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lunedì 4 settembre 2017

Banca Popolare di Bari: una grande realtà bancaria


La Banca Popolare di Bari è una società cooperativa per azioni fondata a Bari nel 1960, è il primo gruppo creditizio autonomo del Mezzogiorno.
La Banca Popolare di Bari nasce e si rinforza nella fiorente economia pugliese e nelle regioni limitrofe rilevando anche sportelli sul territorio campano del noto Banco di Napoli.
E' comunque presente da diversi anni anche nel centro e nord Italia con l'acquisizione della Cassa di Risparmio di Orvieto nonchè della nota Banca Tercas (Abruzzo). Proprio Tercas era alle soglie del collasso, alla pari di Banca Etruria & company, ma che grazie ad un pronto intervento della sana gestione della Banca Popolare di Bari che ha necessitato per l'acquisizione di un aumento di capitale, ha ripreso a correre evitando ai soci ed ai clienti il massacro che è toccato alle altre banche che invece sono fallite.

Il tutto senza licenziare dipendenti nè chiudere filiali, cosa che sarebbe stata auspicabile viste le sovrapposizioni in molti casi. Ma la capacità imprenditoriale di fare banca ha consentito di giocare un ruolo sociale nella crisi del mezzogiorno senza lasciare indietro nessuno.
Ma non è solo costernata di rose la realtà della Banca Popolare di Bari, infatti lo scorso anni i soci hanno subito un deprezzamento delle azioni ad un prezzo confermato anche da agenzie internazionali del calibro di Deloitte e PWC, poichè non essendo quotata sul mercato il prezzo viene stabilito sulla base dei bilanci sulla carta.
Anche questa Banca come tutte le banche italiane aveva in pancia crediti non performanti (cosiddetti NPL), in misura però non esplosiva come per MPS, Popolare Vicenza, Veneto Banca & company, ma ampiamente controllabili. Ancora una volta la lungimiranza del management l'ha portata tra le prime banche italiane ad aderire alla GACS, strumento offerto dallo Stato Italiano che ha evitato deprezzamenti eccessivi di questi crediti.
Purtroppo, un dipendente licenziato per giusta causa ha pensato bene di giocare una carta moralmente discutibile, che come consuetudine tutta italiana negli ultimi anni ha raggiunto le copertine dei giornali indebolendo indirettamente l'economia della nostra nazione.

Giocando con chi lo sviluppo generalmente lo ha eletto a propria ragione di vita, ovvero banche ed aziende. 
E l'Italia non impara ancora dalle sconfitte inflitte da questi falsi allarmi lanciati da chi per rifarsi e vendicarsi attiva la macchina del fango, ricordiamo le indagini tutte italiane contro Finmeccanica avviate sugli elicotteri di Agusta Westland in India (concluse con un nulla di fatto ma che hanno portato ad inserire nella black list indiana Finmeccanica con conseguenti ripercussioni sul business che ha resistito solo grazie a qualità dei prodotti e forza dell'azienda).

E gli esempi sono tanti anche su piccole realtà italiane, il cui prezzo quando è stato necessario pagarlo è stato riversato solo sui piccoli, ovvero dipendenti ed eventuali piccoli azionisti, gli altri tutti salvi non essendoci stato alcun reato.
Lo scenario sembra essere lo stesso per la Banca Popolare di Bari, evidentemente in espansione grazie ai recenti dati in attivo dei bilanci, crescita degli utili e della raccolta.
Ma per mettere in moto queste macchine dove il fine ultimo è il business vuol dire che dietro ci sono ben altri obiettivi, aldilà degli apparenti rancori di dipendenti licenziati.
La Banca Popolare di Bari alla pari di grandi realtà come Mediaset, Luxottica, Telecom e la lista di tentate o concluse acquisizioni da parte della finanza internazionale, potrebbe essere l'obiettivo di chi ultimamente fa shopping in terre non proprie, un colonialismo dei tempi moderni.
Molte aziende vengono messe in crisi mediaticamente e riacquistate a prezzi più bassi dopo un bel restyling.
Ad oggi lo scenario forse eccessivamente stressato in questo articolo è diverso, ma se gli argini della diga dovessero cedere il rischio si corre, anche se dalle ultime news la situazione sembra essere rientrata, pareri esperti non hanno lanciato allarmi sui reati contestati, quindi c'è da essere fiduciosi nell'operato di magistratura.

vertici della Banca Popolare di Bari ma anche e soprattutto di media e popolo che presi da movimenti di massa che vanno di moda negli ultimi tempi potrebbero complicare la situazione.
Lo sviluppo si costruisce giorno dopo giorno, di anno in anno, la crisi invece, si crea e si consuma anche in poche ore.
Fonte: News Trend Online

2 commenti:

  1. La popolare di Bari è una delle poche realtà italiane, del mezzogiorno, che può essere considerata un’eccellenza. Nostro interesse è auspicare che la bolla mediatica perda presto il suo effetto e la banca non sia esposta a speculazioni. Lasciamo che le indagini facciano il loro corso e speriamo che non si prospettino situazioni che mettano in discussione la stabilità della banca, considerato che ci sono ben 70000 azionisti!

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  2. Condivido ....secondo me a breve si sgonfierà tutto questo interesse e si ritornerà alla normalità considerando che la capitalizzazione non sembra preoccupante

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