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mercoledì 13 settembre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: S&P 500 aggiorna i record
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,28%, il Nasdaq Composite lo 0,34% e l'S&P 500 lo 0,34%. Quest'ultimo ha toccato il nuovo record storico.
Tra i titoli in evidenza Apple -0,42% nel giorno della presentazione delle nuove versioni dell'iPhone.
Progress Software +5,73% dopo aver anticipato i risultati del terzo trimestre. Nel periodo l'utile per azione adjusted è atteso a 0,48 dollari su ricavi per 97,3 milioni. I dati sono superiori alle attese (consensus Eps a 0,42 dollari, ricavi a 95,8 milioni). La società del Massachusetts ha alzato il dividendo trimestrale del 12% a 0,14 dollari per azione.
Alcoa +3,19%. Deutsche Bank ha alzato il rating sul titolo del colosso dell'alluminio a "buy".
Alexion +0,8%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato il taglio del 20% del proprio organico.
Goldman Sachs +2,16%. La banca d'affari ha presentato un piano di crescita che punta all'incremento dei ricavi di 5 miliardi di dollari l'anno.
First Data -2,44%. Il gruppo di Atlanta, attivo nella gestione dei pagamenti, ha comunicato che New Omaha Holdings, uno dei suoi principali azionisti, ha messo in vendita 85 milioni di titoli (che ai corsi attuali valgono circa 1,6 miliardi di dollari).
Teva Pharmaceutical Industries +4,54%. Il produttore di farmaci generici ha raggiunto l’accordo per cedere Paragard a una divisione di Cooper Cos per 1,1 miliardi di dollari. La vendita comprende l’impianto di Buffalo, nello Stato di New York, che produce in esclusiva l’omonimo contraccettivo intrauterino.
DowDuPont +2,47%. Il gruppo chimico ha presentato un nuovo piano di riorganizzazione.
Mc Donald's -3,24%. Secondo la società di ricerca M Science, il gigante dei fast-food dovrebbe chiudere il terzo trimestre con un giro d'affari a 9,49 miliardi di dollari. Il dato è inferiore all'attuale consensus (9,56 miliardi).
Sul fronte macroeconomico l'indagine JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey) segnala che le posizioni lavorative ricercate dai datori di lavoro a luglio si sono attestate a 6,170 milioni, superiori sia ai 6,116 milioni di giugno che ai 5,960 milioni attesi dagli economisti.
MERCATI ASIATICI
Seduta contrastata in Asia. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,45%
Dopo il positivo martedì di Wall Street (i tre principali indici Usa hanno tutti guadagnato intorno allo 0,30%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata maggiormente contrastata anche se in intraday l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso (successivamente in lieve declino), ha toccato i massimi dall’ottobre 2007. Principale responsabile dell’andamento misto il biglietto verde.
Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, dopo due sedute di apprezzamento è in marginale flessione. Poco mosso invece lo yen, dopo il calo dello 0,70% segnato martedì, e Tokyo prosegue la sua ottava tutta in positivo: il Nikkei 225 chiude infatti in progresso dello 0,45% (fa meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,63%). Sul fronte macroeconomico, segnali di ripresa per la fiducia delle imprese del Sol Levante: nel terzo trimestre 2017, infatti, il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze giapponese che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero è rimbalzato a 9,4 punti dai 2,9 punti, ma in negativo, del periodo aprile-giugno. L’indice Bsi complessivo è invece cresciuto a 5,1 punti dai 2 punti in negativo del precedente trimestre. Se duta positiva anche per Seoul, con il Kospi in crescita dello 0,20% circa.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è poco mosso, mentre l’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori) e i suoi alleati (Russia in testa) continuano a discutere l’estensione oltre la prevista scadenza del marzo 2018 dell’accordo sul tetto alla produzione. L’Opec ha anche alzato le stime della domanda globale nel 2018. Poco mosso anche l’oro. A Sydney la seduta è contrastata per tutti i settori, e l’S&P/ASX 200, intorno alla parità per tutta la giornata, chiude in declino, seppure dello 0,04% appena.
Seduta altalenante per le piazze cinesi ma a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite, Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite sono tutti in progresso dello 0,20% circa. In negativo invece Hong Kong: l’Hang Seng perde infatti intorno allo 0,30% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione di circa mezzo punto percentuale).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta all'insegna della debolezza. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse100 di Londra lo 0,3%.
