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lunedì 11 settembre 2017

L'uragano Irma scuote anche le decisioni della Fed sui tassi

Irma si sgonfia, ma lascia dietro di sé una scia di disastri che potrebbero adesso persino costringere la Federal Reserve a rivedere i suoi piani di politica monetaria.
Mentre cominciano a circolare le prime stime sull'entità dei danni prodotti dall'ultimo uragano che ha squassato i Caraibi e la costa sud degli Stati Uniti, si sta rafforzando tra gli analisti la convinzione che tra gli effetti del suo passaggio potrebbe esserci anche un passo indietro dei banchieri centrali americani su un nuovo rialzo dei tassi nel 2017.

Le decisioni Fed

La pensano così alcuni analisti intervistati dalla rete Cnbc, secondo i quali, nonostante le ultime proiezioni della Fed segnalassero la possibilità di un terzo aumento del costo del denaro quest'anno, i danni economici prodotti da Harvey prima e da Irma poi lasciano adesso prevedere che l'istituto guidato da Janet Yellen li lascerà invariati almeno fino al 2018. 

Sarebbe una "conclusione logica" per Hugh Young, manager di Aberdeen Standard Investments, secondo il quale quanto accaduto "potrebbe essere un pretesto perché la Fed eviti di alzare i tassi d'interesse".

Funzionari della Fed avevano indicato un altra manovra di politica monetaria in aggiunta alle due già attuate nelle riunioni di marzo e giugno, ma i deboli dati sull'inflazione avevano già suscitato qualche dichiarazione più da "colomba" da parte di alcuni membri del board.
Il presidente della Fed di New York, William Dudley, ha inoltre esplicitamente affermato in un'intervista di venerdì scorso, poco prima che Irma si abbattesse sulle coste della Florida, che i due uragani potrebbero impattare sul calendario di rialzi dei tassi, precisando che le attività di ricostruzione dopo i due eventi rafforzeranno comunque l'attività economica nel lungo periodo. 

Non solo Irma

Oltre gli uragani, ci sono però altri altri ostacoli a una nuova manovra di politica monetaria quest'anno, a cominciare dall'incertezza sull'identità del prossimo presidente della Fed.
Per Frank Lavin, esperto di Export Now, "non bisogna dimenticare che in questo momento parecchi seggi del board sono vacanti", e storicamente i banchieri centrali assumono in queste situazionii un atteggiamento attendista per non politicizzare il clima intorno alle nuove nomine.

I danni per le assicurazioni

Tornando alle conseguenza economiche dei due uragani, l'altro dato messo in rilievo dagli analisti in queste ore è che si prospetta un brutto colpo per le compagnie di assicurazione e riassicurazione, che secondo le prime stime di Wells Fargo Securities potrebbero trovarsi a fronteggiare perdite pari a 60 miliardi.
"Secondo Elyse Greenspan, analista per l'equity i 40 miliardi dovuti a Irma e i 20 a  Harvey avranno un impatto sui profitti del settore e molte compagnie chiuderanno l'esercizzio in rosso.
Fonte: News Trend Online

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