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venerdì 8 settembre 2017

BCE verso chiusura dei rubinetti: quando e come accadrà?

 
L'evento chiave di questa settimana è stato senza dubbio l'appuntamento di ieri con la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) che ha confermato tutte le misure di politica monetaria in essere, senza fornisce indicazioni sulle prossime. Il presidente Draghi si è infatti limitato ad una annunciare una revisione al ribasso delle stime sull'inflazione relative ai prossimi due anni.
Il numero uno della BCE non è riuscito a frenare la corsa dell'euro che contro il dollaro continua a scalare posizioni e sembra muoversi in direzione di quota 1,21, dopo aver riconquistato ieri con slancio la soglia dei 1,2.
Prima di fine ottobre il vero meeting sul tapering
L'attenzione ora si sposta alla prossima riunione di politica monetaria in agenda prima di fine ottobre, visto che la stessa sarà il vero meeting sul tapering, ossia la riduzione del piano di acquisti di titoli di Stato da parte della BCE.
Secondo gli analisti di Jp Morgan è probabile che la BCE voglia prendere decisioni in materia di politica monetaria solo nel momento in cui sarà più chiaro il quadro relativo alle prossime elezioni tedesche e all'attuale rafforzamento dell'euro.
Le previsioni degli analisti sulle prossime mosse della BCE
Dopo il meeting di ieri gli esperti di Bank of America (Swiss: BAC-USD.SW - notizie) -Merril Lynch confermano la loro previsione di un annuncio ad ottobre della riduzione del QE dagli attuali 60 a 40 miliardi di euro al mese da gennaio a giugno del prossimo anno, per poi procedere ad un ulteriore taglio nei mesi successivi e approdare alla fine del piano entro dicembre.
Anche Nomura concorda sul fatto che la BCE sia ormai pronta ad annunciare il tapering ad ottobre, pur evidenziando che il mercato si aspetta un ritmo lento di riduzione degli acquisti. Non diversa la view di Morgan Stanley (Xetra: 885836 - notizie) che prevede per il prossimo mese l'indicazione di un cambio della politica monetaria in atto, con l'avvio del tapering a gennaio.
A puntare sul meeting di ottobre è anche Barclays (Londra: BARC.L - notizie) , i cui analisti si aspettano che Draghi estenda la durata del quantitative easing fino al primo semestre del prossimo anno, con una riduzione degli acquisti a 35-40 miliardi di euro al mese. Barclays segnala inoltre che il mercato non prezza per ora alcun rialzo dei tassi di interesse fino al 2019.
Le attese di Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie)
Anche gli economisti di Intesa Sanpaolo non prevedono un incremento del costo del denaro prima del primo trimestre del 2019. Secondo gli esperti la revisione al ribasso delle stime sull'inflazione da parte della BCE di fatto riduce l'urgenza per quest'ultima di uscire dal programma di acquisto di titoli di Stato.
Intesa Sanpaolo crede che l'Eurotower annuncerà un tapering molto graduale ad ottobre e adottare una formula flessibile, senza indicare la data ultima di chiusura del programma, in modo da poter calibrare gli acquisti di trimestre in trimestre alla luce dell'evoluzione delle prospettive di inflazione.
Gli economisti pensano che la BCE proverà ad estendere il programma fino all'autunno del prossimo anno, ma molto dipenderà dagli equilibri politici in seno al Bord guidato da Draghi.
I rumors sulla rimodulazione del QE
Intanto nelle ultime ore sono circolati alcuni rumors, riportati in particolare da Reuters, secondo cui la BCE ieri avrebbe discusso di quattro possibili scenari sulla rimodulazione del QE. Si parla di un taglio degli acquisti a 40 o 20 miliardi di euro per 6 o 9 mesi.
I titoli in scadenza, oggetto di reinvestimento, salirebbero gradualmente a 15 miliardi mensili nel corso del 2018 e inoltre ci sarebbe unità di intenti relativamente alla decisione di non alzare i tassi di interesse fino alla fine del QE.

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