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venerdì 22 settembre 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude in calo
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,24%, l'S&P 500 lo 0,30%, il Nasdaq Composite lo 0,52%.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 15 settembre si sono attestate a 259 mila unità, inferiori alle attese (300 mila) e al dato della settimana precedente (282 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 1,980 milioni, superiore a 1,936 milioni della rilevazione precedente.
La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio Indice, che monitora l'andamento dell'attivita' manifatturiera dell'area di Philadelphia, si e' attestato nel mese di settembre a 43,6 punti dai 18,9 punti di agosto risultando nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell'indice pari a +17,2 punti.
L'Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) si è attestato, nel mese di luglio, a 249,8 punti, lievemente superiore alla rilevazione precedente pari a 249,4 punti, in crescita dello 0,2% (consensus +0,4%). Su base annuale l'indice è salito del 6,3%.
Il leading indicator (barometro dell'attività economica futura negli Usa) di agosto elaborato dal Conference Board è cresciuto dello 0,4% contro il +0,2% del consensus.
Tra i titoli in evidenza Apple -1,72%.
Biogen -1,24%. Raymond James ha tagliato il rating sul titolo del gruppo biotecnologico da "strong buy" a "market perform".
Alphabet invariato. La casa madre di Google ha siglato un accordo di cooperazione con Htc, la società di Taiwan pioniere del segmento dei terminali mobili (ma da tempo schiacciata dal duopolio Apple-Samsung da una parte e dalla sempre più dura concorrenza dei produttori cinesi soprattutto sugli smartphone di fascia bassa). Mountain View pagherà 1,1 miliardi di dollari in contanti per acquisire parte delle attività di Htc negli smartphone.
Calgon Carbon +62,12%. La giapponese Kuraray ha messo sul piatto 21,50 dollari per azione per rilevare il gruppo dei sistemi di purificazione di aria e acqua.
Scholastic -7,06%. La casa editrice ha chiuso il primo trimestre con una perdita per azione adjusted superiore alle attese (1,67 dollari contro gli 1,34 dollari del consensus). Peggio del previsto anche il giro d'affari, calato a 189,2 milioni da 282,7 milioni dello stesso periodo di un anno prima e contro i 208,3 milioni del consensus.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici in declino. Il Nikkei 225 perde lo 0,25%
Dopo il giovedì di arretramento di Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, deprezzatosi dello 0,52%), la chiusura d’ottava in Asia vede il ritorno sulla scena di Kim Jong Un, che ha promesso “il più elevato livello di contromisure” (secondo l’agenzia stampa sudcoreana Yonhap la Corea del Nord potrebbe effettuare un test nucleare nel Pacifico), dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump. Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, perde circa lo 0,20% dopo avere toccato i massimi in oltre due settimane giovedì. E lo yen è in progresso dello 0,60% sul biglietto verde. Non una buona notizia per Tokyo e infatti il Nikkei 225 segna una flessione dello 0,25% in chiusura (la performance è identica per l’indice più ampio Top ix). A fronte di un generalizzato declino dei mercati della regione (l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde lo 0,70%), la peggiore performance tra i principali indici asiatici è la flessione intorno all’1% del Kospi di Seoul.
Sul fronte macroeconomico a tenere banco è il downgrade della Cina deciso giovedì da S&P Global Ratings (il primo dal 1999, dopo che in maggio Moody’s aveva per la prima volta dal 1989 peggiorato il giudizio sul credito di Pechino), chi ha fatto seguito il declassamento da AAA ad AA+ di Hong Kong. Downgrade, quest’ultimo, spiegato con i forti legami, anche in negativo, che uniscono l’ex colonia britannica in Cina con Pechino. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in arretramento di circa lo 0,30% e lo 0,20% rispettivamente. Flessione intorno allo 0,30% anche per lo Shenzhen Composite. Fa decisamente peggio Hong Kong: l’Hang Seng perde infatti circa lo 0,80% (e la performance è simile per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate Chin a). Nonostante le performance negative delle materie prime (l’oro guadagna circa lo 0,50% ma rame, alluminio, zinco, nichel e stagno hanno tutti perso terreno al London Metals Exchange), i titoli minerari tengono (Rio Tinto è in netto progresso dopo l’annuncio di un nuovo buyback da 2,5 miliardi) ed è dello 0,47% il guadagno dell’S&P/ASX 200 in chiusura.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli, brilla L'Oreal
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in calo dopo le nuove minacce della Corea del Nord. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,2%.