Sul fronte macroeconomico in Germania l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di agosto è aumentato del 3,2% rispetto a un anno fa superiore al +2,2% precedente). Su base mensile il WPI è cresciuto dello 0,3% dopo, dopo una variazione negativa dello 0,1% a luglio (consensus +0,1%).
Il dato definitivo relativo all'inflazione di agosto. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è aumentato dell'1,8% su base annuale, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,2% su base mensile ed è cresciuto dell'1,8% su base annua.
Tra i titoli in evidenza Compagnie Financière Richemont -1%. Il colosso del lusso ha comunicato che nei primi cinque mesi dell’esercizio le vendite sono cresciute del 10% (12% al netto dei corsi valutari).
Covestro +1,5%. Bayer (-0,3%) ha annunciato la cessione del 9,4% del capitale dell’ex divisione Bayer MaterialScience, focalizzata sul tradizionale business della chimica (sostanzialmente sulla produzione di materiali plastici), per un valore di 1,2 miliardi di euro.
Vivendi +1%. Ubs ha migliorato il giudizio sul titolo del colosso media a buy da neutral.
Eramet -10%. Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno collocato l'11,176% del capitale del gruppo metallurgico francese.
Edenred -1,5%. Jp Morgan ha tagliato il rating sul titolo del fornitore di servizi prepagati a underperform da neutral.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana incerta: Ftse Mib -0,04%.

Il Ftse Mib segna -0,04%, il Ftse Italia All-Share -0,05%, il Ftse Italia Mid Cap -0,30%, il Ftse Italia Star -0,15%.
Mercati azionari europei deboli. DAX -0,2%, FTSE 100 -0,8%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 -0,2%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,34% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite +0,34% Dow Jones Industrial +0,28%.
Mercato azionario giapponese in verde: l'indice Nikkei 225 stamattina ha terminato a +0,45%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,12%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,3% circa.
I bancari si confermano in buona forma. L'indice Ftse Italia Banche segna +0,4%. In evidenza Banco BPM (+1,2%), UBI Banca (+0,4%) e Mediobanca (+0,9%), dopo che Pirelli ha comunicato la disdetta disdetta sull‘intera quota dell‘1,79% apportata al patto di sindacato che controlla Piazzetta Cuccia con il 30,69%. Bene anche Intesa Sanpaolo (+0,6%) e UniCredit (+0,3%) che hanno ceduto l’11,176% del capitale di Eramet (Intesa il 7,114% e UniCredit il 4,062%) incassando complessivamente 169,4 milioni di euro.
In rosso Mediaset (-2,3%) nel giorno della riunione del Consiglio dell'AgCom: secondo indiscrezioni (nell'ordine del giorno l'argomento non è presente) potrebbe essere discussa una proposta presentata da Vivendi (+2,1%) per congelare i rilievi di violazione delle norme del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi che imporrebbe al gruppo di cedere entro un anno dalle contestazioni dello scorso aprile le quote di Telecom Italia (+0,1%) o, in alternativa, di Mediaset.
Sempre secondo indiscrezioni la proposta prevede il passaggio delle quote eccedenti il 9,99% di Mediaset a un "blind trust", operazione che permetterebbe ai francesi di evitare la vendita forzata della quota del gruppo di Cologno Monzese.
Ancora debole Luxottica (-1,8%) su indiscrezioni secondo cui le autorità antitrust europee avrebbero preoccupazioni in merito alla fusione da 46 miliardi di euro tra il gruppo italiano e la francese Essilor International annunciata a inizio anno.
La Commissione europea dovrebbe sottoporre alle due società le sue rilevazioni in settimana, per poi pronunciarsi, il 26 settembre, in merito alla richiesta di approvazione dell'operazione presentata il 22 agosto scorso. Già una decina di giorni fa Margrethe Vestager, commissaria UE per la Concorrenza, aveva dichiarato che la fusione richiederà un'accurata verifica da parte delle autorità antitrust europee.
