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venerdì 1 settembre 2017

Il ritorno del fantasma Fornero!

 
Ve la ricordate Miss Frignero, ops scusate Fornero, si quella che durante il governo Monti suggeriva che…
…oggi i giovani italiani non sono in condizioni di essere schizzinosi, diceva in questa valle di lacrime!
Se non ricordo male, la signora Fornero è l’esecutrice di quella criminale riforma delle pensioni impostaci con una letterina da parte della BCE nel lontano e ormai famigerato 2011, si quella che si è inventata pure il meccanismo delle aspettative di vita, dimenticando quello della qualità.
Fornero: ‘No a riduzione età pensionabile: i costi li pagherebbero i giovani’
Nella puntata di questo lunedì 28 agosto di “In onda” su La7 è intervenuta Elsa Fornero, docente universitaria ed ex ministra del Lavoro, la quale si è soffermata su alcuni temi di attualità economica. Ecco le parti salienti di quello che ha detto.
‘Riduzione età pensionabile darebbe vantaggi alle generazioni presenti ma svantaggerebbe i giovani’
Sulla possibile proposta che alcuni esponenti politici stanno facendo per la riduzione dell’età pensionabile, la Fornero ha detto: “Io vorrei vedere nel Paese un dibattito meno concitato e più chiaro per le persone: ad esempio chiariamo che la Ragioneria dello Stato non può porre alcun veto a Governo e Parlamento, ma solo fare analisi che si basano su modelli consolidati e verificati in ambito europeo; quello che essa dice non è verità assoluta ma semmai uno scenario ragionevole.
Nel nostro Paese ogni volta che si affronta il tema #Pensioni, la discussione diventa esagerata e con delle discussioni verbali che sarebbe meglio evitare. (…) Bisogna fare capire alle persone che con questo nuovo metodo, quando la vita si allunga è normale che anche l’età di pensionamento si deve allungare.
"Troppo populismo: mi hanno indicata come colpevole"
Voglio ricordare comunque che l’età sostanziale di pensionamento oggi in Italia è fra le più basse in Europa, sono cose che vanno dette perché altrimenti si crea nelle persone l’illusione che si possa avere tutto senza pagarne il prezzo e magari facendolo pagare ad altri”.
‘Si dovrebbero spendere più risorse per occupazione dei giovani e non ancora per il sistema previdenziale’
Bene fermiamoci qui, perché una che dice che che si dovrebbero spendere più risorse per i giovani tenendo le persone al lavoro per almeno 65/70 anni fa finta di non capire o proprio non ci arriva. Non ho intenzione di camminare su un terreno minato come quello delle pensioni, minato da anni di privilegi e saccheggi politici, fatto di pensioni d’oro e vitalizzi, di baby pensionati e via dicendo, ma preferisco concentrarmi sul presente ovvero…
“Dobbiamo ridurre il debito pubblico, perché esso è una nube sul nostro futuro: lo dice anche Mario Draghi. Noi abbiamo fatto delle scelte difficili ma necessarie, che i politici non volevano fare”.
Ora prima di continuare a dire fesserie o avviare argomenti da bar sport, suggerisco solo una riflessione, su quella che qualcuno potrebbe definire priorità in un Paese nelle condizioni dell’Italia, cancellando la facile demagogia di chi continua a parlare di debito pubblico e salva le banche, tirando fuori quando serve…
Ehi bellezza, non è populismo o demagogia è la realtà, quando si tratta di banche si trovano subito 20 miliardi per aumentare il debito pubblico, ma si fa fatica a trovare qualche miliardo per il terremoto o dare lavoro ai giovani o migliorare il sistema pensionistico.
Su dai non fare così, loro sono specialisti nel gioco delle tre carte, suvvia non vorrai mica che ti parlino di sovranità monetaria…
L’apice si raggiunge quando l’allieva parla come il professore, ovvero se ben vi ricordate…
… sai le riforme, un’altro grande successo dell’euro…
Per chi quotidianamente si beve le camomille che i media italiani somministrano suggerisco di farsi un giretto qui…
…se non avete tempo e non basta qui…
Roba vecchia? No un articolo della STAMPA uscito a febbraio di quest’anno, un Paese, dove le riforme hanno fatto meraviglie, a si certo nei luoghi di villeggiatura va tutto bene.
