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venerdì 8 settembre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: indici piatti, euro forte
La Borsa di New York ha chiuso la seduta poco mossa. Il Dow Jones ha perso lo 0,1%, l'S&P 500 lo 0,02% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,07%. La Banca centrale europea ha confermato i tassi ed ha rivisto al ribasso le previsioni sull'inflazione.
La notizia ha rafforzato la moneta unica, con il cambio euro/dollaro sopra 1,20 dollari.
Sul fronte macroeconomico l'indice di Produttività del settore non agricolo è cresciuto dell'1,5% nel secondo trimestre 2017 dopo l'incremento dello 0,9% della rilevazione precedente, risultando superiore al consensus fissato su un indice dell'1,3%.
L'Indice del costo del lavoro e' cresciuto dello 0,2% nel secondo trimestre, in calo dal +0,6% della precedente lettura e del consensus.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 1 settembre si sono attestate a 298 mila unità, superiori alle attese (241 mila) e al dato della settimana precedente (236 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 1,940 milioni, inferiore a 1,945 milioni della rilevazione precedente.
Male in comparto assicurativo a causa dell'arrivo dell'uragano Irma sulle coste della Florida.
Tra i titoli in evidenza RH +45,2%. Il rivenditore di arredamento ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ed ha alzato le stime per l'intero esercizio. Nel secondo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,65 dollari su ricavi per 615,3 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,47 dollari su ricavi per 606 milioni. Per l'anno in corso la società ora prevede un utile adjusted compreso tra 70 e 77 milioni su ricavi per 2,42 e 2,46 miliardi.
GoPro +12,36%. Il produttore di microcamere indossabili ha anticipato un risultato positivo su base adjusted nel terzo trimestre. Gli analisti avevano previsto una perdita di 5 centesimi per azione. La società prevede un giro d'affari nella parte alta della guidance (290-310 milioni di dollari).
Alnylam -15,68%. Il gruppo biofarmaceutico ha sospeso lo studio sul Fitusiran dopo il decesso di un paziente.
Eli Lilly +1,29%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato che taglierà 3.500 posti di lavoro (l'8% dell'organico complessivo).
General Electric -3,65%. Sul titolo della conglomerata ha pesato il giudizio negativo degli analisti di Jp Morgan.
Apple -0,4%. Secondo il Wall Street Journal, il gruppo di Cupertino sarebbe alle prese con una serie di problemi alla produzione del nuovo iPhone 8 che dovrebbe essere presentato questo mese.
Walt Disney -4,39%. Il ceo del gruppo di intrattenimento, Bob Iger, ha avvertito che l'esercizio in corso si chiuderà con profitti in linea con l'anno precedente. Gli analisti avevano previsto un incremento.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici contrastati. Il Nikkei 225 perde lo 0,63%
Dopo il giovedì contrastato di Wall Street (poco mossi i tre principali indici Usa, con il solo Nasdaq che ha chiuso in positivo, di appena lo 0,07%), alla riapertura degli scambi in Asia l’andamento è complessivamente in rialzo in presenza di molti dati macroeconomici e con il dollaro in frenata dopo che il governatore Mario Draghi ha suggerito che la Banca centrale europea potrebbe iniziare a ridurre il suo significativo programma di stimolo già in autunno. Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino per la settima sessione consecutiva e il biglietto verde è in flessione di quasi il 2% nell’ottava nei confronti dello yen.
Il rafforzamento della divisa nipponica non è mai una buona notizia per il Corporate Japan e a Tokyo il Nikkei 225 chiude con una perdita dello 0,63% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,29%), per un calo intorno al 2% nell’intera settimana. Sul fronte macroeconomico, l'economia del Giappone segna il sesto trimestre consecutivo di espansione, ma la crescita annua del Pil per il periodo aprile-giugno è stata rivista al ribasso dal 4,0% preliminare al 2,5% e contro il 2,9% del consensus di Bloomberg (nel primo trimestre il progresso era stato dell’1,0%). A Seoul è intorno allo 0,20% il declino del Kospi.
L’andamento complessivo dei mercati resta comunque positivo, come conferma il guadagno intorno allo 0,50% toccato dall’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che dovrebbe chiudere l’ottava in rialzo. Secondo i dati diffusi dalla General Administration of Customs (l’autorità delle dogane di Pechino), in agosto l’export dalla Cina, calcolato in dollari, è cresciuto del 5,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 7,2% di luglio e contro il 6,0% d’incremento del consensus del Wall Street Journal.
