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giovedì 7 settembre 2017

Dov’è finita la volatilità nel settore tecnologico?


Le azioni tecnologiche sono state considerate a lungo titoli con un elevato beta, o più inclini a forti oscillazioni di prezzo rispetto alle società di consumi o alle utility, per esempio. Ma non è più così: le azioni del settore tecnologico sono al momento tra le meno volatili dell’indice S&P500 e stanno sperimentano gli effetti di acquisti da parte di un ampio spettro di investitori.
Non c’è dubbio che la volatilità di mercato sia fortemente calata con le azioni che hanno corso senza sosta per gli ultimi 17 mesi, supportati dalla liquidità indotta dalle Banche centrali, dal miglioramento dell’economia globale e dalla crescita degli utili. Ma tutto questo potrebbe cambiare rapidamente durante una correzione del mercato: tre gestori esperti di Capital Group condividono le loro opinioni sul settore e su ciò che lo attende.

Il nuovo mondo dei titoli tecnologici

Irfan Furniturewala, gestore di portafoglio di Capital Group, spiega che le società tecnologiche sono arrivate alla ribalta grazie alla loro innovazione e alle elevate aspettative riposte in loro, rendendo il settore uno dei più volatili del mercato azionario per tradizione.

Oggi, a testimonianza della maturazione del settore, i titoli tecnologici scambiamo al pari dei difensivi, delle utility o dei titoli legati al consumo – ovvero i settori meno volatili dal 1989.
C’è così tanta fiducia nel dominio delle maggiori società tecnologiche che c’è la sensazione che queste società possano diventare i nuovi pilastri del settore dei consumi data la coerenza dei loro business e il livello di penetrazione dei loro prodotti nella vita di tutti i giorni.

Un giovane ventenne al primo impiego preferirebbe investire in una connessione internet ultra-veloce e in uno smartphone piuttosto che nel noleggio di un’auto. È uno dei motivi per cui, ad esempio, vedo Netflix e Amazon Prime come convincenti offerte di valore.

Azioni Tech, una storia di perfomance

Mark Casey, gestore di portafoglio di Capital Group, spiega che alla luce del potenziale per una crescita superiore alla media rispetto ad altri settori industriali, le aspettative degli investitori possono essere elevate.

Per investitori preparati ad affrontare sell-off di breve periodo, l’adozione di un approccio ti lungo periodo ha dimostrato i suoi benefici. In 18 degli ultimi 22 anni, i titoli tecnologici hanno aumentato il loro valore. In altre parole, anche quando l’indice S&P500 Information Technology ha registrato cali in doppia cifra in un determinato anno, è riuscito a chiudere l’anno con una performance in territorio positivo l’80% delle volte.
Il sentiment degli investitori può fluttuare, e le grandi società tecnologiche americane saranno verosimilmente soggette a una turbolenza di breve periodo che ne influenzerà il prezzo.

Ma per lo più, credo che Amazon, Alphabet e Facebook continuano ad avere ampi margini di crescita. So che non è cosa comune per società con capitalizzazioni di mercato così elevate, avere un buon tasso di crescita e continuare ad aumentare la propria capitalizzazione. Detto ciò, non è neanche comune per le società avere una base utenti superiore al milione di utenti al mese.
Google ha molti prodotti con più di un milione di utenti, mentre Facebook ne ha tre. In più, è opportuno considerare anche non è neanche altrettanto comune per delle società avere un così rapido successo su scala globale, né l’avere a disposizione così tante modi per generare utili.

Do more with less, quando cambia il mercato attenti a cosa c’è in portafoglio

Larry Solomon, gestore di portafoglio di Capital Group, spiega che un altro cambiamento cruciale, avvenuto pochi anni fa, consiste nella bassa dispersione dei rendimenti tra le più grandi società del settore.

I movimenti di prezzo di Facebook, Amazon e Alphabet sono diventati molto correlati nell’ultimo anno. Storicamente, i prezzi azionari erano più influenzati da notizie specifiche relative a una società. Oggi, in alcuni momenti, sembra che i titoli tecnologici vengano acquistati o venduti sulla base di determinate caratteristiche di gruppo piuttosto che sulla base dei fondamentali delle singole società
Nello scenario attuale, il mio impegno è rivolto a mitigare i potenziali rischi al ribasso tramite un’accurata analisi dei fondamentali di ciascuna società per indentificare le società che hanno già raggiunto il proprio potenziale di crescita o il cui originale caso d’investimento ha perso slancio.

Questo approccio garantisce una maggiore flessibilità qualora il mercato dovesse virare al ribasso. Con questo mercato toro fa il suo corso, diventa sempre più importante continuare ad essere molto disciplinati riguardo alle società da tenere in portafoglio.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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