C’è un’altra curiosità che vorrei condividere…
Il 28 agosto a In Onda su La7 è andato in scena uno scambio di battute sul tema pensioni tra l’economista Emiliano Brancaccio e l’ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero.
Sulle pensioni Brancaccio e Fornero hanno entrambi ragione
Brancaccio ha affermato (min. 11.30): “Noi abbiamo la più alta età di pensionamento al mondo, secondi solo a Grecia e Israele”.
Fornero ha risposto (min. 18.15): “Qual è l’età effettiva media di pensionamento oggi in Italia? Praticamente la più bassa in Europa. Meno di 63 anni”.
Hanno ragione entrambi. Brancaccio infatti parla dell’età a cui si può andare in pensione “normalmente” per legge, prendendo di mira gli innalzamenti di età che – sempre in base alla Legge Fornero, che ha legato l’età pensionabile all’aspettativa di vita – dovrebbero arrivare in futuro.
Fornero invece difende l’impianto teorico della sua riforma, facendo notare che l’età “effettiva” – cioè quella che risulta dalla media reale dell’età dei lavoratori che vanno in pensione – è ancora bassa rispetto al resto d’Europa.
Brancaccio ha ragione, in quanto in base alle statistiche dell’Ocse e della Ue (qui riassunte in un documento elaborato dal servizio previdenziale della Uil), risulta che l’Italia occupi la terza posizione dietro a Grecia e Israele.
Da noi infatti l’età pensionabile è di 66,7 anni per uomini e donne dipendenti nel settore pubblico, e per gli uomini dipendenti nel settore privato. Per le donne dipendenti nel settore privato invece si scende a 65,7 anni.
La Grecia occupa la prima posizione, con 67 anni, sia per gli uomini che per le donne. Israele ci sopravanza in quanto ad età pensionabile degli uomini (67), ma non delle donne (62).
La Germania (65,4 anni), la Francia (62), Il Regno Unito (65 per gli uomini e 62,4 per le donne), la Spagna (65,3), e tutti gli altri Paesi della Ue sono dietro all’Italia in questa classifica. Anche gli Usa (65) e altri Paesi extra Ue – ad esempio Canada (65) o Giappone (65) – sono dietro.
Ovviamente l’argomento pensioni è molto più complesso, quello che volevo condividere è che è ora di finirla di raccontare frottole, quando si vuole o quando serve, ad esempio per le mancette elettorali o per salvare qualche banca, i soldi si trovano sempre, questo Paese non fa nulla per i giovani e la Famiglia e al sottoscritto ribolle il sangue quando vede i nostri giovani lasciare il Paese e qualche furbetto raccontarvi che non c’è alternativa all’immigrazione.
Per il resto in America si prevedono meraviglie per il prossimo dato sull’occupazione sulla base del dato di ieri comunicato dalla ADP, dimenticando che spesso e volentieri è inattendibile e viene quasi sempre smentito dai dati ufficiali che verranno pubblicati venerdì.
L’accelerazione del PIL reale nel secondo trimestre è dovuto principalmente alla ripresa degli investimenti, alle scorte private e alla spesa del governo federale e ad un’accelerazione dei consumi, che ritengo farlocca, ma lascio la parola al tempo, una ripresa parzialmente compensata da una contrazione degli investimenti fissi residenziali e della spesa pubblica e statale e una decelerazione delle esportazioni e meno male che il dollaro è debole!
Ciò che conta in tutti questi dati è che non c’è alcuna traccia di inflazione ZERO ASSOLUTO! Guardandoal l’indicatore di inflazione preferito della Fed, il core PCE,  è rimasto dormiente,  aumentato dello 0,9% nel secondo trimestre, in linea con le aspettative, dopo una crescita dell’1,8% nel trimestre precedente, SO Autore: Andrea Mazzalai Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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