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venerdì 8 settembre 2017

Piazza Affari: l'autunno richiederà cautela. Le blue chips hot

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cirillo, analista tecnico di Alfa Scf, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.
L'indice Ftse Mib continua a mantenersi a poca distanza dalla soglia dei 22.000 punti, senza riuscire a dare vita ad ulteriori spunti rialzisti per il momento. Quali sono le sue attese per le prossime giornate?
Nelle ultime ore un po' di volatilità sui mercati azionari è stata generata dalle parole pronunciate da Mario Draghi. Come sempre le esternazioni dei vari componenti delle più importanti Banche Centrali come la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) e la Fed, provocano dei movimenti dettati dal riposizionamento degli operatori in seguito alle indicazioni che arrivano di Governatori.
Va evidenziato che a differenza di quanto eravamo abituati ad osservare tanto nel 2016 quanto nel 2015, quest'anno il Ftse Mib sta mostrando una forza relativa e una capacità di tenuta maggiori rispetto altri indici, quali il Cac40 e il Dax30.
L'impostazione del nostro listino appare migliore dal punto di vista grafico e a livello tecnico la resistenza statica che transita intorno ai 22.000 punti non sarà un ostacolo semplice da superare.
Quella attuale è una fase di chiaro andamento laterale e questo rende difficile anche fare delle previsioni nel breve termine. Mi sento di dire però che durante i mesi estivi si è assistito ad una fase di debolezza, visibile sia sugli indici americani, in particolare sull'S&P500, sia su quelli europei.
Questo deve essere interpretato come un segnale di cautela da adottare durante l'autunno.
Per il Ftse Mib, oltre ai 22.000 punti citati in precedenza, abbiamo altri livelli significativi in termini di supporti statici a 21.400 punti in prima battuta e a 20.500 punti in seguito. La tenuta di quest'ultimo livello sarà fondamentale per capire quanto le quotazioni dell'indice potranno rimanere nel range 20.500-22.000 punti e quanto invece lo scenario di breve termine possa mutare da neutrale e negativo.
Al momento siamo in una fase laterale e fino a quando il Ftse Mib si manterrà tra i 20.500 e i 22.000 punti questo scenario non potrà modificarsi. Non sarei sorpreso da eventuali avvicinamenti dei livelli supportivi citati prima, ma ciò non implicherà immediatamente un cambio di scenario nel breve termine, ritenendo per il momento improbabile la rottura dei massimi dell'anno.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) settore bancario quali sono i titoli che sta seguendo con più interesse in questa fase?
Partiamo da Banco BPM, le cui quotazioni al momento sono in una fase discendente, ma si stanno poggiando alla trendline rialzista che può essere tracciata dallo scorso dicembre e che congiunge i minimi registrati a partire da tale data.
La tenuta di questa trendline sarà molto importante per capire eventuali spazi di recupero o alternativamente di discese del titolo. Siamo in prossimità dei 3 euro e i livelli supportivi statici sono collocati a 2,8 euro e a 2,6 euro.
Banco BPM, come molti titoli del settore bancario, ha recuperato molto nel corso di quest'anno e questo è un fattore da tenere in considerazione qualora si volessero aprire nuove posizioni long.
Le resistenze da monitorare sono individuabili a 3,2 euro prima e a 3,4 euro in un secondo momento. 
Segnalo anche Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che presenta un quadro grafico in cui è visibile una fase di debolezza che ha portato le quotazioni ad avvicinare gli 8,5 euro di recente. L'impostazione di medio termine del titolo resta positiva fino a quando non sarà violato il supporto statico dei 7,5 euro, livello in corrispondenza del quale si potrebbe ipotizzare un acquisto.
Quanto alle resistenza, quella intermedia transita a 9,2 euro circa, ma quello più significativo lo troviamo più in alto in corrispondenza dei 9,5 euro.
Tra i titoli del settore oil come valuta l'attuale impostazione di ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) e quali strategie ci può suggerire per entrambi?
ENI negli ultimi due mesi ha mostrato un andamento spesso non in perfetta convergenza con quello del petrolio. Si possono individuare due livelli molto significativi per l'operatività di breve e mi riferisco ai 13 euro come supporto statico e ai 14 euro in termini di livello resistenziale statico.
Queste due soglie di prezzo potrebbe essere sfruttate per un'operatività in controtendenza, quindi acquisti in prossimità dei 13 euro e assunzioni di posizioni short a ridosso dei 14 euro.
Nelle ultime settimane ENI sta vivendo una fase di recupero che andrà monitorata per capire se sarà in grado di superare la resistenza intermedia posta a 13,65 euro, la cui rottura aprirebbe la strada verso i 14 euro.
Tenaris presenta una struttura grafica abbastanza compromessa, in quanto il trend primario appare piuttosto negativo, con una tendenza ribassista pronunciata che ha avuto inizio a gennaio scorso. Sembra però che la stessa abbia trovato una fase di stallo in corrispondenza degli 11 euro toccati di recente.
Tenaris viene da alcune sedute molto positive e un superamento dei 12 euro nel breve termine potrebbe attirare degli acquisti e spingere le quotazioni in corrispondenza dei 13 euro, dove si potrebbe ipotizzare la liquidazione dei long speculativi eventualmente aperti in questa fase.
Sarà importante capire la tenuta dei prezzi in corrispondenza degli 11 euro perchè un eventuale cedimento di questo supporto potrebbe condurre rapidamente a quota 10 euro.
Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?
Parliamo di Brembo che viene da una fase intermedia di ribasso, ma il titolo potrebbe aver trovato un discreto spunto di breve. L'azione è da approcciare con prudenza perchè il movimento che mi appresto a descrivere ha già avuto luogo a inizio luglio e si è risolto in un ulteriore ribasso.
A inizio settembre Brembo ha superato la trendline ribassista che univa i massimi fatti registrare a inizio maggio in corrispondenza dei 13 euro. Dopo un lieve ripiegamento il titolo è ripartito e ora sta vivendo un ulteriore recupero che lo ha portato fino a 13,5 euro.
L'impostazione di breve appare positiva e fino a quando le quotazioni si terranno lontane dai 12,5 euro, livello di supporto molto significativo, si potrebbero ipotizzare degli acquisti, andando a liquidare le posizioni in caso di raggiungimento dei 14 euro prima e di avvicinamento ai 15 euro in seconda battuta.

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