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mercoledì 20 settembre 2017

Mediobanca studia piano B per quota Generali. La view dei broker


 
Tra le varie blue chips sotto la lente oggi a Piazza Affari segnaliamo Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e Generali (EUREX: 566030.EX - notizie) , su cui l'interesse viene focalizzato alla luce dei rumors riportati dalla stampa. Mediobanca, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso di circa mezzo punto percentuale, si presenta al momento a ridosso dei valori del close di ieri a 8,795 euro, con un frazionale calo dello 0,06% e oltre 1,1 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,1 milioni di pezzi.
Più debole Generali che, dopo aver guadagnato ieri un quarto di punto, arretra dello 0,45% oggi a 15,48 euro, con oltre 3,3 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 5,3 milioni di pezzi.
Il piano B di Mediobanca per la quota in Generali
Secondo indiscrezioni di stampa riportate in particolare dal Sole 24 Ore, il CEO di Mediobanca, Alberto Nagel, avrebbe presentato ai maggiori azionisti della banca un progetto alternativo alla cessione del 3% di Generali prevista entro il 2019. L'ipotesi allo studio è quella della creazione di una holding, senza debito, cui conferire l’intero 13% della compagnia triestina posseduto da Mediobanca e in cui fare entrare dei soci di minoranza.
Si tratta di una sorta di piano B alternativo alla discesa di Mediobanca nel capitale di Generali e tale soluzione sarebbe nata qualche mese fa sulla base di un assunto chiave: l'istituto di Piazzetta Cuccia non intende fare a meno del contributo della compagnia triestina ai conti della banca.
Le osservazioni di Equita SIM
Secondo gli analisti di Equita SIM, il progetto della holding presenta un vantaggio evidente per Mediobanca che in tal modo risparmia capitale, ma mantiene il controllo sull’intera quota. La holding inoltre ha il vantaggio rispetto ad un patto di sindacato di non avere il limite di durata di 3 o 5 anni.
A ciò si aggiunga che i soci di minoranza della holding avranno sicuramente dei vantaggi di governance, ma gli analisti della SIM milanese pensano non sia semplice compensare la perdita di liquidita?.
Gli esperti fanno notare che potrebbero essere interessati al deal investitori come fondazioni e/o Cassa Depositi e Prestiti, e credono che l’obiettivo di lungo termine sia rafforzare la presa su Generali. Il tentativo di scalata da parte di Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) poteva aprire scenari impensabili e quindi gli analisti pensano che Mediobanca voglia muoversi in anticipo.
Oggi Equita SIM non vede raider all’orizzonte, ma vista la pressione sui margini nel settore finanziario, se tornasse una situazione come quella del 2011, un grande gruppo estero potrebbe prendere in considerazione un’Opa non concordata.
Gli analisti si aspettano una reazione leggermente negativa del mercato, in particolare per Generali a causa della minore contendibilita?. In misura piu? contenuta per Mediobanca, per cui la quota nella compagnia triestina rappresenta il 40% della capitalizzazione di mercato.
Non cambia intanto la view neutrale della SIM milanese su entrambi i titoli, con una raccomandazione "hold" tanto per Mediobanca quanto per Generali, e un prezzo obiettivo pari rispettivamente a 9,9 e a 16,5 euro.
Bca IMI: l'ipotesi sub holding è positiva per Generali
Secondo gli analisti di Banca IMI la soluzione della holding potrebbe difendere il prezzo delle azioni di Generali dall'impatto negativo legato al potenziale overhang derivante dalle mosse di Mediobanca. Confermata la view positiva su Generali che per gli analisti è da aggiungere in portafoglio con un target price a 17,7 euro.
Bca Akros scommette sul piano A
Per Banca Akros invece il piano A è da preferire a quello B, visto che l'istituto di Piazzetta Cuccia ha già abbondante capitale e gli analisti non vedono la necessità di aumentarlo in un contesto di tassi di interesse negativi. Tra l'altro c'è l'incognita di vedere se ci saranno soggetti pronti ad investire in una holding che rimane sotto il controllo di Mediobanca. Su quest'ultimo titolo Banca Akros mantiene una view cauta con un rating "neutral" e un fair value a 9,2 euro.

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