Il ministro degli Esteri nordcoreano ha detto che Pyongyang potrebbe condurre il più potente test di bomba all'idrogeno nel Pacifico.
Le tensioni geopolitiche hanno spinto al rialzo le quotazioni dell'oro.
Tra i titoli in evidenza L'Oreal +3% dopo il decesso di Liliane Bettencourt, figlia del fondatore del gruppo dei cosmetici.
Airbus -1%. Jefferies ha tagliato il rating sul titolo del colosso aerospaziale a hold da buy.
Adecco -1%. Nel periodo luglio-agosto la crescita organica dei ricavi del gruppo specializzato nel lavoro interinale si è attestata al 6%.
Rio Tinto -1%. Il gruppo minerario ha annunciato un piano aggiuntivo di riacquisto di azioni proprie per 2,5 miliardi di dollari, grazie all’incasso derivante dalla vendita degli asset nel carbone. Sale così a 4 miliardi di dollari il totale del programma in corso, dopo i buyback avviati in febbraio e agosto.
Daimler -0,3%. Il gruppo automobilistico ha comunicato che investirà 1 miliardo di dollari, nel suo impianto Mercedes-Benz in Alabama, per avviare la produzione di Suv elettrici a partire dal 2020.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana poco sopra la parità: Ftse Mib +0,08%.

Il Ftse Mib segna +0,08%, il Ftse Italia All-Share +0,08%, il Ftse Italia Mid Cap +0,22%, il Ftse Italia Star -0,06%.
Mercati azionari europei poco mossi. DAX invariato, FTSE 100 -0,1%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 invariato.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1-0,3 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,30%, Nasdaq Composite -0,52%, Dow Jones Industrial -0,24%.
Mercato azionario giapponese in flessione, il Nikkei 225 chiude a -0,25%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina invariato, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,7% circa.
Acquisti sui bancari Bper Banca (+1,6%), UBI Banca (+1,2%), Mediobanca (+0,6%). Bene anche Telecom Italia (+0,8%) e Mediaset (+0,7%).
Positiva Banca Generali (+1%) che punta sul trading on line e annuncia questa mattina di aver raggiunto un accordo con Saxo Bank per "la realizzazione di una partnership esclusiva nel trading online e nei servizi digitali". L'obiettivo è quello di fornire "ai clienti, in esclusiva per il mercato italiano, l’accesso ad una innovativa piattaforma di trading evoluto, basata sulla tecnologia di Saxo Bank e gestita da una costituenda SIM partecipata da Banca Generali e Saxo".
La sottoscrizione dei principali accordi che disciplinano la partnership è prevista entro il 31 dicembre 2017.
In verde Yoox Net-A-Porter Group (+0,1%), già in netto rialzo ieri grazie al ritorno delle voci di partnership con Alibaba, già circolate a fine giugno. Rodrigo Cipriani Foresio, country manager per il Sud Europa del gruppo cinese, ha dichiarato a Reuters che sarebbe felice se YNAP "aprisse uno store da noi".
In un report dei giorni scorso Banca Akros ha rilevato che Yoox Net-A-Porter Group potrebbe aprire uno store nel marketplace di Alibaba o, in alternativa, gestire la sezione moda/lusso sul sito del gruppo cinese. In questa seconda eventualità l'analista del broker non ha escluso l'ipotesi di ingresso nel capitale da parte di Alibaba.
