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martedì 12 settembre 2017

Il sollievo ha preso piede gradualmente

 
Alla fine, le news del week end sono state meno brutte delle attese:
  • L’uragano Irma ha colpito la  Florida e Miami, causando ingenti danni e allagamenti, ma grazie a una rapida perdita di potenza, lo scenario peggiore sembra essere stato evitato.
  • La  festa nazionale nordcoreana è  passata senza lanci di missili.  Il regime si è  limitato a  minacciare ritorsioni in caso di nuove sanzioni.  La  riunione ONU è  in corso e sembra che USA,  U.K. e Francia abbiano ammorbidito la  proposta di sanzioni, ma non è chiaro cosa faranno Cina e  Russia, che hanno il diritto di veto.
Il  sollievo ha preso piede gradualmente in giornata. Durante la  seduta  Asiatica si è notato soprattutto sul dollaro/yen, e conseguente rimbalzo  di Tokyo. Sui mercati cinesi, il calo del  rischio geopolitico e la correzione dello Yuan sono stati bilanciato da un rimbalzo maggiore delle attese del CPI e del PPI di agosto. Timori di inasprimento della politica monetaria possono aver attenuato l’effetto delle good news.
Diversamente, l’azionario europeo non si è  fatto pregare per dar luogo ad una reazione un po’ più briosa. In Eurozone l’effetto positivo delle news viene esaltato dalla  prospettiva di un recupero del  $  sull’euro, e minori pressioni sui rendimenti, che invariabilmente ridanno ossigeno al settore bancario (recentemente più di un istituto aveva osservato che il  ritorno ad appiattirsi delle curve danneggia in prospettiva il margine di interesse). Sollievo anche nel settore assicurativo, visto che il conto dei danni in US, che sembrava destinato a superare il record del 2005, ora viene indicato su livelli assai inferiori.
Ma è stato con l’arrivo degli USA che gli asset hanno veramente rotto gli indugi. Come noto, le  tensioni relative a Nordcorea e uragani avevano impedito ai mercati di fattorizzare il rinvio del  problema debt ceiling al primo trimestre del 2018,  e del budget a dicembre. Lo scampato pericolo (per quanto nulla vieti a Pyongyang di lanciarsi in altre azioni nel prossimo futuro) ha liberato l’azionario, ha tolto  supporto ai bonds e finalmente levato pressione al biglietto verde, che sta  mettendo a segno un buon recupero contro i principali cross.
Così l’azionario europeo ha chiuso con un tono euforico,  salutando con progressi ben superiori al  punto  percentuale il ritorno dell’€ sotto 1.20 vs $. Particolarmente degno di nota il  nuovo massimo per l’anno di Piazza  Affari, trainata dalle  banche e dalla  domanda di small caps. E Wall Street sta testando i massimi mentre scrivo.
In rialzo i rendimenti dei treasury dai livelli toccati la  scorsa settimana (Il  10 anni è tornato sopra 2.10%),  mentre i rendimenti dei bonds europei mostrano salite  più  contenute.
Rinviato lo scontro sul Debt Ceiling, e superati (fino a nuovo allarme) gli  uragani,  la  prossima  scadenza  rilevante sembra essere il  CPI US in pubblicazione giovedi. Il  timore di un potenziale ennesimo “flop” è forse quel che trattiene i tassi US dal reagire adeguatamente al cambio di sentiment e tornare su livelli più coerenti col quadro macro.
Il fatto è  che ci sarebbero tutti gli ingredienti per un catch up:
  • Il  dollaro ha perso oltre il  6% negli ultimi 3 mesi
  • la  benzina alla pompa si è  impennata del  10% a fine agosto per effetto dell’uragano harvey
  • l’attività  economica ha accelerato e le  commodities sono salite.
  • presumibilmente si può contare su un rimbalzo degli affitti, che avevano contribuito a deprimere il dato di luglio.
Purtroppo, dopo 5 delusioni in fila è normale che il mercato  diffidi di questi driver, alcuni dei quali già  presenti in parte gli scorsi mesi. Io però  credo che il rischio di una sorpresa  positiva sia tutt’altro che trascurabile e un simile risultato potrebbe infliggere un primo colpo al circolo vizioso tassi-dollaro che ha depresso la divisa US e  i rendimenti globali nell’ultimo periodo.
Sul fronte tecnico,  prendono forma diversi scenari rialzisti di breve in US ed Europa (nel grafico il tentativo di breakout di Wall Street). Aspettiamo i  completamenti prima di sbilanciarci. Il Dollar Index mostra una Morning Star (segnale  di inversione rialzista) ma serve cautela visto che i segnali precedenti sono stati disattesi.

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