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giovedì 24 agosto 2017

Tutti gli occhi puntati su Jackson Hole

 
Jackson Hole potrebbe sorprendere
By Peter Rosenstreich
Dopo tanto clamore, finalmente è giunto il momento dell’annuale Simposio Economico di Jackson Hole. Il clou della due giorni saranno sicuramente gli interventi programmati della presidente della Fed Yellen e del presidente della BCE Draghi (25 agosto). Il tema del discorso della presidente della Fed Yellen sarà la “Stabilità finanziaria”, che includerà probabilmente anche la sua opinione sulle attuali condizioni finanziarie accomodanti. Forse è colpa della calura estiva, ma il mercato rimane indifferente e non prevede novità da Yellen. Ma Jackson Hole è noto per essere un evento in grado di far muovere i mercati. Ricordate il commento che cambiò le carte in tavola di Draghi, quando disse che si sarebbe fatto “tutto il necessario per preservare l’euro”. I verbali del FOMC mostrano che la Fed si sta orientando verso una riduzione degli attivi di bilancio prima di procedere a un rialzo del tasso. Anche se i tagli degli attivi di bilancio sostengono meno l’USD, ci aspettiamo comunque un rialzo consistente con l’emergere di dettagli e dell’esecuzione del piano.
A giudicare dai recenti verbali del FOMC, è possibile che Yellen sostenga che un aumento dei tassi d’interesse a breve termine aiuterà a sostenere la stabilità finanziaria. Anche se le prospettive d’inflazione rimangono deboli (si dice, per fattori transitori). A nostro avviso, un messaggio convinto della Fed in questa direzione dovrebbe essere considerato da falco e sosterrebbe un rally dell’USD. Dal nostro punto di vista, i mercati stanno sottovalutando il corso dei tassi della Fed per colpa della recente debolezza dei dati economici e delle continue preoccupazioni sull’abilità dell’amministrazione Trump di raggiungere i suoi obiettivi. Per quanto concerne i rialzi del tasso della Fed, i mercati al momento scontano una modesta probabilità del 40% di un aumento da 25 punti base nel 2017. Un riprezzamento farà probabilmente salire i rendimenti a breve termine (i titoli USA a due anni rendono l’1,31%) e prenderà alla sprovvista il mercato. Le valute G10 a basso rendimento sono particolarmente suscettibili a un aumento dei rendimenti USA. Per quanto concerne Draghi, crediamo che lascerà che sia Yellen a guidare la conversazione, poiché indizi sulla politica monetaria della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) spingerebbero i tori dell’euro. I verbali della riunione della BCE di luglio mostrano che i membri sono preoccupati per il rischio di eccesso di rialzo nel tasso di cambio.
Sorpresa al rialzo nella bilancia commerciale neozelandese non dà impulso all’NZD
By Arnaud Masset
La bilancia commerciale neozelandese di luglio ha sorpreso al rialzo, con un surplus di NZD 85 mln, mentre gli economisti avevano previsto un deficit di NZD 200 milioni. Per la prima volta dal 2012, il paese registra un surplus commerciale nel mese di luglio. La buona notizia è arrivata sulla scia di un aumento inaspettato delle esportazioni di prodotti caseari, con un balzo del 51%, a NZD 1,27 mld. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) complesso, le esportazioni sono aumentate del 17% a/a o di NZD 668 milioni, raggiungendo quota 4,63 miliardi di dollari neozelandesi. Le importazioni sono cresciute per un valore di NZD 232 (+5,4% a/a), sull’onda del marcato aumento delle importazioni di veicoli, componenti e accessori (+15% a/a).
L’impennata inaspettata delle esportazioni è particolarmente sorprendente, dal momento che il kiwi è in continuo aumento e ha raggiunto quota 0,7558 alla fine di luglio, livello massimo contro il biglietto verde da maggio 2015.
Sul mercato forex, la mancata reazione dei trader mostra che il rally che ha spinto l’NZD/USD a 0,72 non è dovuto a sviluppi economici interni, ma alla fame degli investitori di rendimenti più elevati. Infatti, sia il kiwi, sia l’aussie, erano ai massimi durante i mesi estivi, mentre la Federal Reserve prolungava la suspense sul futuro della sua politica monetaria.
Nelle ultime tre settimane, la coppia NZD/USD ha sfondato vari supporti e al momento testa il livello chiave a 0,7188 (50% di Fibonacci sul rally in atto da maggio a luglio). In caso di violazione, quello successivo giace a 0,71 (61,8% di Fibonacci e livello psicologico), mentre al rialzo si osserva una resistenza intorno a 0,7330 (media mobile a 50 giorni). Rimaniamo ribassisti sul kiwi – e sull’aussie – perché crediamo che gli investitori inizieranno lentamente a ricaricare lunghi in USD in vista della riunione del FOMC di settembre.

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