-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 27 settembre 2017

Ftse Mib: non sono da escludere i 24mila punti. Ecco perchè

 
I mercati hanno snobbato sia l'avanzata del partito nazionalista tedesco, sia la fine della Grande Coalizione, con le relative difficoltà per Angela Merkel di formare un governo compatto nel breve. Il tutto, sullo sfondo di una situazione internazionale sempre più incandescente. Intanto, però, a Piazza Affari si brinda. Perchè? La view e le previsioni di Vincenzo Longo Market Strategist di IG.
Vittoria annunciata per Angela Merkel, seppur con consensi in forte calo. Cosa accadrà ora?
Le elezioni politiche tedesche hanno sorpreso, a nostro avviso, non tanto per l’ascesa del partito nazionalista dell’AfD, quanto invece per il forte calo dei consensi della stessa Merkel. I sondaggi pre voto, infatti, assegnavano all’AfD circa l’11-12% dei consensi, non molto lontano dal risultato finale, mentre l’alleanza CDU-CSU dell’attuale cancelliera era data intorno al 40% (contro il 33% ottenuto). Gli operatori non si aspettavano una CDU così ridimensionata. Ne esce quindi un quarto mandato Merkel sicuramente più debole dei precedenti. La ricerca delle alleanze non sarà facile, dato che la SPD si è già chiamata fuori da una nuova Grande coalizione, vista da tutti come il principale motivo della loro disfatta (peggior risultato di sempre per SPD nell’ultima tornata). Si va, quindi, verso una coalizione “Giamaica” con i Verdi e i liberali della FDP, seppur i punti di divergenza dei programmi politici siano molti. La questione è sicuramente complicata e ci vorrà tempo, forse più dei tre mesi impiegati 4 anni fa per la formazione dell’attuale governo. Ad indebolire la Merkel, non sarà solo la coalizione troppo eterogenea, ma anche la presenza in Parlamento di quasi 100 membri dell’AfD, fortemente contrari alla politica sull’immigrazione e alla moneta unica. Nel complesso, non crediamo, però, in un’instabilità politica prolungata. La Germania ha già dato dimostrazione di maturità su questo fronte con la Große Koalition e sicuramente ad un certo punto in poi prevarrà il buon senso tra i partiti.
Diventa sempre più incandescente il clima tra USA e Corea del Nord, ma i mercati sembrano snobbare le tensioni. Come mai?
La tensione è massima e le accuse reciproche lo confermano. Nonostante tutto, i mercati non si stanno lasciando andare a un panic sell. Questo perché, di fatto, nulla è cambiato rispetto a qualche settimana fa. I recenti test nucleari di Pyongyang, infatti, costituiscono già una minaccia gravissima per la comunità internazionale e le parole degli ultimi due giorni non spostano più di tanto l’asticella. Gli operatori rimangono in agguato, ma al momento solo scoppio di un conflitto armato potrebbe avere effetti sensibili sui mercati. In molti si chiedono quanto può pesare una guerra in Corea. Noi crediamo che l’impatto possa essere importante, dato che il conflitto interesserebbe un’area economia importante, vista la vicinanza della Cina (seconda economia del mondo) e del Giappone (terza economia del mondo). Senza dimenticare poi che il quadro potrebbe complicarsi con l’ingresso di paesi come l’Iran, alla luce della recente uscita dall’accordo sul nucleare da parte degli Stati Uniti.
La Yellen ammette l’errore su inflazione e occupazione. Quali prospettive per Wall Street e per il dollaro?
La numero uno della Federal Reserve ieri è tornata sul tema inflazione, rimarcando gli errori di valutazione commessi dall’Istituto. La crescita dei prezzi al consumo potrebbe rimanere più bassa di quanto stimato a causa dei fondamentali. Allo stesso tempo, la Yellen ha anche sottolineato la necessità di procedere comunque con il rialzo dei tassi a dicembre, poiché si rischia di surriscaldare troppo il mercato in questo modo. Insomma, la nostra impressione è che la Fed stia dando un colpo al cerchio e uno alla botte, cercando di calibrare al meglio le aspettative degli operatori. Dopo il discorso di ieri, ci aspettiamo un rialzo dei tassi a dicembre e altri tre rialzi nel 2018, senza quindi un’accelerazione del ritmo come qualcuno sembrava aspettarsi. È questo il messaggio importante che ha voluto mandare la presidente Fed.
Il mercato ha risposto con un dollaro in rafforzamento verso le principali valute mondiali e Wall Street un po’ più cauta. Probabilmente gli operatori sono concentrati più sull’annuncio della riforma fiscale atteso per oggi pomeriggio. Trump, sconfitto per l’ennesima volta nella notte sulla riforma dell’Obamacare, potrebbe annunciare il piano di riduzione dell’aliquota fiscale per le imprese al 20% dall’attuale 35%. Ma questa è solo una delle tante sorprese che potrebbero arrivare questo pomeriggio. Il mercato è tornato a caricarsi di aspettative, anche se sembra aver preso atto comunque che il passaggio della riforma fiscale potrebbe essere anche più complicato di quella sanitaria. L’euro/dollaro stamane si sta spingendo verso 1,17 basso. Al momento, però, non ci aspettiamo discese sotto tale livello. Crediamo che durante l’autunno il cambio possa tornare a superare 1,20. Confermiamo il target a 1,22. 
Piazza Affari aleggia intorno ai 22.500 punti: cosa attendersi nel breve?
Avendo ancora in mente uno scenario rialzista sui mercati, ci immaginiamo che il Ftse Mib possa raggiungere nel breve i 23 mila punti. A fare da guida saranno principalmente i titoli bancari, anche qui guidati da una ripresa dei tassi d’interesse in scia al possibile annuncio di tapering della Bce. Tecnicamente, proprio la rottura della resistenza importante a 22 mila punti ha creato le condizioni per arrivare al livello sopra citato. Il target naturale entro fine anno potrebbe essere addirittura più alto. Al momento lo vediamo sui picchi del 2015, a 24 mila punti, che rappresenta anche la parte alta del canale rialzista che in essere da gennaio.


Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.