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venerdì 22 settembre 2017

Lavorare all'estero, il vademecum per essere in regola con il Fisco

Lavorare all’estero può essere una grande fortuna per le proprie tasche e per le proprie ambizioni, ma può nascondere degli inghippi dal punto di vista delle tasse. Quando si parte per la nuova avventura fuori dall’Italia sono sempre molti i dubbi, e per non rimanere invischiati in un contenzioso con il Fisco è meglio dipanare subito questa matassa. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato a tal proposito una nuova guida – scaricabile sul sito dell’Agenzia appunto – che indica i passi da seguire per regolarizzare la posizione e per avere delucidazioni anticipate, sia che si mantenga la residenza in Italia sia nei casi in cui si opera l’iscrizione all’Anagrafe dei residenti all’estero (cioè l’AIRE).
Lavorare all’estero, i consigli sul fisco (Getty)
Iscrizione all’Aire. Chi si trasferisce all’estero per lavoro ma non sposta la residenza ai fini fiscali, è tenuto a dichiarare in Italia anche i redditi prodotti all’estero. Tutti i cittadini italiani che spostano la residenza all’estero (non fa differenza se nell’Unione Europea o fuori dai confini continentali) sono tenuti a iscriversi all’Aire entro 90 giorni dall’avvenuto cambio. L’iscrizione comporta l’eliminazione degli obblighi fiscali in Italia sui redditi prodotti all’estero, anche se rimangono in ogni caso le imposte sugli immobili e sui redditi prodotti sul suolo natìo (come la locazione dell’appartamento, ad esempio).
Norme contro la doppia imposizione. Per evitare il doppio pagamento di imposte sono state sviluppate diverse convenzioni con gli Stati esteri. In base agli accordi è previsto un credito d’imposta a titolo di compensazione delle imposte pagate nel paese in cui si produce reddito. Tale credito viene erogato solo in caso di documentazione completa.
Come mettersi in regola. Chi non dichiara i redditi prodotti o chi non ha presentato domanda di iscrizione all’Aire non è condannato: ma si deve dare una mossa a mettere tutto in carreggiata. La guida dell’Agenzia ricorda che c’è ancora la possibilità di approfittare della riapertura dei termini (fino al 30 settembre 2017) per aderire alla procedura della collaborazione volontaria, indicando i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo in precedenza non dichiarati in Italia.
Dove si trovano le informazioni necessarie? Sul sito dell’Agenzia delle entrate si trovano la guida recentemente pubblicata e i moduli/modelli da scaricare per aderire alla collaborazione volontaria. Per quanto riguarda l’Aire, invece, è importante ricordarsi che le informazioni non si trovano sul sito dell’Agenzia, bensì nei portali dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri.
Per approfondire:

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