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giovedì 17 agosto 2017

Trump twitta contro Amazon: titolo perde 5 miliardi di dollari


Chi non ricorda il famoso tweet del covfefe di Trump?

Un tempo era il covfefe

Era l'ultimo giorno di maggio e il presidente Usa, intorno a mezzanotte, digitò un messaggio a dir poco criptico "Nonostante la stampa sempre negativa, covfefe".
Complice l'ora tarda e l'età non più giovanissima dell'autore, fu interpretato come un semplice refuso, un errore di battitura passato inosservato e quindi reso pubblico. Peccato che in molti abbiano gettato la spugna anche davanti al tentativo di riuscire a decifrare la parola che il distratto presidente aveva pensato: schiere di filologi e socioinformatici non sono riusciti a trovare nessuna parola che potesse assomigliare a covfefe e, contemporaneamente avere un senso compiuto all'interno della frase.

Misteri della politica, verrebbe da dire. Se non fosse per il fatto che il biondo imprenditore prestato alla politica, ha il grilletto (pardon!) , il tweet facile. E dalle conseguenze imprevedibili. 
Con un settore retail in piena crisi, realtà che negli Usa, ancor prima che in Europa, è da tempo dramatica, il presidente è riuscito a dare il suo contributo.
Negativo. 

Il colpo di Trump 

Innegabile che l'entrata a gamba tesa di un nuovo protagonista come Amazon nel commercio al dettaglio e soprattutto, delle nuove regole che ha imposto, abbiano avuto ripercussioni anche sull'intero concetto di compravendita: non solo crisi delle vendite per i retail ma anche crisi del settore immobiliare specializzato nella locazione di uffici, negozi e centri commerciali.

Ma per una sorta di contrappasso dantesco è arrivato anche per Amazon il momento della vendetta. Involontaria, senza dubbio, ancora di più vista la fonte dalla quale questa vendetta proviene: Donald Trump. L'eclettico personaggio, infatti, in preda ad uno dei suoi tanti raptus vendicativi, ha pensato bene di accusare il gigante dell'ecommerce di essere non solo un evasore fiscale ma di aver danneggiato con la sua presenza il mondo del lavoro proprio a causa della crisi che ha contribuito a creare tra i rivenditori.
A peggiorare le cose, il fatto che la dichiarazione è arrivata tramite Twitter (ormai a tutti gli effetti l'unica sala stampa della Casa Bianca) durante la prima mattinata, creando così tensione sui mercati e portando ieri il titolo Amazon in calo dell'1% immediatamente la pubblicazione del cinguettio incriminato, con una perdita di capitalizzazione pari a 5 miliardi di dollari.
Una coincidenza il fatto che il patron di Amazon sia anche numero uno del Washington Post, testata tradizionalmente ostile al tycoon?

Il tweet non è legge

Le dichiarazioni social del presidente sono da sempre al centro dell'attenzione e delle critiche non solo degli organi di stampa ma anche della stessa amministrazione Usa.

Un esempio arriva dal discusso tweet del presidente che imponeva l'esclusione di gay e transgender dall'esercito, considerate fonti di inutili costi e potenziale elemento di distrazione e disagio per le truppe che, invece, dovrebbero essere concentrate sulla vittoria. Ma il Pentagono ha subito ribadito che un tweet non è sufficiente per abrogare un diritto concesso dall'amministrazione Obama attraverso un regolare iter legislativo.
Anche se i 140 caratteri sono stati digitati personalmente dal presidente. 

Fonte: News Trend Online

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