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venerdì 29 settembre 2017

L'Angolo del Trader


*Banco BPM *in rialzo: sul gruppo guidato da Giuseppe Castagna si segnalano mosse relative alla partnership bancassicurativa, dopo la fine degli accordi con UnipolSai e Aviva. Mercoledì Cattolica Assicurazioni ha annunciato che invierà un'offerta vincolante per l'acquisto "di una partecipazione di maggioranza in Popolare Vita S.p.A.
e in Avipop Assicurazioni S.p.A. e alla sottoscrizione di un accordo di distribuzione di prodotti assicurativi nel Ramo Vita e nel Ramo Danni". Secondo indiscrezioni anche la francese Covéa, leader in patria sul ramo danni, è interessata all'operazione, mentre Generali sembra più defilata. Secondo indiscrezioni Cattolica e Covéa avrebbero messo sul piatto 700 milioni di euro per l'acquisizione di una quota di maggioranza di Popolare vita e di Avipop assicurazioni, le due società di cui Banco Bpm sarebbe pronto a cedere una quota tra il 51% e l'80%.

Il mercato ha reagito positivamente alle notizie, se Banco Bpm riuscirà a chiudere l'operazione (il 17 ottobre dovrebbe riunirsi il cda con l'intendo di deliberare sulle offerte) e a trovare un nuovo socio l'effetto negativo sul Cet 1 causato dalla uscita di Unipol e Aviva, stimato in 72 basis point, dovrebbe venire compensato.
Il titolo ha superato nella giornata di mercoledì il picco del 7 agosto a 3,41 euro (massimo giovedì a 3,544 euro) segnalando l'intenzione di volere riprendere l'uptrend in atto dai minimi toccati l'8 agosto in coincidenza con la media mobile a 100 giorni. Prossimo obiettivo del rialzo a 3,70 euro, poi a 4 euro, lato alto del canale che sale dai minimi dello scorso novembre.

Con la violazione di 3,41 atteso invece il test a 3,22 del gap del 13 settembre poi di area 3,04, dove transita attualmente la media a 100 giorni.
In rosso *Enel *sulla quale pesa, oltre alla debolezza del settore, anche la notizia del sequestro preventivo della centrale termoelettrica "Federico II" sita in località Cerano del comune di Tuturano (BR), di proprietà della S.p.A.
"Enel Produzione". Il provvedimento è stato disposto dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto, nell'ambito dell'operazione denominata "Araba Fenice". La situazione grafica del titolo appare sempre più delicata con i prezzi che perdono terreno dopo raggiunto nuovi massimi pluriennali a 5,265 euro.

La flessione originata da tali massimi si è estesa infatti sotto la linea di tendenza tracciata dai minimi di aprile fino al test a 5,05 circa della media mobile a 50 giorni. Discese sotto questo supporto dinamico vanificherebbero i recenti sforzi aprendo la via a cali verso area 4,90, media mobile a 100 giorni e trend line che sale dai minimi di febbraio.
Solo nel caso di violazione di questi riferimento l'intera struttura rialzista partita alla fine dello scorso anno verrebbe messa in discussione prospettando cali verso target negativi individuabili a 4,60. Le recenti tensioni verrebbero allentate dal ritorno sopra area 5,16 ma sarebbe comunque necessario il successivo superamento di 5,265 per riattivare l'uptrend di lungo corso verso obiettivi a 5,40 euro.
Il cda di Telecom Italia ieri ha cooptato Amos Genish e lo ha nominato amministratore delegato.

Genish è un manager con grande esperienza nel settore delle telecomunicazioni: in Brasile ha co-fondato GVT rendendola in pochi anni il principale operatore brasiliano nel campo della banda ultralarga. Fino a tutto il 2016, Genish è stato CEO di Telefonica Brasile/Vivo per poi passare, fino a luglio 2017, in Vivendi (controllante di Telecom) dove ha ricoperto il ruolo di Chief Convergence Officer.
Ieri però è arrivata anche la decisione del gruppo di coordinamento sulla verifica per l'attivazione del golden power. E' stata accertata la violazione di Vivendi: quest'ultima aveva l'obbligo di notificare al governo italiano riguardo alle operazioni di acquisizione di partecipazioni in Telecom, cosa che non ha fatto.

Si ipotizza ora una multa entro i prossimi 90 giorni, una sanzione considerata leggera dagli osservatori. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia l'incertezza delle ultime sedute. Il titolo non è infatti stato capace di alimentare il balzo in avanti messo a segno il 18 settembre. Segnali positivi sono attesi solo a seguito del perentorio superamento di area 0,82 euro, operazione che potrebbe favorire estensioni verso 0,8450 e 0,87, linea che scende dal massimo di maggio.
Discese sotto 0,79 anticiperebbero invece un test dei recenti minimi allineati in area 0,77.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News

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