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giovedì 28 settembre 2017

Disoccupazione in crescita? Perché gli uomini rifiutano i lavori “da donna”

Secondo uno studio anche se per alcuni mestieri ci siano molte più offerte che domande, i disoccupati sono portati a rifiutarli perché li considerano da donne.
Combattere la disoccupazione con politiche specifiche, stimolando la ricrescita economica e con incentivi fiscali alle aziende? Certo, tutto utile e possibile, ma secondo una ricerca USA tutto ciò può non bastare. Perché il grosso problema, spesso, è che il lavoro c’è, ma non c’è chi vuole farlo.
Certo, è una storia vecchia, già nota. Certi lavori, magari più umili, non sono accettati da chi ha un determinato titolo di studio, determinate esperienze o l’ambizione di fare qualcosa di più della propria vita. Ma dagli Stati Uniti ora arriva un altro dato interessante, cioè che a rifiutare un gran numero di lavori sono gli uomini, che non vogliono ‘abbassarsi’ a fare i lavori da donna.
Lavori da uomo e lavori da donna sembra un concetto antiquato, superato. Con l’emancipazione femminile, oggi, non c’è più una distinzione netta come in passato, quando alcuni mestieri erano appannaggio solo dei maschi e altri solo delle femmine. Eppure nell’immaginario collettivo questo concetto è duro da scacciare e molti lavori vengono visti come a esclusivo uso e consumo di un genere e, dunque, quando viene offerto questo tipo di lavoro – considerato femminile – l’uomo rinuncia.
Secondo uno studio ripreso dal New York Times, infatti, anche se per alcuni mestieri quali l’infermiere, l’assistente domestico o il fisioterapista ci siano negli Stati Uniti molte più offerte che domande, i disoccupati sono portati a rifiutarli perché li considerano da donne. E sono le stesse compagne a sconsigliarli, perché anche per le donne certi lavori sono… da donna.
“Che vuol dire per un uomo accettare un lavoro in genere associato a una donna? Che ne sarebbe del suo rapporto con gli amici, con se stesso e con la moglie rispetto al restare disoccupato?”, si chiede il sociologo Ofer Sharonedell’Università del Massachusetts. Un trend, però, che secondo i ricercatori sta cambiando. Nel campo infermieristico, per esempio, sono sempre più i giovani uomini che si iscrivono ai corsi per intraprendere quel mestiere. Insomma, per i più giovani la distinzione è meno netta, il problema resta per quei cinquantenni disoccupati ancora alla ricerca di un lavoro da vero macho.

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