Netto progresso per Fincantieri (+3,4%): Repubblica stamattina scrive che nel bilaterale Italia-Francia in programma mercoledì prossimo a Lione potrebbe arrivare il primo passo formale verso un accordo per risolvere la querelle relativa al controllo di STX France. Secondo il quotidiano sarebbe caduta l'opposizione del governo transalpino alla maggioranza italiana di Fincantieri nei cantieri di Saint Nazaire: al gruppo triestino verrebbe quindi riconosciuto il ruolo di guida nell'operazione di aggregazione nella cantieristica italofrancese.
Positiva Autogrill (+0,7%) dopo l'accordo tra la controllata americana HMSHost Tollroads e la New Jersey Turnpike Authority per proseguire la gestione delle attività di ristorazione in 16 aree di servizio lungo la New Jersey Turnpike e la Garden State Parkway nello Stato del New Jersey fino al 2044. Il contratto sostituisce il preesistente che era previsto scadere nel 2020. I ricavi complessivi stimati nel periodo sono pari a circa 6 miliardi di dollari.
Avvio di seduta debole per i petroliferi Saipem (-1%), Tenaris (-0,8%) ed Eni (-0,1%) nonostante il recupero del greggio dai minimi di ieri pomeriggio con riavvicinamento ai recenti massimi dalla scorsa primavera. I future novembre sul Brent segnano 56,60 $/barile (da 55,80 circa), quello sul WTI 50,70 $/barile (da 50,10 circa).
Fisiologiche correzioni per Buzzi Unicem (-0,9%) e Trevi-Finanziaria Industriale (-3%), reduci da ampi progressi.
Astaldi (-1,1%) in rosso dopo che ieri il cda ha "deliberato di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria la proposta di aumento del capitale sociale" per massimi 35,7 milioni di euro circa "ad esclusivo servizio del prestito obbligazionario equity-linked" collocato integralmente presso investitori qualificati nel giugno scorso.
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TITOLI DEL GIORNO
Banca Generali punta sul trading on line e annuncia questa mattina di aver raggiunto un accordo con Saxo Bank per "la realizzazione di una partnership esclusiva nel trading online e nei servizi digitali". L'obiettivo è quello di fornire "ai clienti, in esclusiva per il mercato italiano, l’accesso ad una innovativa piattaforma di trading evoluto, basata sulla tecnologia di Saxo Bank e gestita da una costituenda SIM partecipata da Banca Generali e Saxo". La sottoscrizione dei principali accordi che disciplinano la partnership è prevista entro il 31 dicembre 2017. L'analisi del grafico del titolo Banca Generali mette in evidenza la correzione dai massimi di metà estate e il tentativo di rimbalzo originato dal minimo dell'8 settembre. Detto tentativo si è arrestato nelle ultime sedute a ridosso degli ex supporti a 28,50 euro, riferimento che le quotazioni dovranno lasciarsi p erentoriamente alle spalle per poter ambire a un'estensione verso i picchi estivi a 30,50 (obiettivo intermedio a 29,50). In seguito, l'eventuale superamento di 30,50 decreterebbe la riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso il record storico del 2015 a 33,44. Al contrario, discese sotto 27,00/27,50 darebbero nuovo vigore alla correzione partita a inizio agosto con primo obiettivo a 26.
