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giovedì 24 agosto 2017

Vaniglia troppo costosa: gelati a rischio


Chiunque abbia intenzione di mangiare un gelato alla vaniglia dovrà affrettarsi: i prezzi potrebbero salire alle stelle e, cosa più allarmante, la materia prima diventare rara quanto i diamanti.

Il casus belli

In realtà la vaniglia è già diventata da qualche tempo un lusso persino per i grandi produttori che hanno deciso di ritirare il famoso gusto di gelato proprio per i costi proibitivi, 600 euro al chilo con punte di 750, in aumento esponenziale rispetto ai 20 dollari di soli 7 anni fa.

A favorire il rally delle quotazioni non è stata solamente, come prevedibile, la tendenza dei consumatori, maggiormente orientati verso la vaniglia naturale anzichè verso quella artificiale, bensì un ciclone, l'Enawo, che a marzo, oltre ad aver provocato 500mila sfollati, ha anche decimato letteralmente le piantagioni del Madagascar, primo produttore mondiale della preziosissima spezia che rappresenta per le casse dello stato, il 5% del prodotto interno lordo.

Il caso del Madagascar

Guardando indietro, più precisamente alle stime del 2014 3.719 tonnellate della 7746 di tutta la produzione mondiale, arrivavano da Antananarivo, capitale del Madagascar.

In pratica l'aromatico bacello si è trovato al centro della più classica tempesta perfetta: un aumento della domanda mondiale, sorto poco prima del crollo dell'offerta. Numeri alla mano, la crescita prospettata nel 2016 delle piantagioni di vaniglia, prevista al +30% per soddisfare la richiesta, non arriverà se non a poco più del 10-15% nei prossimi anni. 
Fonte: News Trend Online

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