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mercoledì 6 settembre 2017

Piazza Affari: quando entrare al rialzo e su quali titoli


 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.
Nell'ultima intervista aveva invitato a valutare acquisti a Piazza Affari su livelli più bassi. Dopo i movimenti delle ultime sedute cosa si aspetta nel breve?
L'indice Ftse Mib per adesso si mantiene in trading range dopo il recupero dai minimi della scorsa settimana in area 21.300. L'evento clou dell'ottava in corso è senza dubbio quello di domani, quando ci sarà il meeting della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) al quale sono rivolte tutte le attenzioni del mercato.
La riunione di domani sarà seguita molto da vicino in particolare dai trade legati alle valute, tenendo presente che non appena l'euro prende quota contro il dollaro, alcuni indici principali come lo Stoxx e il Dax iniziano a scendere.
A mio avviso la salita della moneta unica potrebbe essere agli sgoccioli almeno nel breve, a meno che Draghi non annunci la fine del quantitative easing per dicembre. Questo spingerebbe in alto l'euro che nel breve, salvo sorprese dalla BCE appunto, dovrebbe muoversi in range tra 1,16 e 1,21 circa.
Eventuali flessioni della moneta unica potranno dare fiato al Dax30 che è ancora abbastanza distanza dai massimi storici.
Piazza Affari continua a mostrare una buona intonazione visto che le banche sono ben comprate e un altro sostegno al mercato giunge dal rally di Fca, giunto su nuovi massimi storici.
I finanziari tengono bene in vista di un possibile tapering del quantitative easing della BCE, dal momento che un ritorno ad una politica monetaria più normale dovrebbe avere ricadute positive per le banche.
Personalmente però rimarrei ancora alla finestra a Piazza Affari, perchè le tensioni geopolitiche restano in primo piano. Non aprirei posizioni short sul Ftse Mib in questo momento, ma attenderei prima di posizionarmi al rialzo, intervenendo non prima del superamento dei 22.000 punti.
Oltre questa soglia l'indice potrà allungare il passo verso i 22.500 prima e dei 23.000/23.200 punti in un secondo momento, visto che quest'ultimo è il target naturale del movimento in atto. 
Al ribasso il livello chiave è in area 21.300, la cui tenuta potrà essere sfruttata per nuovi acquisti, mentre sotto i 21.300 troviamo la soglia dei 21.100/21.000 che mantiene fortemente al rialzo le quotazioni.  
Tra i bancari quali riflessioni si possono fare su Ubi banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) e Bper Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?
Bper Banca tornerà positivo sopra i 5 euro visto che per il momento non ha forza in presenza di un indice che si trova sui massimi dell'anno. Un acquisto del titolo si potrà valutare sopra i 5 euro con target a 5,7/5,8 euro, oppure si può intervenire in caso di flessioni verso i 4,2 euro.
Un po' diverso il discorso per Ubi Banca che si mantiene poca distanza dai massimi, per cui come i 22.000 punti fanno un po' da tappo per l'indice, lo stesso accade con l'area dei 4 euro per Ubi Banca. Sopra (Parigi: FR0013101532 - notizie) i 4,1 euro entrerei al rialzo sul titolo con un target ambizioso in area 4,8/5 euro, visto che fino a tale soglia non ci sono ostacoli di rilievo.
Ieri Saipem e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) hanno messo a segno un rally di oltre il 3% entrambi. Consiglierebbe di acquistare questi due titoli sui livelli attuali?
Nelle ultime interviste avevamo segnalato che Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) era da considerare fino a quando non avesse violato al ribasso alcuni livelli importanti che restano abbastanza alti rispetto ai prezzi correnti visto che parliamo di area 3,5/3,6 euro.
Il titolo ha rimbalzato dal minimo a 2,94 euro segnato ad agosto, ma resta in un forte canale discendente, per cui non entrerei al rialzo se non dopo la rottura dei 3,5/3,6 euro. Saipem dovrebbe recuperare un po' di forza per convincermi a valutare l'apertura di posizioni long.
Anche Tenaris è in un forte canale discendente e non prenderà in considerazione lo shopping sul titolo se non dopo la rottura dei 12,3/12,5 euro. Mi sembra che i titoli del settore oil non siano il leit motiv in questo momento, a prescindere dalla performance di ieri che leggo come un rimbalzo dai minimi delle ultime giornate.
Qual è il suo giudizio su Fca dopo il rally che lo ha portato a segnare nuovi massimi storici?
Secondo diverse banche d'affari Fca dovrebbe valere molto di più, ma personalmente non acquisterei ora dopo la salita messa segno da 9 a 13,5 euro. Difficile che il titolo si possa vendere a meno che non ci saranno notizie particolarmente negative, ma è altrettanto improbabile che la salita possa proseguire allo stesso ritmo delle ultime settimane.
Ci sono dei titoli che vuole segnalarci in particolare a Piazza Affari?
Consiglio di seguire Ferrari (Xetra: 30092157.DE - notizie) che intorno ai 100 euro potrebbe offrire la possibilità di un ingresso short. In un anno e mezzo il titolo è salito del 150%, per cui si potrebbe valutare l'apertura di posizioni al ribasso con stop loss a 110 euro e target a 80 euro.

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