Yoox Net-A-Porter Group balza in avanti, tocca i massimi da inizio 2016 e passa brevemente in asta di volatilità. Il titolo si muove sul ritorno delle voci di partnership con Alibaba, già circolate a fine giugno. Rodrigo Cipriani Foresio, country manager per il Sud Europa del gruppo cinese, ha dichiarato a Reuters che sarebbe felice se YNAP "aprisse uno store da noi". In un report dei giorni scorso Banca Akros ha rilevato che Yoox Net-A-Porter Group potrebbe aprire uno store nel marketplace di Alibaba o, in alternativa, gestire la sezione moda/lusso sul sito del gruppo cinese. In questa seconda eventualità l'analista del broker non ha escluso l'ipotesi di ingresso nel capitale da parte di Alibaba. Da un punto di vista grafico il titolo ha inviato di recente una duplice conferma rialzista con la rottura della resistenza orizzontale a 29 circa (massimi di circa un anno fa) e del lato superiore del canale ascendente disegnato da aprile, a 29,40 circa. Nella seduta di giovedì i prezzi sono poi tornati a testare dall’alto questo riferimento, ora supporto a 30 euro circa, con un “return move” che avvalora l’ipotesi di una evoluzione rialzista potenzialmente anche estesa, diretta verso area 34, un target ottenuto mediante la tecnica del raddoppio del canale citato, poi fino ai livelli record a 35 e 36,78 euro. Discese sotto 29,81 seguite dal cedimento dei 29 euro farebbero invece temere un affondo verso 28 euro, supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 50 giorni.
OVS perde terreno giovedì dopo la pubblicazione dei dati del primo semestre 2017 (1 Febbraio 2017 – 31 Luglio 2017). I ricavi sono cresciuti a 697,1 milioni di euro, in aumento dell' 8,9% a/a e il risultato netto normalizzato è salito a 38,4 milioni (+7,6 milioni a/a, ovvero +24,8% a/a). Il risultato reported del periodo è però negativo per ben 15,9 milioni di euro, una volta rettificato per tener conto dell'impatto non cash del mark-to-market derivante dalla copertura EUR/USD per gli acquisti di merce del 2018. Oltre che da questo ultimo dato il titolo OVS viene probabilmente colpito dalle prese di profitto dopo il rally delle ultime settimane: dal minimo di fine agosto il titolo è giunto a guadagnare fino al 13%. Secondo gli esperti di Banca Akros i conti presentati sono sostanzialmente in linea con le attese e quindi viene confermata la raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 8 euro. I prezzi sono scesi fino a quota 6,495 per poi stabilizzarsi poco al di sopra di area 6,51 (close mercoledì a 6,675 euro). I primi segnali di rallentamento del rialzo in atto dai minimi di fine agosto a 6,05 si erano comunque già visti il 15 settembre, quando si era disegnato sul grafico a candele giornaliere un elemento di tipo "shooting star" che identifica la presenza di forti resistenze. Solo la rottura del massimo di quella seduta, a 6,92 euro (nuovo record per il titolo), permetterebbe di archiviare la attuale fase di incertezza come terminata e di prospettare la ripresa del rialzo con target a 7,02 e 7,34 euro, ottenuto come proiezione della ampiezza della fase laterale disegnata tra maggio e agosto verso l'alto dalla sua rottura, avvenuta il 12 settembre. Sotto area 6,50 rischio invece di movimenti verso la base della fase laterale citata, posta a 6 euro circa.
DATI MACRO ATTESI

Venerdì 22 Settembre 2017

09:00 FRA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare set;
09:00 FRA Indice Markit PMI servizi preliminare set;
09:30 GER Indice Markit PMI manifatturiero preliminare set;
09:30 GER Indice Markit PMI servizi preliminare set;
10:00 EUR Indice Markit PMI manifatturiero preliminare set;
10:00 EUR Indice Markit PMI servizi preliminare set;
12:00 GB Indice CBI (ordini industriali) set;
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare set;
15:45 USA Indice Markit PMI servizi preliminare set.
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HEADLINES
Svizzera: Seco taglia dall’1,4% allo 0,9% stima crescita Pil
In seguito alla debole performance registrata nel primo semestre, giovedì la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha peggiorato la previsione di espansione dell’economia della Svizzera quest’anno allo 0,9% dall’1,4% di giugno (già ridotto dall’1,6% stimato in marzo). Migliorata invece dall’1,9% al 2,0% la stima di crescita del Pil nel 2018.
