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venerdì 1 settembre 2017

Quanta fatica Ftse Mib

Fabio Pioli www.cfionline.it

venerdì 1 settembre 2017
Riuscirà il mercato italiano a prendere quota e a superare, con riferimento al future sull’indice Ftse Mib 40, i suoi massimi precedenti di area 22.000?
 
La settimana ha visto finora una sostanziale stabilità dei corsi: i prezzi (che, ricordiamo, per la maggioranza del tempo stanno in fase laterale) sono usciti al rialzo, alla fine del mese scorso dal rettangolo di oscillazione 20.500 – 21.500 per collocarsi in un nuovo laterale, che ha 22.000 punti circa come estremo superiore e 21.500 come supporto alle quotazioni (Figura 1)
 
Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero.

 
E proprio nelle ultime sedute il supporto 21.500 punti, sebbene con un acuto ribassista fino a 21.325 di minimo della giornata di riferimento, ha contenuto le quotazioni. Basterà questo storno per permettere la ripresa di quota e riportarci presso o oltre livello 22.000?
 
L’ analisi tecnica classica direbbe di sì, quanto meno a giudicare dalla teoria dei rettangoli di lateralizzazione: violato al rialzo il rettangolo 21.500 – 20.500, la sua proiezione sarebbe a 22. 500 punti (Figura 2).

Figura 2.  Future FtseMib40 – grafico giornaliero.

 
Questa ipotesi va completata con l’analisi delle onde di Elliott, che può mettere in prospettiva dove ci troviamo adesso all’ interno del movimento complessivo.
 
Se dovessimo salire, infatti, potrebbe trattarsi del “canto del cigno” di tutto il rialzo (onda 5 di 5 in Figura 3), ipotesi (perché si tratta pur sempre di un’ipotesi) da non sottovalutare e che induce alla cautela.

Figura 3. Future FtseMib40 – grafico giornaliero.



Osservando alcuni singoli titoli, è in fase interessante Terna.
 
Dopo aver stornato appoggiandosi con precisione sui suoi supporti di area 4,87 euro, il titolo si trova in una conformazione a triangolo che indica, tipicamente, una fase di accumulazione o distribuzione.

Se si trattasse di accumulazione l’azione sarebbe pronta per riprendere il suo trend primario l’onda 5 in Figura 4) a fine di superare i suoi massimi precedenti di 5.15 -5,20 euro.

Può essere dunque tentato un long al superamento dei 5 euro, con stop loss stretto a 4,865 euro e target sopra i 5,15 euro.
 
Figura 4. TERNA    – grafico settimanale.

Non altrettanto bene Azimut. A parte il fatto che la sua debolezza relativa rispetto al precedente ha impedito che il titolo superasse i massimi del 2016, è la sua conformazione di breve che induce i maggiori timori.

Le sue resistenze sono infatti state tenute e i suoi supporti rotti al ribasso, tanto che troverebbe nuovi acquisti, da grafico, solo in area 16 euro (Figura 5).

E’ questo il target per uno short da prendere alla rottura dei 17,70 euro con stop-loss prudenziale 19,15.
 
Figura 5. AZIMUT    – grafico settimanale.

*Fabio Pioli, Pres. Ass. Italiana Traders e Piccoli Risparmiatori e fondatore di CFI (www.cfionline.it)

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