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mercoledì 27 settembre 2017

PETROLIO - Il Kurdistan riaccende il Medio Oriente. L'Analisi tecnica di websim

FATTO
Le scintille in Medio Oriente, provocate dal referendum nel Kurdistan iracheno, stanno spingendo al rialzo le quotazione dei petrolio. Il greggio Brentè arrivato stamattina a 59,1 dollari il barile, massimo dal luglio del 2015. A metà giornata il prezzo si è stabilizzato intorno a 58,6 dollari. 

Il Wti tratta a 51,8 dollari. 

Ieri il presidente della Turchia, Recep Erdogan, ha minacciato di chiudere le valvole dell'oleodotto Kirkuk - Ceyan. La condotta che porta il greggio estratto nel Kurdistan al Mar Mediterraneo, ha una portata di circa mezzo milione di barili al giorno, poco più del 10% della produzione irachena e lo 0,5% della domanda mondiale di greggio. Anche se i numeri sono modesti, gli effetti sui prezzi sono stati importanti in quanto il referendum, dichiarato nullo dal governo centrale dell'Iraq, rischia di mettere a soqquadro tutto il Medio Oriente. 
Non ci sono solo ragioni di natura geopolitica, carenza di investimenti e disciplina di una parte dei paesi produttori nel rispettare gli impegni sul petrolio da estrarre, stanno spostando i piatti della bilancia tra domanda ed offerta. Citigroup si aspetta che nella prima parte del 2018 emergerà un problema di carenza di petrolio. Ne ha parlato ieri in una conferenza Ed Morse, il responsabile della ricerca in ambito materie prime della banca. Morse ha segnalato che Libia, Nigeria, Venezuela, Iran ed Iraq stanno pompando al massimo della loro capacità, ne risulta che i rischi di eccesso di produzione nei prossimi mesi sono molto limitati ed in discesa. 
Ricordiamo che OPEC, Russia e molti altri produttori, hanno concordato di tagliare la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno (bpd) dall'inizio del 2017.
I paesi aderenti stanno prendendo in considerazione l'estensione dell'offerta oltre il termine naturale del mese di marzo 2018.

EFFETTO
Graficamente, il movimento rialzista ha ricevuto nuovo impulso rafforzando il quadro di breve di entrambe le tipologie.
BRENT. Lo spunto di ieri ha portato al superamento del nostro obiettivo di medio periodo, posto a 58,30 dollari il barile. La forza del movimento è tale da spingerci a consigliare, solo in un'ottica di trading, un proseguimento degli acquisti

WTI. Il ritorno sopra 49 usd, confermato la scorsa settimana, proietta un target sulla parte alta del range 40,0-55,0.

A causa del ritardo accumulato, lo spazio al rialzo rispetto agli obiettivi da noi fissati è più ampio per il Wti (+8%) rispetto al Brent (+4%).

Brent 





Wti 
































Operatività. Puntiamo a una rapida estensione del movimento fino alla parte alte del duplice range sopra indicato dove la tendenza potrebbe avviare una fase di assestamento.

In ottica di medio periodo rimane premiante l'operatività di trading in controtendenza una volta giunti a ridosso degli estremi.

Ci sono diverse opzioni per sfruttare le oscillazioni di breve del prezzo del petrolio.

Per sfruttare le opportunità di trading veloce al rialzo sul Brent/Wti si possono utilizzare i seguenti strumenti:

Boost Brent Oil 3x Leverage Daily ETP (3BRL.MI)
Isin IE00BYTYHS72

Boost WTI 3x Leverage Daily ETP (3OIL.MI)
Isin IE00B7ZQC614

Per sfruttare le opportunità di trading veloce al ribasso sul Brent/Wti si può utilizzare il seguente strumento:

Boost Brent Oil 3x Short Daily ETP (3BRS.MI)
Isin IE00BYTYHR65

Boost WTI 3x Short Daily ETP (3OIS.MI)
Isin IE00B7SX5Y86

www.websim.it

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