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martedì 8 agosto 2017

USD storna i guadagni, CNY perde terreno

 
Il mercato forex annaspa, mentre i membri della Fed fanno scendere l’USD
By Arnaud Masset
È stato un avvio di settimana lento, gran parte delle coppie di valute si muove lateralmente. Fatta eccezione per il dollaro neozelandese, che lunedì è stato investito dalle vendite dopo il calo delle aspettative d’inflazione, gran parte delle valute G10 ha invertito le perdite di venerdì. Martedì la moneta unica è rimbalzata a 1,1824, dopo essere scesa fino a un minimo di 1,1728 venerdì. L’USD/JPY ha spuntato i guadagni, stabilizzandosi intorno a 110,50, senza riuscire ad acquisire uno slancio rialzista.
I commenti da falco di due membri della Fed hanno impedito al dollaro di intraprendere una ripresa. Sia Bullard, sia Kashkari hanno sottolineato che le deboli pressioni inflazionistiche rimangono un problema che non può essere risolto con il miglioramento del mercato occupazionale. Secondo il presidente della Fed di St. Louis Bullard, “l’attuale livello del tasso probabilmente continuerà a essere adeguato nel breve termine,” inoltre, a suo dire, i dati deboli riferiti all’inflazione sono preoccupanti perché suggeriscono che la battuta d’arresto non è dovuta a fattori temporanei.
Venerdì sarà pubblicato il rapporto sull’inflazione di luglio. Dopo la pubblicazione, il primo agosto, di dati piuttosto disomogenei sulle spese personali riferite a giugno, gli investitori attendono con impazienza le cifre sul PIL di luglio. Gli economisti sono un po’ più ottimisti, prevedono che il dato primario si attesterà all’1,8% a/a rispetto all’1,6% di giugno, mentre il dato di fondo dovrebbe rimanere piatto all’1,7%.
A parte il rapporto sull’inflazione di luglio, sarà una settimana fiacca sul fronte dei dati economici. Ricordiamo però che domani si svolgerà la riunione di agosto della RBNZ. Non si può quindi escludere un movimento al ribasso della coppia NZD/USD.
Cina: a luglio le esportazioni hanno sofferto
By Yann Quelenn
Prosegue la transizione della Cina da economia trainata per lo più dal manifatturiero a economia basata sul mercato interno. L’economia cinese è anche un ottimo barometro di quella globale e il dato odierno sulle esportazioni cinesi è un buon esempio a proposito. I dati riferiti a luglio hanno mostrato un declino molto inferiore al previsto, attestandosi al 7,2% a/a rispetto all’11% a/a previsto. Vale (Swiss: VALE.SW - notizie) la pena notare che le esportazioni cinesi sono soggette a una forte stagionalità, tende a esserci un rallentamento appena dopo l’estate, seguito da un rimbalzo verso la fine dell’anno. Sembra che quest’anno il rallentamento sia avvenuto prima degli anni scorsi.
A luglio il saldo della bilancia commerciale è aumentato più del previsto, attestandosi a $46,7 miliardi a fronte dei $45 previsti. Ciò è dovuto soprattutto alle importazioni, che continuano ad aumentare più velocemente delle esportazioni. Le importazioni sono aumentate di un vigoroso 11% a/a a luglio, tuttavia meno del previsto. La crescita delle importazioni sta rallentando e crediamo che al momento anche la domanda interna stia leggermente diminuendo.
Sul fronte valutario, la coppia USD/CNH sta scambiando sui minimi dall’ottobre del 2016, a 6,7 yuan per un dollaro. La flessione delle esportazioni cinesi segnala inoltre che le prospettive globali non appaiono così incoraggianti, il che corrobora la transizione della Cina. L’USD/CNH è destinato a indebolirsi di nuovo.

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