L’import è invece aumentato del 13,3% annuo, contro l’11,0% di luglio e il 10% atteso dagli economisti. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, le piazze cinesi virano però in negativo dopo avere scambiato sopra la parità per gran parte della seduta: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti declino di circa lo 0,30% e lo 0,40% rispettivamente. Perde intorno allo 0,30% anche lo Shenzhen Composite. Rialzo invece per Hong Kong: l’Hang Seng è in progresso di circa lo 0,40% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in crescita intorno allo 0,20%). A Sydney è invece dello 0,30% il deprezzamento dell’S&P/ASX 200.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in calo. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,4% e il Ftse100 di Londra lo 0,3%.
L'Euro si mantiene forte contro il dollaro a 1,205 dollari.
Sul fronte macroeconomico in Germania il surplus della bilancia commerciale a luglio e si e' attestato a 19,5 miliardi di euro da 21,1 miliardi di euro rilevato nello stesso periodo del 2016 (consensus 20,3 mld). L'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono cresciute del 8% rispetto a un anno fa e le importazioni del 9,4% nello stesso periodo. Rispetto a giugno le esportazioni sono cresciute dello 0,2% e le importazioni del 2,2%.
In Francia la produzione industriale è cresciuta a luglio dello 0,5% su mese contro il +,6% del consensus +0,6%.
In Spagna a luglio la produzione industriale è cresciuta dell'1,9%. Lo ha annunciato l'ufficio di statistica Ine. Gli analisti avevano previsto un incremento del 2,5%. Rivisto al ribasso il dato di giugno a +2,6% da +2,7%.
Tra i titoli in evidenza Akzo Nobel -2%. Il produttore di vernici ha avvertito che i profitti nel 2017 dovrebbero crescere meno di quanto previsto in precedenza.
Vinci -1%. Barclays ha tagliato il rating sul titolo del gruppo delle costruzioni e delle concessioni a equal weight da overweight.
STMicroelectronics +1%. Il titolo del produttore di chip rientrerà dal prossimo 18 settembre nel Cac40, l'indice delle blue chip della Borsa di Parigi, al posto di Nokia. Lo ha annunciato Euronext.
Air France-Klm +0,5%. La compagnia aerea ha comunicato il progresso su base annua del 5,6% nel traffico di agosto con 7,6 milioni di passeggeri trasportati. Il traffico misurato in Rpk (revenue passenger kilometer o ricavi-passeggeri-chilometro, indicatore chiave per il settore aereo) è invece cresciuto del 3,4% annuo a 26,57 miliardi, mentre l’Ask (available seat kilometer ovvero posti disponibili per chilometro, indicatore relativo alla capacità) è progredito dell’1,5% a 26,17 miliardi.
Il load factor è aumentato dell’1,5% all’89,6% rispetto all’agosto 2016.
Burberry +1%. Credit Suisse ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gruppo del lusso a outperform da neutral.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,09%.

Il Ftse Mib segna -0,09%, il Ftse Italia All-Share -0,11%, il Ftse Italia Mid Cap -0,21%, il Ftse Italia Star -0,05%.
Mercati azionari europei negativi. DAX -0,1%, FTSE 100 -0,3%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 invariato.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,3 per cento circa. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,02%, Nasdaq Composite +0,07% Dow Jones Industrial -0,10%.
Mercato azionario giapponese negativo: l'indice Nikkei 225 stamattina ha terminato a -0,63%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,10% circa, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,5% circa.
In verde STMicroelectronics (+1%). Euronext ha comunicato che il titolo del produttore di chip rientrerà, a partire dal prossimo 18 settembre, nel paniere dei titoli dell'indice CAC 40, quello delle blue chip della borsa di Parigi. STM prenderà il posto di Nokia.
Positiva Ferrari (+1% a 91,90 euro) che prova a reagire, ma con poca convinzione, dopo il -6,91% accusato ieri dopo il report di Morgan Stanley. Gli analisti della prestigiosa investment bank americana hanno deciso di peggiorare radicalmente la raccomandazione sul titolo portandola da overweight a underweight, con target confermato a 100 dollari (83 euro circa al cambio attuale).
Acea (+1% a 12,80 euro) prova ad estendere il rialzo delle ultime sedute in scia alle dichiarazioni in audizione alla commissione ambiente della Camera dei deputati del presidente Luca Anzalone. Il manager ha affermato che la società è "ragionevolmente nella condizione di accantonare il piano di riduzione della pressione (dell'acqua, ndr) che avevamo annunciato e che poteva dare disagi ai piani alti e nelle parti alte della città". Il titolo si porta a ridosso degli ex supporti a 12,90/13,00 euro. In caso di superamento di questi ostacoli Acea potrebbe lanciare un attacco al massimo di metà luglio a 13,67, riferimento decisivo per assistere all'inversione della tendenza negativa in essere dal massimo pluriennale a 14,80 raggiunto a inizio giugno.
