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martedì 1 agosto 2017

Salvataggio delle banche incentiva comportamento irresponsabile

Di recente due banche italiane sono state costrette a chiudere a causa dell'insolvenza.
Come spesso avviene, i prestiti non performanti sono stati la causa della caduta di entrambe le banche. Hanno fatto troppe scommesse rischiose su mutuatari che non hanno pagato.

Sommersi da miliardi di sofferenze

Banca Populare di Vicenza SpA e Veneto Banca SpA sono le due banche che sono fallite.
I loro prestiti e depositi saranno assorbiti da un'altra banca, Intesa Sanpaolo SpA, per un importo complessivo di €1. Più specificamente, Intesa acquisisce solo gli asset buoni. Nel frattempo le perdite sui prestiti non performanti saranno assorbite dal governo italiano, che sta sborsando €19 miliardi per sostenere l'affare.
Il risultato finale è un buon affare per Intesa, la quale acquisisce asset generatrici reddito senza un rischio significativo.

È un buon affare anche per gli investitori ed i creditori delle banche fallite. In un vero fallimento avrebbero perso molti o tutti i loro soldi. Ma in base alla vendita pilotata dallo stato a favore di Intesa, questi creditori e investitori -- che volontariamente si sono accollati un rischio -- saranno protetti contro le perdite.
Il perdente inequivocabile è il contribuente italiano che sarà costretto a salvare due banche, anche se i contribuenti non hanno nulla a che fare col fallimento e non si sono mai offerti volontari per mettere i loro soldi a rischio.
Questo è un risultato perverso.

E anche se potessimo ignorare la semplice immoralità di tassare il contribuente per proteggere gli interessi di pochi, c'è ancora un altro problema: l'azzardo morale.
In economia l'azzardo morale fa riferimento all'idea che le persone tendono ad accollarsi più rischi quando non sopportano le conseguenze negative.
Quando vennero usati i caschi nel football, i giocatori si sentirono incoraggiati ad usare la testa come un'arma -- le commozioni cerebrali divennero cosa comune e le regole dovevano essere cambiate.

Quando vennero introdotte le cinture di sicurezza, i conducenti di automobili si sentirono più sicuri e iniziarono a guidare più velocemente, facendo aumentare le morti dei pedoni.
E quando le banche vengono salvate, altri banchieri sono incoraggiati a comportarsi in modo sconsiderato.
Dopo tutto, non sono loro a rischiare se posseggono un prestito rischioso; è il contribuente che rischia.
Non deve andare per forza in questo modo.

Bail-in non bail-out

Infatti l'Europa ha attuato norme bancarie che dovevano limitare questo problema. Le nuove regole richiedono un "bail-in", in cui gli investitori e i creditori perderebbero alcuni dei propri soldi prima che un'entità statale entri in scena con fondi aggiuntivi.
Queste regole sono state applicate anche una volta, nel recente fallimento di una banca spagnola, Banco Popular.

Tuttavia, in questo caso, le autorità hanno scelto di ignorare le loro regole e hanno consentito all'Italia di condurre un normale salvataggio.
Il motivo: le banche erano sufficientemente piccole e irrilevanti. Ma questo dovrebbe essere un argomento supplementare contro il bail-out. È strano argomentare contemporaneamente che 1) una banca è troppo piccola per minacciare il sistema finanziario complessivo e 2) è indispensabile che lo stato la salvi e protegga gli investitori.

O l'uno o l'altra.
Forse una spiegazione più convincente è che gli stati hanno paura di ciò che potrebbe succedere se gli investitori ed i creditori credano veramente che i loro asset siano in pericolo a causa di un fallimento della banca. Molto probabilmente inizierebbero a fare ulteriori domande sulle pratiche della banca e quindi valutarne il rischio.
I creditori potrebbero anche richiedere tassi d'interesse più elevati per compensare il rischio, o richiedere pratiche di prestito più sicure per proteggere sé stessi da un default.
Questi sarebbero ottimi risultati. Sono l'opposto dell'azzardo morale e promuoverebbero scelte più prudenti nel settore bancario.

Ma un tale cambiamento nella percezione rischia di scatenare un panico, man mano che gli investitori si adatterebbero alla nuova realtà.
Questo è ciò che i politici vogliono evitare -- anche se più tardi significa problemi più grandi. E nel caso più recente, i politici hanno prevalso.
I contribuenti ne soffriranno ora e nel lungo termine.
Quando il governo italiano ha optato per salvare le due banche venete, non ha solo protetto i depositanti. Ha anche assicurato che il problema dell'azzardo morale rimanesse vivo e vegeto nel sistema finanziario.
Di Eric Schuler
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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