Coalizione Giamaica (dai colori nero, giallo e verde dei tre partiti coinvolti), che vedrebbe Merkel costretta a collaborare con i liberali del Freie Demokratische Partei (Fdp), che hanno mantenuto gli 80 seggi già ottenuti nel 2013, ma anche con Die Grünen (i verdi), che hanno guadagnato 4 seggi attestandosi a quota 67.
Kaplan (Fed) aperto ma ancora prudente su rialzo in dicembre
Robert Kaplan, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, venerdì si è detto di “larghe vedute” in merito a un rialzo dei tassi d’interesse in dicembre, ma ha anche ribadito i suoi timori sull’attuale debolezza dell’inflazione che potrebbe risultare in tendenze strutturali difficili da contrastare. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Kaplan, quest’anno membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), ha detto di volere prendere “un po’ più tempo” per decidere. Di fatto Kaplan ha ribadito quanto già fatto in precedenza, predicando pazienza negli interventi della Fed, sottolineando oltre tutto, riporta Reuters, che l’equilibrio di lungo periodo dei tassi sia al 2,25% e quindi decisamente sotto al 2,8% (già rivisto al ribasso dal 3,0%) ipoti zzato mercoledì scorso dal Fomc.
Per Williams (Fed) 2,50% livello “normale” tassi di lungo
Secondo John Williams, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di San Francisco, i tassi d’interesse Usa di lungo periodo potrebbero attestarsi a livelli inferiori rispetto al precedente ciclo di tagli. “Penso di avere molta fiducia sulla visione generale di aumenti graduali nei prossimi due anni per tornare a un livello normale”, ha spiegato Williams, che ha però indicato intorno al 2,50% la sua definizione di “normale” e quindi sotto al 2,80% (già rivisto al ribasso dal 3,00%) ipotizzato mercoledì scorso dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). Per Williams, che non è membro votante del Fomc quest’anno ma lo sarà nel 2018, la Fed potrebbe effettivamente aumentare i tassi nel meeting di dicembre ma la visione complessiva resta più importante del momento preciso dei singoli interv enti.
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