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giovedì 7 settembre 2017

Flash sui mercati


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Da seguire:
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Germania. La produzione industriale è stabile a luglio su base mensile, dopo -1,1% m/m di giugno. La produzione è frenata dall’energia, in calo di -4,6% m/m. L’output nel manifatturiero aumenta di 0,3% m/m e nelle costruzioni il rialzo è di 0,5% m/m. Nel mese l’indagine IFO aveva indicato un miglioramento dei livelli produzione corrente e attesa, anche se gli ordini avevano deluso le attese. Se confermato, il dato di luglio prospetterebbe una contrazione di -0,2% t/t nei mesi estivi dopo il forte aumento di +1,8% t/t dei mesi primaverili, mentre la produzione manifatturiera potrebbe chiudere ugualmente in rialzo di 0,2% t/t.
Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, che si riunisce oggi per le decisioni di politica monetaria, prenderà atto dei dati di crescita migliori delle attese e rivedrà al rialzo le stime per l’anno in corso. Le stime di crescita e inflazione per il 2017-18 saranno pressoché invariate, in parte per effetto del rialzo del tasso di cambio ma anche perché restano ombre sullo scenario internazionale. Con previsioni di medio termine ferme sui livelli di giugno, il consiglio potrà mantenere circa invariata la retorica sulla politica monetaria, anche se non si può escludere che sia concessa una formulazione più simmetrica delle indicazioni sulle eventuali modifiche all’APP. Tuttavia, dopo oltre un mese di silenzio e alla luce della pressione al rialzo sul cambio, la comunicazione sarà particolarmente delicata. Draghi cercherà di prendere tempo e rinvierà a ottobre le più importanti comunicazioni sul futuro del programma di acquisto titoli APP. Sono ovviamente da escludere modifiche ai tassi ufficiali.
Area euro. La stima finale sulla crescita del PIL nel 2° trimestre dovrebbe confermare l’aumento di 0,6% t/t da 0,5% t/t (2,2% a/a da 1,9% a/a). La diffusione dei dettagli dovrebbe mostrare che il contributo principale alla crescita è venuto dalla domanda interna spinta dai consumi e da un rimbalzo degli investimenti; anche il canale estero dovrebbe aver dato un contributo positivo ma inferiore rispetto al primo trimestre. Ci aspettiamo che l’economia abbia rallentato marginalmente nel corso dell’estate, a 0,5% t/t, anche se i dati di fiducia di luglio e agosto suggeriscono rischi verso l’alto per la nostra previsione. In media 2017, ci aspettiamo una crescita del PIL di 2,1%.
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Ieri sui mercati
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Rialzo dei rendimenti sulle curve europee dei titoli di stato, con allargamento dei differenziali fra periferia e centro. Rendimenti in rialzo e aumento delle pendenze sulla curva UST. Yen e franco svizzero si sono marginalmente rafforzati contro dollaro. L’euro si consolida sopra 1,19 dollari.
Italia. Calo delle vendite al dettaglio di -0,2% m/m, con frenata da 1,3% a 0% della variazione tendenziale.
Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero ad agosto aumenta a 55,3, da 53,9 di luglio e recupera una parte del calo del mese precedente. L’indagine è diffusamente positiva. Le imprese sono generalmente ottimiste riguardo allo scenario di attività, e la crescita è diffusa alla stragrande maggioranza dei settori (15 su 17). I dati, insieme a quelli dell’indice manifatturiero, puntano a una crescita solida nel 3° trimestre, circa in linea con quella della primavera e vicina al 3% t/t ann.
Stati Uniti. Trump ha sorpreso i repubblicani, annunciando con i democratici un grande accordo per una “continuing resolution” (CR) per estendere fino al 15 dicembre il limite del debito e la legge di spesa in scadenza a fine settembre e per approvare un primo finanziamento di 7,85 mld per la ricostruzione in Texas. I rischi di mancato pagamento degli obblighi finanziari del Tesoro si sposterebbero così da ottobre-novembre, a dicembre-gennaio, dato che fra tre mesi le tensioni all’interno del Congresso non saranno molto diverse da quelle attuali e l’approvazione di una nuova legge di spesa e di un rialzo del limite saranno ancora controversi. La CR dovrebbe essere presentata giovedì al Senato e potrebbe essere votata entro venerdì. Il passaggio alla Camera non è scontato, anche se Ryan ha detto che, pur non essendo completamente favorevole ai dettagli della proposta, presenterà il testo del Senato. Molti rappresentanti repubblicani, soprattutto alla Camera, oltre al ministro della giustizia Sessions e a quello del tesoro Mnuchin, hanno obiettato esplicitamente alla decisione del presidente. Difficilmente però la proposta verrà bloccata. Oltre a spostare in avanti i rischi di chiusura del governo, la svolta di Trump prospetta la possibilità di un accordo bipartisan sulla riforma tributaria e aumenta la probabilità di una sua approvazione entro fine anno.  
Stati Uniti. Il vice-presidente della Fed, S. Fischer, ha annunciato le sue dimissioni, dovute a “ragioni personali”. Le dimissioni dovrebbero essere effettive intorno al 13 ottobre e Fischer parteciperà alla prossima riunione del FOMC il 19-20 settembre.

Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche

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