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venerdì 15 settembre 2017

L'EUR/USD deciderà il futuro delle Borse: pericoli in vista?

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui
Prosegue il recupero del dollaro nei confronti dello yen, mentre il biglietto  verde perde terreno rispetto all'euro. Come valuta i recenti movimenti e cosa si aspetta per questi due cambi nel breve?
Dal punto di vista squisitamente tecnico sembra un po' anomalo il fatto che oggi sia il dollaro-yen che l'euro-dollaro stiano sostanzialmente tenendo, anzi accelerando al rialzo. Il rialzo dell'euro era atteso visto che mantiene una configurazione rialzista di lungo termine e il recente arretramento secondo me è stato causato solo da prese di beneficio.
Lascia un po' perplessi il fatto che questo recupero dell'euro-dollaro avvenga con un dollaro-yen in ascesa e con degli indici azionari che, per quanto non fortissimi, si mantengono ancora su livelli abbastanza elevati.
Consiglio di prestare attenzione al dollaro-yen perchè se dovesse arretrare dai livelli attuali, darebbe un segnale di indebolimento della dinamica risk-in, quindi mi aspetterei un leggero arretramento delle Borse nel caso.
Fino a quando il dollaro-yen si manterrà sopra quota 110,1, a mio avviso non ci sarà alcun pericolo e i mercati azionari potranno ancora allungare. Sotto i 110,1 ci sarà la possibilità di assistere ad un forte storno del dollaro e quindi ad un'accelerazione dell'euro-dollaro che ha ancora spazio di crescita fino alla resistenza dinamica a 1,226.
In questo momento mi sembra che il market driver sia l'euro-dollaro che deve ancora raggiungere il target del movimento in atto e fino a quando non vedrò l'euro spingersi sulla soglia di 1,125/1,226, faccio fatica a pensare che i movimenti delle grande banche d'affari si arresteranno.
Mantengo la mia posizione long sull'euro-dollaro, ma meno aggressiva rispetto alle scorse sedute perchè è salito tanto. Mi aspetto quindi un euro-dollaro ancora tonico che vada a completare il suo disegno strategico in area 1,225/1,226 e questo dovrebbe restituirci un dollaro-yen verso il basso, con possibile approdo sul supporto dinamico in area 1,063/1,06.
Sia il dollaro-yen che l'euro-dollaro non hanno completato i recenti movimenti tecnici e quindi potrebbero, o dovrebbero farlo nei prossimi giorni.
A mio avviso è dal fronte valutario che partirà il nuovo input per i mercati, perchè ormai l'oro si è espresso, mentre toccato al dollaro dire quale sarà la strada per il futuro.
Il biglietto verde nè contro euro nè contro yen ha testato livelli tecnici importanti e quindi è atteso al test di soglie rilevanti, da cui potranno scaturire nuovi spunti direzionali.
Cosa può dirci in merito al recente movimento dell'oro e quali sono le attese per le prossime giornate?
L'oro ha sicuramente rotto gli indugi e la salita delle ultime settimane no è determinata tanto dal suo ruolo di bene rifugio perchè il mercato azionario è ancora tonico, quando dall'indebolimento del dollaro al quale è correlato.
L'oro ha invertito il trend ribassista di lungo termine e ora eventuali zone di debolezza dovrebbe portare nuovi acquisti su questo asset.
Personalmente non vedo più il gold impostato al ribasso e sarà pronto a comprarlo almeno fino a quando le quotazioni si manterranno al di sopra dei 1.230 dollari.
Solo un ritorno al di sotto di questa grande resistenza dinamica che ora fa da supporto mi farebbe cambiare idea, ma per il momento l'oro resta da acquistare sulla debolezza.
Il petrolio si sta riportando in area 50 dollari al barile dopo i recuperi messi a segno di recente. Prevede ulteriori salite dai livelli attuali?
Per il petrolio finalmente lo scenario tecnico si sta iniziando a definire e ora il grafico, almeno per quanto mi riguarda, ha recuperato una certa leggibilità. Abbiamo ora un test imminente in area 52 dollari al barile, dove il mercato andrà a saggiare la potenza del recupero in atto, mentre quella attuale è una zona neutrale che non significa nulla.
Mi aspetto un test dei 52 dollari e se questo dovesse avere successo, spingendo le quotazioni al di sopra di quest'area, credo che la tappa successiva sarà a quota 63 dollari per il petrolio.
Alla luce di quanto detto fino ad ora cosa può segnalarci per le Borse?
Rispetto al contesto intermarket abituale che sono solito condividere con lei e con i lettori di Trendonline, credo che l'oro e il petrolio abbiano perso di significato in questo momento. Il mercato è in preda all'evoluzione dell'euro-dollaro che, come detto prima, è il vero market driver della situazione.
Se l'euro-dollaro si spingerà sopra i recenti massimi relativi a quota 1,21, l'azionario dovrebbe correggere, mentre solo un ritorno dell'euro-dollaro sotto quota 1,18 potrà favorire una nuova spinta convinta dei listini azionari. Questi ultimi hanno bisogno di un dollaro forte, ma per il momento il biglietto verde sta boccheggiando.

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