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venerdì 4 agosto 2017

Toro scatenatissimo.

Federico Izzi ITF News

venerdì 4 agosto 2017
Alzi la mano chi lo scorso novembre, dopo una longeva cavalcata dei listini a tre cifre e la sorpresa delle elezioni Usa, avrebbe scommesso che i mercati azionari avrebbero replicato la stessa struttura rialzista del 2009, inizio dell’attuale Toro secolare? Nessuno, o meglio, considerando qualche sleale analista, in pochi…pochissimi!
Eppure con la chiusura di luglio sono ben 9 i mesi consecutivi che vedono segnare un nuovo massimo per S&P500. Numeri che fanno impallidire anche il “baby toro” iniziato nel marzo 2009. Se, infatti, il rialzo dell’era Bernanke ha rallentato la sua corsa dopo 11 mesi (gennaio 2010), a metà corsa (luglio 2009) si registrò un minimo inferiore. Condizione che manca nell’attuale rialzo. Per trovare una simile struttura che registra minimi e massimi superiori per oltre nove mesi, bisogna risalire addirittura di oltre venti anni quando si verificò un simile strappo rialzista della stessa durata (dicembre’94/settembre’95) o di 35 primavere (agosto’82/aprile’83).
GRAFICO INDICE S&P500
Un rialzo corale che vede l’indice tecnologico Nasdaq svettare oltre i 6.000 punti quintuplicando dai minimi del 2009, e il Dow Jones registrare il miglior rialzo della storia con oltre 3000 punti in meno di nove mesi, da 19.000 a 22.000 punti, disintegrando lo scatto dei primi mesi del 1999 che vide per la prima volta superare la soglia dei 10.000 punti.
Il tutto avviene con la volatilità che continua ad oscillare su livelli bassissimi, con l’indice Vix(meglio conosciuto come l’indice della paura) che a fine luglio ha aggiornato i suoi minimi storici assoluti, e volumi che da inizio anno scambiano a livelli ben sotto la media degli ultimi dieci anni.
EUROPA
Nel Vecchio Continente arriva tiepida l’ondata positiva. Infatti i maggiori indici europei, pur rimanendo positivi da inizio anno, faticano a rimanere aggrappati ai numeri a stelle e strisce, tranne i due listini dei Paesi periferici Italia e Spagna. E’ il nostro listino azionario FtseMib, l’unico che dall’inizio dello scorso novembre, dopo aver tentennato per tutto il mese, segna la migliore performance europea con il +33% in nove mesi.
Da inizio anno, assieme all’Ibex spagnolo, è l’unico a superare un guadagno di oltre il 10%, triplicando il rialzo del panzer Dax e francese Cac40 che si fermano a un “risicato” +4% zavorrando l’Eurostoxx che da inizio anno oscilla attorno al +2%.

GRAFICO INDICE e FUTURE FTSEMIB


Osservando l’andamento del nostro indice c’ è un particolare da osservare: l’asimmetria con i valori del Future. Quest’ultimo, a differenza del primo, si è spinto oltre i massimi registrati a metà maggio. Particolarità da considerare con attenzione anche per le prossime settimane.

GRAFICO VOLUMETRICO FTSEMIB
La morigerata discesa dell’indice volumetrico, già evidenziata lo scorso mese, indica il sostegno dei Big Investors (linea blu) che in questi ultimi giorni si avvicinano ai livelli di metà maggio, confermando la tendenza rialzista con valori sopra la media mobile annuale (linea blu tratteggiata).  

GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX

Diversa struttura per l’indice europeo. Dal massimo dei prezzi, avvenuto assieme a quello dei prezzi, di inizio maggio, è iniziata la tendenza ribassista tutt’ora in corso che da metà luglio viene evidenziata con valori sotto la media mobile annuale (linea blu tratteggiata). I Big Investors (linea blu) sembrano continuare ad alleggerire le posizioni rialziste tornando ai livelli di carico di fine scorso anno, a differenza del Parco Buoi (linea rossa) che, invece, continua ad aggiornare i valori dei massimi degli ultimi due anni.

ANALISI OPERATIVA
E’ l’euforia dei compratori la caratteristica che accompagna i rialzi dei mercati, in particolare quando si aggiornano i valori a nuovi massimi assoluti. Invece in questo periodo si assiste ad una fase dormiente degli operatori che restano timorosi di salire in groppa ad un toro che si vanta di essere ancora arzillo. I bassi volumi che questa settimana toccano gli scambi più bassi degli ultimi dieci anni, confermano l’assordante silenzio che in queste ultime ore accompagna il rialzo oltre i 22.000 punti del Dow Jones, a differenza di quanto accaduto a fine gennaio, quando la violazione dei 20.000 punti era stata festeggiata al pari del capodanno. Due giorni fa è dovuto intervenire con un tweet il Presidente U.S.A. per scuotere le emozioni nelle sale operative. Se ci siamo abituati al lungo letargo dell’orso che da oltre un anno e mezzo sembra essersi estinto, diventa difficile accettare che anche il toro si addormenti. Il trimestre appena iniziato, statisticamente non è il miglior periodo dell’anno. Non è opportuno abbassare la guardia con queste condizioni. Meglio essere derisi per essere stati troppo prudenti, anziché versare lacrime di un coccodrillo non sazio di un toro sciupato.
EUROSTOXX – Livelli operativi da monitorare (Future scadenza settembre 2017)
Resistenze: 3620 – 3675
Supporti: 3455 – 3410 – 3330 (supporto su ciclo annuale)

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