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lunedì 4 settembre 2017

Borse frenate dalla Corea del Nord: cosa potrà accadere ora?


Questa prima seduta della settimana si è conclusa con il segno meno per le Borse europee che hanno registrato volumi di scambio inferiori alla media, per via dell'assenza di Wall Street, rimasta chiusa per la festività del Labor Day. A fine giornata il Cac40 ha ceduto lo 0,38%, mentre il Ftse100 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,36% e dello 0,33%, tallonati da Piazza Affari dove il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni con un rosso dello 0,31% a 21.790 punti.

Calo contenuto per le Borse, maggiori movimenti su altri asset

Gli indici azionari del Vecchio Continente si sono fermati al di sopra dei minimi intraday segnati dopo l'apertura, quando la giornata sembra breve una brutta piega, ma fortunatamente così non è stato.


A condizionare il sentiment degli investitori sono state le tensioni geopolitiche dopo il nuovo test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, in preparazione di un possibile lancio di un missile balistico intercontinentale, almeno secondo le indicazioni del Ministero della Difesa della Corea del Sud.
La minaccia nordcoreana non ha seminato il panico sui mercati azionari che hanno reagito in maniera composta, mentre risposte più accentuate si sono avute su altri asset.
L'oro ad esempio prosegue in rialzo di oltre 9 dollari rispetto al close di venerdì scorso, spingendosi verso area 1.334,5 dollari l'oncia. Sul fronte delle valute il dollaro-yen arretra verso quota 109,6, mentre l'euro-dollaro si riporta nuovamente al di sopra di 1,191.

Cresce la tensione internazionale, ma il risk-off avrà vita breve

Come già accaduto in altre occasioni simili, gli investitori si sono spostati verso gli asset rifugio, a partire dal gold, dopo il sesto test nucleare di Pyongyang, ma il primo da quando Trump è diventato presidente degli Stati Uniti.

Questo secondo gli esperti di IG Group è letto dal mercato come una chiara escalation delle tensioni geopolitiche in particolare tra Usa e Corea del Nord.
Torna così a crescere la tensione internazionale, ma secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo è probabile che la risposta concertata da Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, sia basata su un inasprimento delle sanzioni contro il regime, piuttosto che su un'azione militare.
Una view condivisa anche dagli analisti di Citigroup secondo i quali le ultime tensioni non porteranno ad un attacco militare contro la Corea del Nord, motivo per cui la loro idea è che l'avversione al rischio degli investitori probabilmente non sarà destinata a durare a lungo.

La banca americana segnala che i movimenti del mercato registrati nelle ultime ore tengono ad essere di breve durata, visto che solitamente le tensioni si allentano rapidamente.
Nel breve termine si dovrebbe assistere ad una certa avversione al rischio che sosterrà il dollaro e favorirà una correzione delle Borse, ma in un arco di tempo limitato.

Questo a patto che non aumenti la probabilità di un attacco militare o non si assista ad un collasso del regime in Corea del Nord, due eventi che però Citigrup considera improbabili.
Per gli esperti di Cassa Lombarda il test nucleare realizzato dalla Corea del Nord all'alba di domenica scorsa è destinato a far crescere il nervosismo sui mercati, in una fase in cui la direzionalità appare contenuta.

L'idea degli analisti è che il focus si sposta ora sul fronte politico con i rischi legati alle possibili ritorsioni Usa che potrebbero optare tra intervento miliare, al momento meno probabile, e intensificazione delle sanzioni.
Fonte: News Trend Online

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