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lunedì 28 agosto 2017

Piazza Affari in preda ad un bel dilemma: i titoli da valutare


 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it .
L’indice Ftse Mib si è mosso in uno stretto trading range nelle ultime sedute, senza riuscire ad esprimere direzionalità. Quali sono le previsioni per le prossime giornate?
Piazza Affari si trova in bilico direzionale tra semplice correzione di breve in accenno sul grafico giornaliero, al momento quindi niente inversione ribassista, e continuazione dell’attuale trend rialzista di medio termine, evidente sui grafici settimanale e mensile.
Nel dilemma prediligo come prima visione (le previsioni le fanno i superdotati di sfera di cristallo!) la continuazione del trend in atto, in onore al duo Dow & Jones: “È più probabile che un trend continui piuttosto che inverta”.
Per rispettare tale teoria è necessario quindi l’immediato superamento della serie di massimi decrescenti che nelle ultime sedute sta caratterizzando il grafico giornaliero, a iniziare da quota 21905 di Ftse Mib e ovviamente il massimo a 22065 punti. Oltre questo livello vedremo tornare prepotentemente gli acquisti, con obiettivi 22.300/400 punti e i massimi di fine 2015 intorno a 22.800 circa.
Superato quest’ultimo ostacolo, nel medio periodo, questione di settimane o mesi, potremo, ottimisticamente parlando, raggiungere la fondamentale resistenza che delimita l’ampio movimento laterale di lungo periodo a 23800-24560, con la media a 200 periodi mensile a fare contemporaneamente da attira prezzo e resistenzona a 25.390 circa.
Siccome però siamo in un periodo di massimi storici per le borse USA ed ex per il Dax di Francoforte, di incertezza sul futuro dei tassi e di tensioni internazionali tra Coree, Russia e compagnia bella, facciamo attenzione e consideriamo, doverosamente per il bene dei nostri denari, l’opzione ribasso, qualora i massimi decrescenti di cui sopra funzionassero da deterrente, respingendo gli acquisti a favore dei venditori.
Nel breve appare chiaro che il primo supporto risulta zona 21700-21680 sotto la quale spazio per 21540 e la media a 50 periodi giornaliera a 21385 e l’area supportiva tra il minimo ferragostano a 21.329 e la media settimanale a 12 periodi a 21290 circa, con eventuale approfondimento (prima ho abbondato in positività, ora devo fare la parte del diavolo) sulla media a 100 periodi daily a 21.110 punti e la media a 24 periodi settimanale a 20.975 che dovrebbe reggere ulteriori attacchi dei venditori, we will see!
Tra i bancari prima del week-end Unicredit si è spinto in avanti, mentre è rimasto al palo Intesa Sanpaolo. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?
Unicredit dopo l’ennesimo crollo tipico del settore bancario su nuovi minimi ha costruito una base per un buon rimbalzo, caratterizzato da una serie di massimi crescenti, sino al nuovo massimo relativo, con recente fase correttiva e attuale tentativo di ripresa.
Tra il 2015 e metà 2016 il titolo ha creato una pavimento poco sopra 8.50 e 9.20 euro, dalla quale ha tentato una inversione percentualmente interessante, sino al freschissimo top a 18.38 euro, con presente discesa a 17.12 e nell’ultima seduta rimbalzo a 17.80 circa.
Entrare con una piccola quota sopra 17.90 e 18.40 euro, da accumulare a 17.10 euro, stop a 16.20 euro e profitto a 19.90-20.9 euro.
Intesa Sanpaolo dopo una importante fase positiva sino all'estate 2015 ha effettuato una profonda discesa, con recente nuova inversione rialzista, arrivata al punto critico di un doppio massimo da superare, pena una fase futura correttiva, per altro già in accenno.
