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mercoledì 20 settembre 2017

L'Angolo del Trader

Il titolo Buzzi Unicem potrebbe trarre beneficio dalle ultime notizie. Il nuovo sisma in Messico, dopo quello del 6 settembre, ha prodotto ulteriori gravi danni ai fabbricati. I produttori di cemento potranno verosimilmente registrare un incremento delle vendite nel Paese nel prossimo futuro.
Il Messico è il secondo mercato di riferimento di Buzzi Unicem dopo gli USA: nel primo semestre vi ha realizzato ricavi pari a 358,5 milioni di euro (su 1353,8 totali) e margine operativo lordo pari a 173 milioni di euro (su 241,1 totali). Il titolo potrebbe approfittare anche dell'operazione di vendita degli asset italiani di Cementir Holding a Italcementi per un enterprise value di 315 milioni di euro su base cash and debt-free: queste operazioni portano spesso a una revisione al rialzo delle valutazioni delle azioni del comparto.

L'analisi del grafico di Buzzi Unicem evidenzia il netto rimbalzo dal minimo di fine agosto a 19 euro, movimento che ha riportato le quotazioni sugli ex supporti di area 21,50. Per alimentare il recupero il titolo dovrà lasciarsi alle spalle il riferimento citato e puntare quindi verso l'obiettivo successivo a 23 circa, con l'ambizione di rivedere il massimo pluriennale a 25,22 toccato a maggio.
Primi segnali di debolezza sotto 21,10, mentre la violazione di 20,30 segnerebbe probabilmente l'esaurimento del rimbalzo.
Performance negative per i titoli del lusso. Salvatore Ferragamo accusa il colpo di un report di Morgan Stanley. Gli analisti della investment bank americana hanno peggiorato la raccomandazione su Moncler da overweight a equalweight e ridotto il target su Ferragamo da 23,50 a 21,50 euro.

Per Morgan Stanley il processo di digitalizzazione imporrà un nuovo livello di competizione, mettendo a rischio la fidelizzazione della clientela ai marchi più maturi: ad essere maggiormente esposti saranno i settori dell'abbigliamento e delle calzature. Il quadro grafico del titolo resta precario dopo la violazione del supporto a 23,20 euro, linea disegnata dai minimi di luglio.
I supporti presenti tra 22,50 e 22,70 avranno ora l'arduo compito di respingere l'attacco dei venditori che sotto quest'area prenderebbero il sopravvento per target negativi a 21,10/21,20 e 20,50 euro almeno. Target successivo a 19,70 base del canale ascendente che contiene il movimento dei prezzi da fine 2011 e pertanto riferimento strategico nel medio lungo termine.

Al contrario, reazioni dai livelli attuali dovranno invece spingersi oltre la media mobile a 50 giorni, ostacolo attualmente a 23,80 circa, per inviare segnali convincenti di ripresa.
Telecom Italia arretra martedì dopo il +4,74% della seduta precedente, performance messa a segno grazie alle indiscrezioni relative all'intenzione del governo italiano di attivare il cosiddetto golden power a tutela di aziende portatrici di interessi nazionali strategici: l'esecutivo avrebbe ipotizzato un piano per scindere Telecom in due società, una comprendente la rete fissa, Sparkle e Telsi (gli asset ritenuti strategici) e di cui la Cdp prenderebbe una quota del 23,9%, l'altra con i servizi commerciali della compagnia telefonica.

Lunedì a fine pomeriggio Telecom ha smentito in modo perentorio le indiscrezioni ribadendo che "non c'è alcun progetto di scorporo o cessione della rete, che è un asset strategico per la Società e per il suo Piano Industriale". Nonostante la smentita Banca Imi ha confermato la raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 1,08 euro.
Gli analisti di Banca Imi infatti ritengono che lo scenario di scorporo della rete potrebbe sbloccare il valore dell'asset, ferme restando le incognite sulla fattibilità tecnica e operativa dell'operazione. Nella serata di ieri il cda di Telecom ha deciso di impugnare presso le sedi competenti il provvedimento con cui la Consob ha ritenuto che la società sia soggetta al controllo di fatto di Vivendi.

Il ritorno a 0,805 circa nella seduta di martedì (close lunedì a 0,817 euro) non cancella il segnale di forza inviato in avvio di ottava con la rottura a 0,794 del top del 12 settembre. Grazie al superamento di quei livelli infatti i prezzi hanno completato la figura a doppio minimo, dalle implicazioni rialziste, disegnata in area 0,77 dal 7 settembre.
La rottura a 0,823 della media mobile a 50 giorni, avvicinata dal top di lunedì a 0,8205 euro, sarebbe un ulteriore segnale in favore del proseguimento del rialzo con primo target a 0,845, lato alto del gap ribassista del 18 agosto, e successivo a 0,876, sulla trend line che scende dai massimi di maggio.

Solo al di sotto di area 0,79 i prezzi potrebbero riprendere la discesa attiva dai massimi di agosto a 0,889 euro per dirigersi verso i minimi di febbraio a 0,7445 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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