Olanda: Pil in crescita del 3,3% annuo nel secondo trimestre
Il Centraal Bureau voor de Statistiek (l’Ufficio nazionale di statistica dell’Aia) ha confermato la lettura preliminare di agosto per una crescita sequenziale del Pil dell’Olanda dell’1,5% nel secondo trimestre, dopo il progresso dello 0,6% dei primi tre mesi dell’anno (0,7% l’incremento registrato nel quarto trimestre 2016). L’economia olandese è in costante espansione dal terzo trimestre 2015. Su base annuale il progresso del Pil è stato parimenti confermato al 3,3% comunicato in agosto, contro il 3,2% del primo trimestre (2,5% negli ultimi tre mesi dello scorso anno).
Dopo il downgrade della Cina, S&P declassa anche Hong Kong
S&P Global Ratings ha tolto la tripla A a Hong Kong dopo che giovedì aveva declassato la Cina per la prima volta dal 1999. Secondo l’agenzia di rating, il peggioramento di giudizio sul credito di lungo periodo dell’ex colonia britannica in Cina (da AAA ad AA+) riflette i “solidi legami istituzionali e politici” con Pechino. “Rivediamo il giudizio su Hong Kong per riflettere la possibilità che i potenziali rischi di sversamento nell’amministrazione autonoma del deleveraging in Cina si rivelino peggiori di quanto attualmente si stimi”, ha spiegato S&P, che ha anche rivisto al ribasso l’outlook di Hong Kong da stabile a negativo. Giovedì S&P aveva peggiorato il giudizio sulla Cina da AA- ad A+ (confermato però l’outlook stabile sul lungo periodo), citando maggiori rischi economici e finanziari dopo il prolungato periodo di forte cresc ita del credito. Il primo declassamento dal 1999 per la Cina deciso da S&P, arriva dopo quello di Moody's Investors Service in maggio (per Moody’s era il primo taglio addirittura dal 1989), cui aveva fatto seguito a ruota anche in quel caso il downgrade di Hong Kong.
Morgan Stanley alza il prezzo obiettivo di General Motors
Giovedì gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato il prezzo obiettivo su General Motors da 40 a 43 dollari, sottolineando che il gruppo automobilistico “ha l’opportunità di sbloccare valore strategico nascosto”. Per l’istituto newyorkese il titolo è top pick del settore automotive in Usa (e terzo in assoluto). General Motors ha chiuso in progresso dello 0,57% la seduta di giovedì a Wall Street, a 39,10 dollari di valore.
Daimler investirà 1 miliardo nel suo impianto in Alabama
Daimler ha comunicato giovedì che investirà 1 miliardo di dollari, nel suo impianto Mercedes-Benz in Alabama, per avviare la produzione di Suv elettrici a partire dal 2020. Il progetto, che prevede la costruzione il prossimo anno nei pressi dell’impianto di Tuscaloosa di una struttura per la produzione di batterie, comporterà la creazione di 600 nuovi posti di lavoro. Daimler aveva chiuso in progresso dello 0,44% giovedì a Francoforte, contro il guadagno dello 0,25% del Dax.
Rio Tinto: nuovo buyback da 2,5 miliardi grazie al carbone
Rio Tinto ha annunciato giovedì un piano aggiuntivo di riacquisto di azioni proprie per 2,5 miliardi di dollari, grazie all’incasso derivante dalla vendita degli asset nel carbone. Sale così a 4 miliardi di dollari il totale del programma in corso, dopo i buyback avviati in febbraio e agosto. In giugno l’assemblea degli azionisti del colosso minerario anglo-australiano aveva approvato la vendita di Coal & Allied Industries a Yancoal Australia Limited (quotata a Sydney ma a controllo cinese) e diversi soci avevano chiesto che l’incasso venisse utilizzato per dividendi e, appunto, buyback. Rio Tinto aveva chiuso in declino dell’1,18% giovedì a Londra, in una seduta di generalizzate perdite per i titoli legati alle materie prime, contro la flessione dello 0,11% del Ftse 100.
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