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lunedì 4 settembre 2017

Oro ai massimi con la tensione in Corea del Nord


Oro in ripresa sull'onda dell'aumento delle e tensioni tra Corea del Nord e Usa.

Cosa sta succedendo

Le ultime notizie riportano la volontà di Pyongyang di dar vita a un nuovo lancio missilistico, per la precisione di un vettore intercontinentale. A lanciare l'allarme sono i servizi segreti sudcoreani che sottolineano come il nuovo missile potrebbe avere una gittata tale da poter raggiungere gli Usa.
Tutto questo a poche ore dall'ultimo test nucleare che la dittatura asiatica ha portato avanti con un ordigno 5 volte più potente di quello sganciato da Washington su Nagasaki e che portò alla resa del Giappone. Un'altra provocazione di Kim Jong Un che ha portato non solo ad alzare l'asticella della tensione nella zona ma anche il presidente sudcoreano Moon Jae-in ad incrementare il sistema antimissile americano, lo stesso che, qualche mese fa, in piena campagna elettorale, aveva altrettanto fortemente criticato, sperando nel sentimento nazionalista per l'elezione poi avvenuta.

Di fronte a questo scenario i mercati si irrigidiscono, primo fra tutti quello asiatico che ha visto l'indice Nikkei chiudere a -0,9% a 19.508,25 punti anche a causa dell'appesantimento dello yen, valuta rifugio per eccellenza. Il tutto mentre l'oro ha ripreso volare a 1.341,3 dollari l'oncia con un aumento pari a +0,8%, i massimi da oltre un anno.

La reazione cinese

Intanto le reazioni più attese sono quelle della Cina, da tempo protettrice della Corea del Nord e ben conscia del fatto che una guerra, con inevitabile sconfitta di Pyongyang, creerebbe un avamposto occidentale proprio al confine sud della Cina.

Per questo motivo, pur condannando i test nucleari e i lanci missilistici, Pechino preferisce frenare ogni tentativo di attacco da parte degli Usa suggerendo invece, come strada alternativa, un embargo totale contro la nazione. Difficile che, invece, arrivi un taglio netto dei rifornimenti di petrolio dati da Mosca ma soprattutto da Pechino (che copre il 90% del fabisogno nordcoreano) alla Corea del Nord, rifornimenti che, stando ad alcune fonti, arriverebbero a 520mila tonnellate l'anno, attraverso gasdotti ormai obsoleti e datati.

L'ultima volta che si decise per un provvedimento simile era il 2003.  
Fonte: News Trend Online

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