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TITOLI DEL GIORNO
Italgas intende crescere in Italia anche per linee esterne. Lo ha fatto capire ieri l'a.d. Paolo Gallo a margine della cerimonia di festeggiamento per i 180 anni del gruppo a Palazzo Madama, Torino. Il manager ha dichiarato che è sostanzialmente pronta un'offerta vincolante per le attività italiane della distribuzione di gas messe in vendita dalla spagnola Gas Natural Fenosa. L'intento è quello di aggiudicarsi gli asset, ma senza strapagarli. Italgas dovrà affrontare la concorrenza quasi sicura di 2i Rete Gas (controllata dai fondi F2i e Ardian), mentre Engie e Green Network sembrano interessate alla divisione vendita. Le ultime indiscrezioni riferiscono però del possibile inserimento della cinese Shanghai DaZhong che punterebbe invece all'intero pacchetto e per questo motivo potrebbe essere avvantaggiata. L'analisi del grafico di Italgas evidenzia il movimento laterale poco al di sotto del record storico a 4,9220 euro toccato a inizio giugno. In caso di vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento verrebbe riattivata la tendenza rialzista di fondo verso 5,15 e 5,45. Discese sotto 4,70 anticiperebbero invece un test di 4,55, supporto decisivo per scongiurare il ritorno sui minimi allineati di maggio, giugno e luglio a 4,35.
Debole ieri Luxottica (-0,64%). Secondo fonti citate da Reuters, le autorità antitrust europee avrebbero preoccupazioni in merito alla fusione da 46 miliardi di euro tra il gruppo italiano e la francese Essilor International annunciata a inizio anno. La Commissione europea dovrebbe sottoporre alle due società le sue rilevazioni in settimana, per poi pronunciarsi, il 26 settembre, in merito alla richiesta di approvazione dell'operazione presentata il 22 agosto scorso. Già una decina di giorni fa Margrethe Vestager, commissaria UE per la Concorrenza, aveva dichiarato che la fusione richiederà un'accurata verifica da parte delle autorità antitrust europee. Dopo aver raggiunto a 50 euro circa il target del piccolo doppio minimo costruito da 47 euro, il titolo ha fatto un passo indietro insinuando dei dubbi sulla capacità di recupero dei corsi. Fintanto che il supporto offerto dal la media mobile a 20 periodi, in transito a 48,20 circa, resterà intatto sarà possibile assistere a un nuovo confronto con la resistenza orizzontale a 50,65, minimi allineati di aprile e giugno. Sarà tuttavia la rottura di questo livello a inviare segnali di miglioramento convincenti per target a 52,10 euro, lato alto del gap ribassista del 1 agosto. Rischio di nuovi ribassi invece sotto 48,20 euro, per target negativi in area 47, minimi di agosto coincidenti con quelli di gennaio.
UniCredit in netto rialzo martedì grazie anche a Keefe, Bruyette & Woods (KBW) che ha incrementato il target da 18,20 a 18,70 euro e confermato il giudizio "outperform". KBW ha alzato anche il target price di Intesa Sanpaolo, di Ubi Banca, di Bper e di Banco BPM. Reuters segnala che tra gli operatori il titolo dell'istituto è considerato uno di quelli con maggior spazio di crescita tra i big europei del settore. La stessa Reuters ricorda che la netta flessione (18,4 miliardi di euro) delle sofferenze lorde registrata fine luglio nei dati della Banca d'Italia pubblicati oggi è da attribuire in gran parte (16,2 miliardi di euro) all'operazione di cessione di sofferenze a Pimco e Fortress da parte di UniCredit. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 17,75 euro per poi stabilizzarsi in area 17,70. A 17,35 le quotazioni si sono lasciate alle spalle la media mobile a 20 giorni per poi superare a 17,60 il lato alto del canale ribassista che parte dal top di agosto a 18,38 euro. Probabile ora il raggiungimento proprio di quei livelli, resistenza oltre la quale si potrebbe dichiarare ripreso l'uptrend in atto dai minimi dello scorso novembre. Prima resistenza in quel caso a 18,92, linea che unisce i massimi di dicembre, gennaio, maggio ed agosto, poi target a 22 euro circa. Solo la violazione a 16,63 euro della media mobile a 100 giorni, supporto che ha contenuto le spinte ribassiste nella seduta di lunedì, potrebbe fare temere una evoluzione negativa che potrebbe arrivare ad interessare i minimi del 21 giugno, a 15,28 euro.
DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 13 Settembre 2017

01:50 GIA Indice prezzi alla produzione ago;
01:50 GIA Indice BSI (fiducia grande manifattura) trim2;
08:00 GER Inflazione finale ago;
09:00 SPA Inflazione finale ago;
10:30 GB Tasso di disoccupazione lug;
10:30 GB Retribuzioni medie lug;
10:30 GB Variazione n° richieste sussidi disoccupazione ago;
11:00 EUR Occupazione trim2;
11:00 EUR Produzione industriale lug;
14:30 USA Indice prezzi alla produzione ago;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.
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HEADLINES
Giappone: crescita prezzi produzione accelera al 2,9% annuo
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Japan (BoJ), in agosto i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 2,9% annuo, in accelerazione rispetto al 2,6% di luglio (2,2% in giugno) ma sotto al 3,0% atteso dagli economisti. Su base sequenziale, invece la lettura è stata invariata contro il progresso dello 0,3% in luglio (0,1% di giugno) e quello dello 0,1% del consensus.
Giappone: fiducia grandi imprese Bsi cresce a 5,1 punti
Migliora significativamente la fiducia dell’industria nipponica. Per il terzo trimestre 2017, infatti, il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze giapponese che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero è rimbalzato a 9,4 punti dai 2,9 punti, ma in negativo, del periodo aprile-giugno (1,1 punti nel primo trimestre). Il dato si confronta oltre tutto con i -2,8 punti del consensus. L’indice Bsi complessivo è invece cresciuto a 5,1 punti dai 2 punti in negativo del precedente periodo (1,3 punti nel primo trimestre). L’outlook è per una crescita a 7,5 punti nel quarto trimestre e un successivo rallentamento a 5,6 punti nei primi tre mesi del 2018.
Germania: cresce stabilmente l'inflazione ad agosto, +1,8%
In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di agosto. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è aumentato dell'1,8% su base annuale, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,2% su base mensile ed è cresciuto dell'1,8% su base annua.
Germania: cresce ad agosto l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso
In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di agosto è aumentato del 3,2% rispetto a un anno fa superiore al +2,2% precedente). Su base mensile il WPI è cresciuto dello 0,3% dopo, dopo una variazione negativa dello 0,1% a luglio (consensus +0,1%).
India: inflazione sale al 3,36% annuo in agosto
Secondo quanto comunicato martedì dal Central Statistics Office (l’ente di statistica di New Delhi) su base preliminare, nel mese di agosto l’inflazione in India si è attestata al 3,36% annuo, contro il 2,36% di luglio (1,46% in giugno, livello più basso almeno dal gennaio 2012, quando il governo indiano varò l’attuale indice dei prezzi al consumo) e il 3,20% del consensus di Reuters. Su base mensile è stato invece dello 0,97% il progresso dei prezzi al consumo.
Apple lancia l’iPhone X ma gli effetti si vedranno nel 2018
Come previsto Apple ha presentato martedì l’iPhone X, nuova versione del suo smartphone che in realtà si sarebbe dovuto chiamare iPhone 9, ma con quella X celebra il decennale dall’esordio del terminale mobile che ha rivoluzionato l’informatica. Cupertino allarga la sua gamma, visto il parallelo lancio dell’iPhone 8, che parte così dai 349 dollari (per il mercato Usa) dell’iPhone Se ai 999 dollari e oltre della versione più potente (dotata per altro di un innovativo sistema di sicurezza basato sul riconoscimento del volto). Apple ha però chiuso in negativo dello 0,40% martedì a Wall Street, contro il guadagno dello 0,34% del Nasdaq. Dietro alla performance un fattore di non poco conto in termini di outlook. L’iPhone X arriverà sul mercato solo a inizio novembre e quindi difficilmente riuscirà a essere distribuito in modo uniforme a l ivello globale per la stagione natalizia. Gli analisti stimavano che Apple registrasse 86,8 miliardi di dollari di vendite nel periodo in chiusura a fine dicembre, contro i 78,4 miliardi del pari trimestre del precedente esercizio. Aspettative che si basavano su previsioni di 85 milioni di iPhone venduti al prezzo medio di 729 dollari (695 dollari lo scorso anno). Verosimilmente, però, bisognerà aspettare il 2018 per vedere il reale impatto dell’iPhone X sui conti di Apple.
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