-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 4 settembre 2017

Corea del Nord fa scorta di greggio in vista della guerra


Nella sempre più alta tensione che si sta creando sul panorama internazionale tra Corea del Nord e resto del mondo, Usa in primis, si è creato un vero e proprio "caso petrolio".

La Cina e la Corea

Infatti se da un lato tutti guardano alla Cina come prima fornitrice del 90% del petrolio nordcoreano, dall'altro in pochi sanno che proprio Kim Jong un ha recentemente aumentato le scorte di greggio per il 2017 portandole a 1milione di barili proprio in vista di un eventuale conflitto, anticipato da una serie di sanzioni internazionali.

La decisione, secondo fonti proprio di Pyongyang, sarebbe stata presa già ad aprile, durante una riunione della Commissione per gli affari statali. A confermare la notizia sarebbero anche alcuni provvedimenti presi, come la chiusura di diverse pompe di benzina l'annullamento di alcune manifestazioni aeree per evitare il consumo di carburante.
Ma a caratterizzare il settore petrolifero è anche un'altra notizia in arrivo dalla Scandinavia e riguardante la Norvegia.
L'arcipelago delle Lofoten, nella zona settentrionale della Norvegia, conta oltre 1,3 miliardi di barili di petrolio pari ad oltre 50 miliardi di euro, un bottino sul quale Statoil vorrebbe mettere le mani, aiutata magari dalla possibile rielezione del governo di destra che rappresenterebbe inoltre anche un record visto in oltre 30 anni il marchio della politica norvegese è stato sempre di sinistra.

L'arcipelago delle Lofoten

Ma a quanto pare la riserva petrolifera del Mar Glaciale Artico non sarà (Deo gratias) sfruttata.

Fortunatamente a salvare la più grande barriera corallina in aque fredde al mondo, oltre all'industria del turismo, particolarmente florida (tanto da rendere potenzialmente antieconomica la concorrenza del petrolio) ci sarebbe anche un altro fattore: la mancanza di infrastrutture. Proprio per evitare di inquinare un paesaggio che è anche zona di riproduzione del 70% del pesce pescato in acque norvegesi, da tempo s è preferito non investire troppo nelle infrastrutture di base, il che rende ancora più oneroso la creazione di un'eventuale zona di perforazione che a sua volta necessiterebbe di una vera e propria rete di raccolta e distribuzione del petrolio; miliardi di euro per un prodotto finale che, proprio i queste ore, registra l'ennesimo calo (Brent a 52,26 dollari, in calo dello 0,92%) e che di fronte a sè ha un futuro non solo oco roseo ma addirittura assolutamente incerto. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.