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giovedì 14 settembre 2017

L'Angolo del Trader


Banco BPM in evidenza grazie a UBS che ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 4,00 euro. Si segnala inoltre che il servizio Ifr di Reuters riferisce che la banca guidata da Giuseppe Castagna ha dato mandato a un gruppo di banche per avviare colloqui con investitori istituzionali in vista del lancio di un'obbligazione subordinata di tipo Tier 2 di importo benchmark a 10 anni.
Secondo indiscrezioni la raccolta ordini per il bond potrebbe partire domani giovedì 14 settembre. Dopo essere sceso temporaneamente sotto la linea disegnata dai minimi di aprile, a 3/3,05 euro, il titolo ha sfruttato il supporto offerto dalla media mobile a 100 giorni, in transito in area 2,96, per reagire con forza risalendo la china in direzione dei top di agosto a 3,382 euro.

La rottura della linea che univa i massimi di agosto a 3,20 ha inoltre creato i presupposti per assistere a uno slancio verso target più ambiziosi, individuabili a 3,62 circa a contatto con il lato alto del canale che sale dai minimi di novembre. Indicazioni di segno contrario invece sotto 2,96.
*Mediaset *in netto ribasso mercoledì.
Macquarie ha peggiorato il giudizio sul titolo da outperform a underperform e ridotto il target price da 4,30 a 2,10 euro. Gli analisti della banca australiana hanno giustificato il drastico cambio di opinione su Mediaset spiegando che la precedente valutazione era basata sull'ipotesi di lancio di OPA da parte di Vivendi, ipotesi che ora sembra allontanarsi a causa degli ostacoli posti dalla regolamentazione italiana.

Ricordiamo che mercoledì si riunisce il Consiglio dell'AgCom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni): secondo indiscrezioni (nell'ordine del giorno l'argomento non è presente) potrebbe essere discussa una proposta presentata da Vivendi per congelare i rilievi di violazione delle norme del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi che imporrebbe al gruppo di cedere entro un anno dalle contestazioni dello scorso aprile le quote di Telecom Italia o, in alternativa, di Mediaset.
Sempre secondo indiscrezioni la proposta prevede il passaggio delle quote eccedenti il 9,99% di Mediaset a un "blind trust", operazione che permetterebbe ai francesi di evitare la vendita forzata della quota del gruppo di Cologno Monzese. In serata un comunicato del'AgCom ha confermato quest'ultima ipotesi: Vivendi si è detta disposta a trasferire a un "soggetto professionale indipendente" le quote eccedenti, pari a circa il 19,19% delle azioni e al 19,95% dei diritti di voto.

Le quotazioni di Mediaset sono scese fino a toccare un minimo intraday in area 2,94 dopo avere terminato martedì a 3,094 euro, scivolando quindi al di sotto del minimo del 5 settembre a 3,012 euro, livello dal quale era partito un tentativo di rimbalzo. Possibile ora la ricopertura dell'ampio gap rialzista lasciato dai prezzi il 13 dicembre con base a 2,79 euro.
Discese anche al di sotto di quei livelli (dai quali comunque i prezzi potrebbero tentare una ripresa e che quindi in prima battuta potrebbero essere visti come un occasione per impostare strategie aggressive di rialzo) rischierebbero invece di riportare le quotazioni in area 2,50 euro. Solo oltre i 3,01 euro primi indizi favorevoli ad un immediato rimbalzo da confermare poi alla rottura di 3,14.

In quel caso target a 3,248, lato alto del gap del 29 agosto.
*Telecom Italia *(-0,82% a 0,7820) in leggero calo ieri. Il Sole 24 Ore ha scritto che l'ipotesi di nomina di Amos Genish ad amministratore delegato nella riunione del cda di fine mese potrebbe slittare. Si attende infatti la decisione del governo sull'eventuale esercizio dei poteri speciali: la riunione decisiva del comitato golden power è prevista per il 25 settembre.
L'azionista di controllo Vivendi potrebbe decidere di attendere la chiusura del processo prima di procedere alla nomina al vertice di Telecom del suo ex Chief Convergence Officer, attualmente Direttore Operativo della compagnia telefonica ma con un contratto di consulenza. Dopo la chiusura del mercato la Consob ha comunicato che "la partecipazione di Vivendi in Tim (Telecom Italia, ndr) debba essere qualificata come una partecipazione di controllo di fatto".

Questo potrebbe spingere l'ago della bilancia verso l'utilizzo dei poteri speciali da parte di Palazzo Chigi ed avere altre conseguenze, come il consolidamento del debito di Telecom nel bilancio di Vivendi ed eventuali divieti a stringere accordi con Mediaset e i francesi. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia la flessione partita a inizio agosto, movimento che ha portato a inizio settembre al completamento del testa e spalle ribassista formatosi a partire da aprile.
Eventuali di scese sotto i recenti minimi a 0,7720 euro confermerebbe il potenziale negativo del pattern, prospettando approfondimenti verso area 0,75 almeno con target successivo sui minimi dello scorso autunno a 0,67/0,68. Concrete indicazioni positive al superamento di 0,80/0,81, prologo a un allungo con primo obiettivo a 0,84.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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