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venerdì 1 settembre 2017

Effetto Brexit

Gerardo Murano Head of Financial Analysis ADB

venerdì 1 settembre 2017

L’analisi dei dati economici non evidenzia uno scenario positivo per l’economia della Gran Bretagna che inizia a scontare gli effetti della futura Brexit. Nello specifico le ultime release economiche evidenziano un calo della fiducia dei consumatori e confermato un tasso di crescita negativo nei salari reali.

L'economia si è espansa nel secondo quarterad un tasso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, in linea con le aspettative degli analisti, più lento però del ritmo espresso alla fine del 2016. In termini annuali la Banca Centrale inglese prevede che l'economia si espanda all'1,7% quest'anno e all'1,6% nel 2018, una proiezione che si discosta dai dati di consensus che esprimono una maggiore prudenza stimando un incremento del PIL dell'1,6% nel 2017 ed una crescita più contenuta, l'1,3% nel 2018.

Tasso di crescita del PIL
United Kingdom GDP Growth Rate
Fonte: Tradingeconomics
                           
In tale contesto le prospettive di crescita economica sono affidate in buona parte alla prosecuzione della politica economica espansiva, che continua ad essere avvalorata sia dalla crescita economica tiepida che dall’andamento dell’inflazione, che non mostra segnali di accelerazione attestandosi al 2,6% nella release di luglio.  

Eur/Gbp
Fonte: FIDA

Sulla base di tali indicazioni la sterlina si è nuovamente indebolita rispetto alla valuta dell’Area Euro con il cambio Eur/Gbp che si avvicina nuovamente ai massimi di area 0,94, riproponendo lo “storico” tema della parità tra le due valute.
 
Operativamente il superamento del massimo a 0,943 aumenterebbe decisamente le probabilità che lo scenario della parità di avveri, anche in virtù della violazione della lunga fase di consolidamento che ha contraddistinto le quotazioni del rapporto di cambio per tutto il primo semestre del 2017. Un nuovo scenario di neutralità per il cambio sarebbe da associare ad un ritorno all’interno della banda di oscillazione compresa tra 0,89 e 0,825.
 
Ftse 100

Fonte: FIDA

Le indicazioni sull’indice Ftse 100 mostrano una perdita di momentum riscontrabile nella divergenza negativa delle quotazioni dell’indice rispetto al Macd.

Nonostante questo, però, la tendenza di medio termine, che ricordiamo ha visto le quotazioni registrare i massimi assoluti, non può considerarsi invertita anche se la difficoltà di nuovi ingressi in acquisto su questi livelli è palpabile.

Operativamente le strategie di ingresso long vanno associate al superamento dei massimi ma legate a una logica di mordi e fuggi, non registrandosi ragioni di carattere economico che giustificano ulteriori accelerazioni al rialzo, mentre per coloro che detengono l’indice in portafoglio sarebbe opportuno monitorare l’area supportiva dei 7.100 punti per verificare eventuali strategie di alleggerimento della posizione.

Su Borsa Italiana sono disponibili diversi ETF per investire sul mercato della Gran Bretagna, tra cui:
Lyxor Ucits Etf Ftse 100 - FR0010438127

  A cura di Gerardo Murano – Head of Financial Analysis ADB - Corporate Advisory

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