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giovedì 14 settembre 2017

La BoE ha deciso: presto si trasformerà in falco

 
La Bank of England ha comunicato di voler lasciare il tasso di interesse a 0,25%, decisione per la quale hanno votato a favore 7 membri mentre 2 si sono dichiarati contrari, optando per un rialzo mentre per il mantenimento degli acquisti di corporate bond fino a un totale di 10miliardi di sterline, la decisione è stata unanime. Inoltre il board, dopo aver aumentato le previsioni su un'inflazione dichiaratamente al rialzo e che potrebbe superare i 3% ad ottobre, ha confermato che presto saranno adottati nuovi strumenti per normalizzare il processo di accomodamento finanziario, a meno che non si presentino situazioni contingenti negative che potrebbero invece suggerire un mantenimento dlele misure di sostegno. Immediata la reazione del cambio sterlina/dollaro arrivato a 1,3338, mentre con l'euro ha lambito quota 1,19 dollari arrivando a 1,1886. Conseguenze anche sui rendimenti sul Gilt a due anniarrivati allo 0,32%, sui massimi da due anni, in aumento rispetto allo 0,13% della scorsa settimana.
L'economia della Gran Bretagna
Per quanto si temano gli effetti deleteri della Brexit, gli ultimi dati macro riguardanti la disoccupazione in Gran Bretagna parlano di un calo dei senza lavoro che porta Londra a toccare nuovi minimi dal 1975. Tra maggio e luglio infatti, le rilevazioni hanno confermato una diminuzione dei senza lavoro che è arrivata a 4,3% dal 4,4% precedente portando il livello di occupati a 32,1 milioni. Un trend che accomuna la nazione inglese agli Usa anch'essi con un livello di disoccupati ai minimi. Ma sia Londra che Washington condividono un altro primato, meno invidiabile, quello dei salari al palo: la crescita tendenziale si ferma al 2,1% contro attese che guardavano a +2,3%, ma rapportando il dato all'inflazione, si deve sottolineare un calo dei salari reali pari allo 0,4%, a tutto danno dei consumi interni, una delle voci più importanti del Pil della Gran Bretagna così come anche degli Usa.
E proprio l'inflazione è uno degli elementi che maggiormente hanno sorpreso gli esperti e che ha permesso alla sterlina inglese di riprendere forza contro il resto delle valute internazionale in particolar modo con il dollaro; l'ultima rilevazione parla di un costo della vita in aumento su base annua del 2,9% e dello 0,6% su base mensile. Guardando alle singole voci dell'Istituto di Statistica Britannico è evidente l'aumento sul settore abbigliamento e calzature (+4,6%) e della benzina (+1,8%) uniti a quello dei biglietti aerei (+10,9%).
Inflazione 
Depurando il dato finale dai fattori di maggiore volatilità come energetici e trasporti, il dato “Core” risulta essere al top da 6 anni con il 2,7%. A dare una mano alla sterlina è stata anche l'approvazione del Repeal Bill, un atto approvato due giorni fa dal parlamento inglese con il quale venivano disconosciute oltre 19mila norme europee, inglobate nell'ordinamento britannico dal 1973 e che adesso dovranno essere riesaminate singolarmente per vedere se approvarle, respingerle o riadattarle. Un primo passo che porterà nel prossimo futuro al superamento dell'European Communities Act del 1972, il disegno di legge con il quale il Regno Unito recepì la legislazione comunitaria: tolto quello, il Parlamento inglese potrà essere libero di rientrare in possesso della sovranità normativa. Il principale problema che però si pone ora di fronte ai deputati inglesi è quello riguardante, tra le altre aree che regolavano le leggi europee, anche la gestione del settore lavoro: in particolare le disposizioni in materia du limiti imposti dalla Ue sui turni di lavoro e la tutela dei singoli soggetti coinvolti. Intanto, guardando alla situazione economica dell'Impero di Sua Maestà, anche il settore immobiliare festeggia un +5,1% di aumento dei prezzi delle abitazioni contro il precedente dato del 4,9%. 

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