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giovedì 31 agosto 2017

S&P lancia l'allarme sul tetto del debito Usa

 
Gli Usa stanno attraversando un momento molto delicato: Houston e tutto il Texas sono in ginocchio a causa dell'uragano Harvey che ha provocato 35 vittime, per il momento, e minaccia di far esplodere una centrale chimica, sommersa dall'acqua.
Il Pil Usa rassicura
Intanto, però, la pubblicazione degli ultimi dati macro hanno regalato a Washington un piccolo respiro di sollievo: la seconda lettura del Pil Usa del secondo trimestre ha confermato una crescita del 3%, in aumento sia rispetto alle attese che arrivavano al 2,7% sia alla prima lettura che si fermava al 2,6%. A dare impulso alla ricchezza prodotta dal paese è stata, al primo posto, la spesa dei consumatori (+3,3%), voce che copre oltre il 70% del dato mentre gli investimenti fissi non residenziali, anch'essi in aumento, hanno registrato un +6,9% invece del +5,2% della prima stima. Partendo da questo quadro generale, il presidente Donald Trump è tornato alla carica per chiedere aiuto al Congresso nell'approvazione della riforma fiscale, una riforma che, almeno stando alle intenzioni del repubblicano, dovrebbe comprendere sgravi per la classe media e un'aliquota aziendale al 15%. Le trattative tra la Casa Bianca e il Congresso non sono di facile soluzione infatti sullo sfondo resta ancora la spada di Damocle del default governativo, ovvero il blocco dei lavori e degli stipendi causato dal mancato accordo in Parlamento sul tetto del debito. Mentre si trovava a Springfield, in Missouri, durante un comizio, il tycoon ha confermato la sua intenzione di creare una quadro economico generale per la crescita dell'occupazione e dei salari per arrivare a riconquistare un vantaggio competitivo ormai perso. Per questo motivo ha ribadito la sua intenzione di portare l'aliquota aziendale al 15% sebbene sia più probabile un 20% come risultato delle inevitabili trattative politiche.
I problemi al Congresso
Da tempo, infatti, è risaputo che Trump non gode dell'appoggio dei membri del suo stesso partito: troppo antitetiche le posizioni degli schieramenti, soprattutto in considerazione di un partito conservatore storicamente allergico alla prospettiva di investimenti pubblici nelle infrastrutture, una delle colonne portanti della campagna elettorale del presidente.
La volontà dell'inquilino alla Casa Bianca sarebbe, in estrema sintesi, quella di semplificare il sistema tributario, creare posti di lavoro aumentando i salari, alleviare la fiscalità della classe media, da molti giudicata addirittura in via d'estinzione, e lavorare affinchè i capitali delle Corporate America ritornino in patria attraverso una sorta di fiscalità agevolata. I dettagli sono stati rimandati all'opera di Gary Cohn consigliere economico della Casa Bianca, e Steven Mnuchin segretario al Tesoro che ripartiranno la settimana prossima alla volta di Capitol Hill per la riapertura del Congresso. Ma sullo sfondo restano ancora diversi altri problemi da risolvere anche prima della riforma fiscale, primo fra tutti il piano delle voci di spesa del governo nell'anno fiscale 2018 oltre all'accordo sul già citato aumento del tetto al debito: mancando il primo si avrebbe il blocco delle attività lavorative (non avendo un piano di spesa, le spese stesse non sarebbero giustificabili), mancando il secondo si precipiterebbe direttamente nel default e quindi, come avverte S&P gli Usa non avrebbero capitali per finanziare le proprie attività e nemmeno per ripagare i creditori. In altre parole: il disastro finanziario mondiale. 

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