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giovedì 3 agosto 2017

Tenaris crolla dopo i conti. Le strategie dei broker sul titolo



L'appuntamento con i conti del secondo trimestre riserva una giornata di forte pressione a Tenaris, oggi maglia nera del Ftse Mib dopo che il management della società di tubi in acciaio per l'industria dell'Oil ha fornito un outlook più cauto delle attese per il secondo semestre.
Il titolo Tenaris arretra alle 12:30 a quota 12,44, in calo del 4,16% e con circa 3,9 milioni di azioni transitate sul mercato, già oltre la media dei volumi di scambio giornaliero degli ultimi tre mesi (3,1 milioni).

I numeri della trimestrale

Un tonfo che arriva nonostante l'ultimo trimestre abbia segnato il ritorno ai profitti per il gruppo, che ha archiviato il periodo con una crescita significativa di ricavi e margini.
Nel dettaglio, Tenaris ha chiuso il trimestre con ricavi a 1,243 miliardi di dollari, in aumento del 18% rispetto ai 1,06 miliardi di un anno fa, e con un utile netto di 73 milioni di dollari, che si confronta con la perdita di 9 milioni registrata nello stesso periodo del 2016.
In forte progresso anche l'ebitda del gruppo, cresciuto del del 98% a 200,3 milioni di dollari, e l'ebitda margin passato al 16,1% dal 9,6% riportato un anno fa. 
Il mercato però si concentrato come detto sulle previsioni poco promettenti per il resto dell'anno fornite dai vertici della società a margine della presentazione dei conti, e in particolare sull'attesa di un rallentamento delle attività in Nord America, dove gli operatori hanno rivisto i loro piani di trivellazione alla luce di uno scenario più cauto sul petrolio. 
Preoccupazioni raccolte questa mattina dalla case d'affari che hanno commentato i conti del gruppo. 



 

La view di Equita

Mantengono un atteggiamento di cautela gli analisti di Equita, che hanno confermato una raccomandazione "hold" con prezzo obiettivo a 15,5 euro.
Pur apprezzando il miglioramento delle attività in Argentina e in Messico, la sim milanese segnala in particolare una visibilità ridotta sulla crescita del gruppo nel biennio 2018-2019, da imputare alla frenata dei prezzi dei tubi nel mercato statunitense e alle aspettative su riduzione delle trivelle attive, dopo che gli operatori USA hanno ridotto i loro piani di estrazione tenendo conto di un outlook più cauto sul greggio. 

Tenaris è hold anche per Akros

Stesse considerazioni emergono dai commenti alle comunicazioni del management forniti dagli analisti di Banca Akros.
Anche questa banca considera tra i rischi downside per Tenaris il rallentamento del mercato USA alla fine del 2017 o del 2018 e l'andamento dei prezzi dei tubi Octg (Pipelogix), che a giugno sono calati per la prima volta da 10 mesi.
Traendo dunque le conseguenze dell'outlook per il secondo semestre fornito dalla società, Akros considera "troppo ottimiste" le previsioni di consenso e  ribadiscono anch'essi il rating "neutral" sul titolo con un target price a 15,50 euro.

Credit Suisse dice underperform

Preoccupazioni ancora maggiori esprime infine Credit Suisse, che in una nota di oggi, pur segnalando alcuni punti di forza di Tenaris (forza del bilancio, diversificazione geografica, avvio dell'impianto di Bay City), hanno confermato una raccomandazione "underperform" sul titolo con un target price a 13 euro.
Per gli analisti della banca elvetica, un ebitda di circa 400 milioni di dollari nel primo semestre e una guidance molto cauta rendono complicato raggiungere il target di 1,3 miliardi da essi indicato per l'intero esercizio.


Fonte: News Trend Online

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