Sulla tenuta di 1.52 a giugno 2016, il titolo ha formato una base poco sopra 1.55 euro, con rimbalzo a 2.20-2.28 e accelerazione poco sotto i 2.90 euro, con recente secondo tentativo a 2.946 circa e presente correzione verso area 2.83-2.87 circa. Entrare con una piccola quota sopra 2.895 e 2.95 euro, da accumulare a 2.83 e 2.74 con stop sotto 2.59 e profitto a 3.21-3.35 euro.
Fca è reduce da un poderoso rally che ha trainato al rialzo anche Exor. Valuterebbe un acquisto di questi due titoli sui livelli attuali?
FCA dopo un folgorante rialzo ad inizio 2015 aveva innestato la retromarcia, con una profonda discesa culminata da una base e una successiva fase scoppiettante di ripresa, addirittura in maniera verticale, con recente fase laterale e attuale ripresa a razzo dei prezzi.
Dopo la falsa rottura dei 10 euro Fca ha dimezzato il proprio valore, con un doppio minimo in zona 5-04-4.89 euro, forte accelerazione con seconda falsa rottura, questa volta degli 11 euro e, dopo un movimento laterale tra 8.90-9.75 presente sparata rialzista poco sotto i 13 euro.
Entrare con estrema prudenza con una piccola quota di assaggio sopra 12.95 euro, da accumulare a 12.30-11.70 e 11.20 euro, con stop sotto 10.50 euro e profitto a 14-15 euro.
Exor negli ultimi 2-3 anni aveva sviluppato un chiaro movimento rialzista da manuale dell’analisi tecnica secondo la teoria di Dow, caratterizzato infatti da massimi e minimi crescenti, seguito da un veloce crollo e dall’attuale fase di ripresa.
Dopo l’esplosione rialzista sul massimo storico a 47.18 di agosto 2015, Exor ha infatti dimezzato velocemente poco sopra i 23 euro, con la corrente ascesa verso un nuovo top a 55.20 euro, attualmente non confermato e riassorbito dal doppio massimo in formazione col precedente a 54.60.
Comprare con estrema prudenza una piccola quota sopra 55 euro, da accumulare a 52.40 e 51.70 con stop sotto 50 euro e profitto a 60-63 euro, su massimi inesplorati.
Saipem venerdì scorso ha recuperato un po’ terreno, mentre si è mostrato debole ENI. Quali indicazioni operative ci può fornire per questi due titoli?
Saipem è passata da un solido movimento crescente super redditizio ad un crollo, anche con gap down percentualmente massacranti, con recente lungo movimento laterale, con finta rottura al rialzo e attuale ritorno nel suo triste alveo negativo.
Sulla base costruita dal titolo in area 2.828-3 euro, abbiamo infatti assistito ad una lunga fare di incertezza tra 3.50 e 4.40-4.75 circa, rotta con la salita verso 5.80 e l’attuale ritorno in un movimento ribassista, nonostante l’ennesimo rimbalzo di breve, dalla tenuta di 3.15 verso la resistenza della media giornaliera a 50 periodi a 3.55-3.46 circa, con attuale nuovo minimo in formazione poco sopra i 3 euro. Entrare con una piccola quota sopra 3.23 euro, da accumulare a 3.05 con stop sotto 2.99 euro e profit tra 3.50 e 3.70 euro.
ENI si trova in un trend incerto e laterale di medio lungo termine da fine 2008 con tentativi, al momento falsi e rientrati, di rottura sia rialzista sia ribassista e in questo momento, dopo l’ennesimo rimbalzo respinto dai venditori, sta tornando indietro verso la parte bassa, con un possibile doppio minimo futuro, ancora tutto ipotetico e in formazione.
Dopo l’ultimo slancio primaverile poco sopra i 15 euro ha innestato la retromarcia, con recente tenuta dei 12.90 euro e timido tentativo di ripresa verso 13.60 circa e attuale ritorno poco sotto i 13 euro.
Entrare sopra 13.35 euro con una piccola quota, accumulo a 12.75 e 12.15 euro, stop sotto 11.55 e profitto tra 14.50 e 15.40 euro.
In caso di recuperi del mercato, quali sono i titoli che potrebbero fare meglio nel breve? A quali consiglia di guardare ora?
Monitoriamo con attenzione: AZIMUT, LUXOTTICA, TELECOM ITALIA, UNIPOL SAI.

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