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mercoledì 13 settembre 2017

L'Angolo del Trader

Italgas intende crescere in Italia anche per linee esterne. Lo ha fatto capire ieri l'a.d. Paolo Gallo a margine della cerimonia di festeggiamento per i 180 anni del gruppo a Palazzo Madama, Torino. Il manager ha dichiarato che è sostanzialmente pronta un'offerta vincolante per le attività italiane della distribuzione di gas messe in vendita dalla spagnola Gas Natural Fenosa.
L'intento è quello di aggiudicarsi gli asset, ma senza strapagarli. Italgas dovrà affrontare la concorrenza quasi sicura di 2i Rete Gas (controllata dai fondi F2i e Ardian), mentre Engie e Green Network sembrano interessate alla divisione vendita. Le ultime indiscrezioni riferiscono però del possibile inserimento della cinese Shanghai DaZhong che punterebbe invece all'intero pacchetto e per questo motivo potrebbe essere avvantaggiata.

L'analisi del grafico di Italgas evidenzia il movimento laterale poco al di sotto del record storico a 4,9220 euro toccato a inizio giugno. In caso di vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento verrebbe riattivata la tendenza rialzista di fondo verso 5,15 e 5,45. Discese sotto 4,70 anticiperebbero invece un test di 4,55, supporto decisivo per scongiurare il ritorno sui minimi allineati di maggio, giugno e luglio a 4,35.
Debole ieri Luxottica (-0,64%).
Secondo fonti citate da Reuters, le autorità antitrust europee avrebbero preoccupazioni in merito alla fusione da 46 miliardi di euro tra il gruppo italiano e la francese Essilor International annunciata a inizio anno. La Commissione europea dovrebbe sottoporre alle due società le sue rilevazioni in settimana, per poi pronunciarsi, il 26 settembre, in merito alla richiesta di approvazione dell'operazione presentata il 22 agosto scorso.

Già una decina di giorni fa Margrethe Vestager, commissaria UE per la Concorrenza, aveva dichiarato che la fusione richiederà un'accurata verifica da parte delle autorità antitrust europee. Dopo aver raggiunto a 50 euro circa il target del piccolo doppio minimo costruito da 47 euro, il titolo ha fatto un passo indietro insinuando dei dubbi sulla capacità di recupero dei corsi.
Fintanto che il supporto offerto dalla media mobile a 20 periodi, in transito a 48,20 circa, resterà intatto sarà possibile assistere a un nuovo confronto con la resistenza orizzontale a 50,65, minimi allineati di aprile e giugno. Sarà tuttavia la rottura di questo livello a inviare segnali di miglioramento convincenti per target a 52,10 euro, lato alto del gap ribassista del 1 agosto.

Rischio di nuovi ribassi invece sotto 48,20 euro, per target negativi in area 47, minimi di agosto coincidenti con quelli di gennaio.
*UniCredit *in netto rialzo martedì grazie anche a Keefe, Bruyette & Woods (KBW) che ha incrementato il target da 18,20 a 18,70 euro e confermato il giudizio "outperform".
KBW ha alzato anche il target price di Intesa Sanpaolo, di Ubi Banca, di Bper e di Banco BPM. Reuters segnala che tra gli operatori il titolo dell'istituto è considerato uno di quelli con maggior spazio di crescita tra i big europei del settore. La stessa Reuters ricorda che la netta flessione (18,4 miliardi di euro) delle sofferenze lorde registrata fine luglio nei dati della Banca d'Italia pubblicati oggi è da attribuire in gran parte (16,2 miliardi di euro) all'operazione di cessione di sofferenze a Pimco e Fortress da parte di UniCredit.

Il titolo ha toccato un massimo intraday a 17,75 euro per poi stabilizzarsi in area 17,70. A 17,35 le quotazioni si sono lasciate alle spalle la media mobile a 20 giorni per poi superare a 17,60 il lato alto del canale ribassista che parte dal top di agosto a 18,38 euro. Probabile ora il raggiungimento proprio di quei livelli, resistenza oltre la quale si potrebbe dichiarare ripreso l'uptrend in atto dai minimi dello scorso novembre.
Prima resistenza in quel caso a 18,92, linea che unisce i massimi di dicembre, gennaio, maggio ed agosto, poi target a 22 euro circa. Solo la violazione a 16,63 euro della media mobile a 100 giorni, supporto che ha contenuto le spinte ribassiste nella seduta di lunedì, potrebbe fare temere una evoluzione negativa che potrebbe arrivare ad interessare i minimi del 21 giugno, a 15,28 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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