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lunedì 11 settembre 2017

Asia in deciso recupero. Balzo dell'1,41% per il Nikkei 225

Avvio d'ottava in netto recupero per l'Asia, che si lascia alle spalle le tensioni legate alla Corea del Nord che avevano condizionato in negativo la precedente ottava. Netto recupero anche per il dollaro, dopo che l'uragano Irma si è abbattuto sugli Stati Uniti con minore forza di quanto inizialmente stimato.
Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in progresso di circa lo 0,20% dopo avere perso l'1,50% la scorsa settimana. Il biglietto verde, che resta comunque non lontano dai minimi di oltre due anni, recupera terreno sullo yen e anche questo contribuisce al netto progresso della piazza di Tokyo.

Il Nikkei 225 chiude con un balzo dell'1,41% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un deciso 1,16%). Sul fronte macroeconomico, secondo mese consecutivo di declino in luglio per gli ordinativi di macchinari industriali core in Giappone, scesi del 7,5% annuo dopo la flessione del 5,2% di giugno.
L'indice di attività del settore terziario del Sol Levante ha invece segnato un progresso dello 0,1% su base sequenziale in luglio dopo il declino dello 0,2% di giugno, in linea con le attese degli economisti. La seduta è positiva anche per Seoul, con il guadagno di circa lo 0,60% del Kospi.
Nel weekend sono stati diffusi i dati relativi ad agosto dell'inflazione in Cina: la lettura è per una crescita dell'1,8% annuo, ancora lontano dal target di Pechino del 3% per l'intero 2017 ma sopra all'1,4% di luglio e all'1,6% del consensus di Reuters.

A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, lo Shanghai Composite è in moderato progresso mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 si muove appena sotto la parità. Guadagna invece circa lo 0,50% lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1% (fa poco peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno allo 0,80%).
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si apprezza di quasi l'1% dopo il crollo superiore al 3% segnato nell'ultima seduta della scorsa ottava.

In declino intorno allo 0,70% il bene-rifugio oro, in scia al rafforzamento del dollaro, ma a Sydney i riflettori sono tutti sull'iron ore: il materiale siderurgico in consegna nel porto cinese di Qingdao aveva perso l'1,70% venerdì. Bhp Billiton, Rio Tinto e Fortescue sfiorano perdite del 3% nel corso della giornata ma la seduta per la piazza australiana è comunque positiva, grazie soprattutto ai titoli finanziari (Macquarie ha sfiorato un rally del 4% su un outlook semestrale particolarmente solido), ed è dello 0,71% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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