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venerdì 15 settembre 2017

Bond oggi: l’Ugc tv 2025 sopra 100. Un’idea per alzarne lo yield

Ci sono voluti molti mesi ma alla fine l’Unicredit Tv in euro Sub 03mg25 (Isin IT0005087116 – lotto 10.000 euro – quotazione su Tlx) è tornato sopra quota 100, chiudendo ieri a 100,2. Dopo la rottura al ribasso della parità nel dicembre 2015, il mercato aveva accentuato le vendite di un’emissione strutturalmente interessante ma penalizzata dall’appartenere ai subordinati Tier 2. Le fasi difficili del 2016 per la banca e poi l’aumento di capitale sono state le cause di una profonda correzione, durata oltre un anno. Da fine 2016 si è manifestato prima un veloce recupero dai minimi di 87 fino a 95 euro e in seguito un più lento rialzo, accompagnato sempre da scambi molto significativi. Così da alcune mesi l’Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) 2025 si colloca al vertice di contratti e controvalori giornalieri su Tlx. 
Una struttura semplice
Indicizzato Euribor 3 mesi +2,75%, con cedola a frequenza trimestrale, ecco un titolo adatto a chi voglia o collocare liquidità o anticipare movimenti sui tassi. Finora ha svolto prevalentemente il primo compito, ma adesso vede amplificare il suo ruolo di t.v., grazie a uno “spread” di tutto rilievo. Resta naturalmente il limite della subordinazione, che comunque vincola solo in caso estremo di liquidazione dell’emittente, circostanza in cui capitale e interessi verrebbero rimborsati dopo tutti gli strumenti senior ma con priorità rispetto ad azioni e subordinati Tier 1. Una rischiosità quindi contenuta ma che il mercato ha forse sovrastimato lo scorso anno. 
Perché piace
Lo “spread” denaro/lettera è sempre molto ridotto: mediamente si aggira su alcuni punti base, quasi da titolo di Stato. Il “book” non presenta ostacoli, con quantità elevate in acquisto e in vendita, meglio rispetto ad altri Tier 2 dello stesso periodo di emissione. Il rendimento lordo a scadenza si colloca sul 2,43%, data la cedola attuale al 2,419% (“spread” 2,75% meno l’Euribor negativo dello 0,331%). E’ evidente che un possibile ritorno del tasso di riferimento verso quota zero o ancor meglio su valori positivi incrementerebbe il rendimento e farebbe probabilmente salire le quotazioni oltre i 101/102 di esodio sui mercati. Positivo anche il rateo sempre ridotto, dato il pagamento trimestrale delle cedole. 
Perché non piace
Se il fatto di essere un subordinato può sollevare incertezze solo da parte degli investitori più prudenti, due elementi sfavorevoli consistono nel taglio minimo 10.000 e in oscillazioni contenute nell’ambito delle singole sedute. Un bond quindi poco adatto a chi fa trading, se non in fasi particolari, come accaduto a fine novembre 2016. Infine qualcuno osserva che la scadenza è lunga, preferendo altri Tier 2 bancari con “time to maturity” di 1 o 2 anni. 
La comparazione dice che…
Il confronto di trend fra questo subordinato e l‘azione Unicredit evidenzia una correlazione piuttosto bassa, salvo al culmine della crisi del novembre 2016, quando si manifestò una corrispondenza di movimento ribassista. Lo confermano le rispettive performance: il titolo azionario ha registrato da inizio anno un +29,4%, mentre il bond Tier 2 si è limitato al più modesto +6,4%. Una strategia consigliabile potrebbe allora essere quella di reinvestire le cedole del bond in azioni della stessa Unicredit. In questo modo si otterrebbe una possibile accelerazione dello yield a scadenza, considerano anche che la banca dovrebbe dal prossimo anno pagare un buon dividendo “cash”.

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