In flessione Mediaset (-0,6%): secondo indiscrezioni di Reuters si registra un avvicinamento tra Vivendi e Agcom nella discussione sulla doppia partecipazione dei francesi in Telecom Italia (-0,5%) e nel gruppo creato e controllato da Silvio Berlusconi.
Deboli i petroliferi a causa del leggero arretramento del greggio dai massimi di inizio mattinata. In rosso Saipem (-0,4%), Tenaris (-0,5%), Eni (-0,5%).
Danieli&C (-2,1%) in rosso a causa della decisione di Equita di peggiorare la raccomandazione sul titolo da buy a hold.
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TITOLI DEL GIORNO
Eni in verde ieri nonostante la correzione del petrolio dai massimi della mattinata. Oggi il vice ministro dell'energia del Kazakistan, Aset Magauov, ha dichiarato che il giacimento petrolifero Kashagan nel 2018 produrrà complessivamente 13 milioni di tonnellate, pari a 260mila barili al giorno, contro i 200mila attuali. La notizia sembra positiva ma ricordiamo che lo scorso giugno l'a.d. di Eni, Claudio Descalzi aveva dichiarato che per fine 2017 la produzione giornaliera avrebbe toccato quota 370mila barili. Il giacimento Kashagan ha riavviato la produzione lo scorso ottobre dopo un problema agli oleodotti che lo aveva bloccato dopo una prima partenza arrivata comunque con anni di ritardo rispetto al previsto. Eni fa parte del consorzio che ha sviluppato il giacimento insieme a China National Petroleum, Exxon Mobil, Royal Dutch Shell, Total, Inpex e KazMunaiGas. UBS ha intanto confermato la racco mandazione buy sul titolo con target a 17 euro. Graficamente il titolo sta cercando di costruire un doppio minimo in area 12,90 sul quale edificare una reazione che possa contrastare efficacemente il trend ribassista in atto da inizio anno. Conferme in tal senso oltre 13,80 per il test a 14,05 e 14,30 circa. Sotto 12,90 invece nuove spinte ribassiste alimenterebbero la corsa verso i bottom allineati dell'autunno a 12,20 euro circa.
Brusca frenata per Ferrari dopo il report di Morgan Stanley. Gli analisti della prestigiosa investment bank americana hanno deciso di peggiorare radicalmente la raccomandazione sul titolo portandola da overweight a underweight, con target confermato a 100 dollari (83,30 euro circa al cambio attuale). Dopo aver avvicinato mercoledì il livello psicologico dei 100 euro (massimo a 99,20 euro), le quotazioni sono precipitate sotto al minimo del 29 agosto a 93,35 euro inviando un pericoloso segnale ribassista che potrebbe anticipare un affondo verso il primo supporto a 90 euro. Ad ogni modo sarebbero solo discese sotto 87,80 euro, minimi di agosto e punto di passaggio della media mobile a 50 giorni, a minare i progressi degli ultimi mesi, decretando l’avvio di una fase di debolezza in grado di depotenziare le prospettive rialziste di medio lungo termine anticipando il ritorno in area 81,70 per la ricopertura d el gap rialzista del 20 luglio.
Buona performance ieri per Acea che approfitta delle dichiarazioni rese due giorni fa in audizione alla commissione ambiente della Camera dei deputati dal presidente Luca Anzalone. Il manager ha affermato che, grazie a una serie di interventi su valvole e pompe della rete idrica romana e alla possibilità di nuovi prelievi da quattro fonti (per i quali dovrebbe a breve arrivare l'autorizzazione), la società è "ragionevolmente nella condizione di accantonare il piano di riduzione della pressione (dell'acqua, ndr) che avevamo annunciato e che poteva dare disagi ai piani alti e nelle parti alte della città". L'analisi del grafico di Acea evidenzia il rimbalzo originato dal minimo del 31 agosto e il conseguente avvicinamento dei prezzi agli ex supporti a 12,90/13,00 euro. In caso di superamento di questi ostacoli il titolo potrebbe lanciare un attacco al massimo di metà luglio a 13,67, r iferimento decisivo per assistere all'inversione della tendenza negativa in essere dal massimo pluriennale a 14,80 raggiunto a inizio giugno. Discese sotto 11,85 decreterebbero invece la riattivazione della tendenza negativa verso 11,10/11,20 almeno..
