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giovedì 28 settembre 2017

Il Ftse Mib punta ai top del 2015: quadro intermarket favorevole

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
Nell'ultima intervista aveva segnalato una view rialzista su Piazza Affari, indicando come possibile target per il Ftse Mib l'area dei 23.000. Ci conferma questa lettura del mercato? Si attende nuovi rialzi nel breve?
A distanza di una settimana la mia view non cambia sul mercato italiano e se il Ftse Mib riuscirà a confermare la rottura dei 22.500 punti, possiamo mantenere il target indicato in area 23.000.
Mi aspetto che i corsi possano spingersi in prossimità di questa soglia di prezzo, ricordando che nella seconda decade di ottobre 2015 l'indice ha segnato un massimo a 22.875 punti.
E' plausibile quindi pensare che l'area dei 23.000 possa essere avvicinata, tenendo presente che si tratta di un livello di un certo rilievo per il nostro mercato.
La soglia dei 23.000 punti non sarà facile da superare, ma non è da escludere che il Ftse Mib possa spingersi in seguito verso i massimi del 2015 in area 24.000, ma è bene procedere per step e quindi per ora concentriamo l'attenzione sul prossimo target dei 23.000 punti.
Non vedo al momento rischi al ribasso a Piazza Affari, salvo ritracciamenti che, se lievi, sono salutari e consolidano il movimento al rialzo del mercato.
Il primo livello di supporto lo possiamo individuare sui minimi della seduta di ieri in area 22.450, la cui tenuta manterrà viva la pressione al rialzo sul Ftse Mib.
Prosegue il recupero del dollaro nei confronti dello yen, con il cambio che ha provato a scavalcare anche la soglia di 1,13. Il biglietto verde si muoverà ancora al rialzo?
In una delle passate interviste avevo affermato che per il dollaro-yen c'era margine di salita fino all'area 114. La mia idea è che questo livello sarà raggiunto e ciò ovviamente comporterà un'ulteriore ribasso dell'euro-dollaro, in un contesto di mercato che in questo momento si conferma dollaro-centrico.
Il dollaro-yen si sta avvicinando ad una trendline molto interessante che unisce due massimi segnati rispettivamente a giugno 2015 e il 2 gennaio 2017.
L'attesa è che il cambio si spinga ora in direzione di quota 114, ma non sono da escludere progressi anche oltre tale soglia, in direzione del top della trendline poc'anzi citata e quindi in prossimità di area 115.
Come valuta i recenti movimenti dell'oro? Prevede un ulteriore indebolimento di questa commodity a vantaggio dell'azionario?
Per l'oro si possono fare valutazioni di vario tipo, partendo in primis dalla questione legata alle tensioni geopolitiche tra Corea del Nord e Stati Uniti. Probabilmente gli ultimi rialzi del gold sono stati favoriti proprio dallo scontro verbale tra questi due Paesi, ma il buon andamento dei mercati azionari fa sì che gli investitori non abbiano molta intenzione di arroccare le loro posizioni, andando alla ricerca di beni rifugio come l'oro.
Per quest'ultimo segnaliamo un livello interessante in area 1.270/1.271 dollari che si conferma come supporto ed è possibile che i corsi difendano tale soglia, senza escludere estensioni ribassiste fin verso i 1.260 dollari l'oncia nel breve. 

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