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giovedì 14 settembre 2017

Piccolo passo indietro del petrolio


Sottotono in tarda mattinata i prezzi del petrolio sui mercati internazionali: sull'Ice il future sul Brent cede lo 0,12% e si riporta a 55,09 dollari mentre il derivato sul *WTI *passa di mano a 49,26 dollari al barile con uno svantaggio dello 0,081 per cento.
Le quotazioni del petrolio si sono avvantaggiate ieri delle positive previsioni dell'IEA sulla crescita della domanda globale, ma forse hanno trascurato gli effetti negativi sulla stessa domanda evidenziati dal medesimo rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia.

Fra l'altro sono cresciute più del previsto la scorsa settimana le scorte di petrolio greggio (+5,888 milioni di barili contro attese per un aumento di 3,238 milioni). 
L'incremento della produzione statunitense rischia comunque di proseguire e in un bilancio sugli effetti degli uragani nella sempre più strategica area del Golfo del Messico, sono maggiori gli impatti sulla domanda (delle raffinerie) che sulla produzione.
Oltretutto, sebbene l'Opec aumenti il grado di aderenza agli impegni presi in direzione di un taglio coordinato della produzione, Emmanuel Kachikwu, Ministro del petrolio della Nigeria, ha ribadito che il proprio Paese sarà esentato ancora da interventi sulla produzione (come già avviene e come accade pure per la Libia).
Va comunque evidenziato che dai minimi di giugno sotto i 46 dollari al barile il Brent ha messo a segno un recupero notevole fino agli attuali prezzi di area 55 dollari alla quale hanno contribuito sia i deprezzamenti del dollaro, che le diverse news macroeconomiche positive che incoraggiano le previsioni sul fronte della domanda.
(GD - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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