DATI MACRO ATTESI

Venerdì 8 Settembre 2017

01:00 Discorso di Dudley (Fed) prospettive economiche e politica monetaria
01:50 GIA PIL finale secondo trimestre
01:50 GIA Partite Correnti Lug
08:00 GER Bilancia commerciale Lug
08:45 FRA Produzione industriale Lug
09:00 SPA Produzione industriale Lug
10:30 GBP Produzione industriale Lug
10:30 GBP Bilancia commerciale (non UE - GBP) Lug
10:30 GBP Bilancia commerciale (totale - GBP) Lug
14:45 USA Discorso di Harker (Fed)
16:00 USA Scorte all'Ingrosso Lug
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HEADLINES
Giappone: consumi privati crescono dello 0,8% nel trimestre
In Giappone, i consumi privati (che pesano per il 60% sul Pil), secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, hanno segnato un progresso sequenziale dello 0,8% nel secondo trimestre, contro lo 0,9% del consensus e della lettura preliminare e lo 0,4% dei primi tre mesi dell’anno (nel quarto trimestre 2016 la lettura era invece stata invariata).
Giappone: spesa delle aziende cresce dello 0,5% sequenziale
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, le spese in conto capitale delle imprese del Giappone hanno registrato un progresso dello 0,5% su base sequenziale nel secondo trimestre 2017, rivisto al ribasso dal 2,4% preliminare. Il dato, comunque in linea con le attese, si confronta con lo 0,9% d’incremento del primo trimestre e l’1,9% dell’ultimo periodo del 2016
Cina: in agosto crescita export rallenta al 5,5% annuo
Secondo i dati diffusi dalla General Administration of Customs (l’autorità delle dogane di Pechino), in agosto l’export dalla Cina, calcolato in dollari, è cresciuto del 5,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 7,2% di luglio (11,3% in giugno). Il dato, che si confronta con il 6,0% d’incremento del consensus del Wall Street Journal, resta il più debole da febbraio. L’import è invece aumentato del 13,3% annuo, contro l’11,0% di luglio (17,2% in giugno) e il 10% atteso dagli economisti. Le esportazioni in yuan sono cresciute del 6,9% annuo, contro il progresso dell’11,2% di luglio (17,3% in giugno), mentre le importazioni sono aumentate del 14,4% contro l’incremento del 14,7% di luglio (23,1% in giugno).
Giappone: crescita Pil secondo trimestre rivista al 2,5%
Cresce sotto alle attese l'economia del Giappone, che segna comunque il sesto trimestre consecutivo di espansione. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, infatti, il Pil del Giappone è cresciuto del 2,5% annuo nel secondo trimestre, contro il 4,0% della lettura preliminare e il 2,9% del consensus di Bloomberg. La lettura si confronta con l’1,0% del primo trimestre e l’1,4% dell’ultimo periodo del 2016. Su base sequenziale il progresso del Pil del Giappone è stato dello 0,6% contro lo 0,7% atteso dagli economisti e l’1,0% della lettura preliminare (nel primo trimestre il progresso era stato dello 0,4%).
Germania: crescono del 2,2% le importazioni a luglio
In Germania il surplus della bilancia commerciale a luglio e si e' attestato a 19,5 miliardi di euro da 21,1 miliardi di euro rilevato nello stesso periodo del 2016 (consensus 20,3 mld). L'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono cresciute del 8% rispetto a un anno fa e le importazioni del 9,4% nello stesso periodo. Rispetto a giugno le esportazioni sono cresciute dello 0,2% e le importazioni del 2,2%.
Per Dudley (Fed) inflazione debole può essere strutturale
Secondo William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di New York, la debolezza della crescita dei prezzi al consumo in Usa registrata negli ultimi mesi potrebbe essere strutturale e probabilmente sarà necessario un ripensamento del modello d’inflazione utilizzato dall’istituto centrale di Washington. “Mi aspetto che l’economia americana continui a performare piuttosto bene, con una crescita leggermente superiore al trend e un ulteriore progressivo rafforzamento del mercato del lavoro”, ha dichiarato Dudley giovedì. “Di conseguenza l'incremento dei salari sarà stabile e l’inflazione aumenterà in modo costante. In risposta, mi aspetto che continueremo a rimuovere gradualmente l’alleggerimento della politica monetaria”, ha aggiunto. Come nota la Cnbc, però, Dudley rispetto a precedenti dichiarazioni non ha espressamente prev isto un nuovo rialzo dei tassi d’interesse Usa entro la fine dell’anno. Dudley, membro permanente del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di cui è vice chairman, è considerato uno dei più stretti alleati della chairwoman della Fed Janet Yellen.
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