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lunedì 4 settembre 2017

Borse impensierite dalla Corea del Nord. Ne approfitta Leonardo


Dopo il recupero messo a segno nelle ultime tre sedute, le vendite sono tornate a dominare la scena sulla piazza azionaria giapponese. L'indice Nikkei 225 è sceso oggi dello 0,93%, appesantito anche dal forte apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. sulla scia delle rinnovate tensioni geopolitiche.
La Corea del Nord ha realizzato il sesto test nucleare, il più potente mai realizzato fino ad ora. 
Per oggi è prevista una riunione del Consiglio di sicurezza dell'ONU per discutere della discutere e valutare le misure da adottare, mentre la Corea del Sud questa mattina ha condotto manovre militari con missili balistici.
Le vendite tornano a fare capolino anche sulle Borse europee che dopo il recupero di venerdì scorso oggi hanno imboccato da subito la via del ribasso.

Gli indici azionari hanno già recuperato dai minimi segnati nella prima ora i contrattazioni, ma si mantengono tutti in calo, con il Ftse100 che ora limita i danni allo 0,15%, mentre il Cac40 e il Dax30 arretrano rispettivamente dello 0,41% e dello 0,52%.
Sul fronte macro in Europa è stato diffuso l'indice Sentix che a settembre è salito da 27,7 a 28,2 punti, sorprendendo il mercato che si era preparati ad un calo a 27,3 punti.

Sempre in Europa è stato reso noto l'indice dei prezzi alla produzione che a luglio si sono attestati sulla parità, in recupero rispetto al calo dello 0,2% precedente, mentre le previsioni erano per un frazionale rialzo dello 0,1%.
Intanto le tensioni alimentate dall'ultimo test nucleare della Corea del Nord favoriscono i beni rifugio come l'oro che sale a quota 1.335 dollari l'oncia, dopo aver raggiunto quota 1.345 dollari, sui massimi da quasi un anno, mentre lo yen si apprezza nei confronti del dollaro, con il cross fotografato a 109,5, a fronte di un euro-dollaro in rialzo poco oltre area 1,19.
Segno meno anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib si riporta al di sotto dei 21.800 punti con un calo dello 0,33%.
Tra le blue chips in controtendenza troviamo Leonardo che sale del 2,1% approfittando delle tensioni geopolitiche.

In positivo i titoli oil con Saipem in ascesa dell'1,1%, seguito da Tenaris ed ENI che guadagnano rispettivamente lo 0,44% e dello 0,15%.
Generali si apprezza dello 0,66% beneficiando della promozione di Hsbc che ha migliorato il giudizio sul titolo da "hold" a "buy", con un prezzo obiettivo alzato da 15,3 a 17 euro, mentre JP Morgan ha ribadito il rating "overweight", con un target price a 20 euro.
In rosso le banche con Bper Banca e Banco BPM in flessione entrambi dell'1,75%, seguiti da Ubi Banca e Intesa Sanpaolo che scendono dello 0,76% e dello 0,63%, mentre Unicredit e Mediobanca calano entrambi di poco meno di mezzo punto percentuale.
Storna Exor con un rosso dell'1,38%, mentre Fca scende dell'1,27% dopo i nuovi record storici aggiornati venerdì scorso.

Da segnalare che ad agosto le immatricolazioni di auto in Italia sono cresciute del 15,77% rispetto allo stesso mese del 2016. Il gruppo del Lingotto ha performato quasi in linea con il mercato, riportando una crescita del 15,6%, con una market share pari al 28,8%, invariata rispetto a quella di agosto 2016.


Ricordiamo che oggi Wall Street sarà chiusa per la festività del Labor Day.
Fonte: News Trend Online

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