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venerdì 25 agosto 2017

Occhi dei mercati su Jackson Hole: parlano Yellen e Draghi

New York, 25 ago. (askanews) - L'evento più atteso dagli investitori della settimana in corso è arrivato: oggi, quando in Italia saranno le 16, il governatore della Federal Reserve prenderà la parola. Cinque ore dopo toccherà al numero uno della Banca centrale europea. L'americana Janet Yellen e l'italiano Mario Draghi interverranno all'appuntamento annuale organizzato a Jackson Hole, nello Stato del Wyoming, e che dallo scoppio della crisi finanziaria è stato usato dai banchieri centrali per telegrafare le loro intenzioni di politica monetaria. La Grande Recessione sembra però un lontano ricordo e le banche centrali nel mondo si stanno - con velocità diverse - allontanando dalle misure straordinarie adottate in passato. In questo contesto si collocano gli interventi della prima donna a guidare la Fed e del governatore della Bce, che potrebbero deludere chi si aspetta grandi annunci.
Tra i due, forse il più importante è quello di Draghi. La banca centrale Usa ha infatti fatto capire più o meno la tempistica delle sue prossime mosse mentre la Bce si è limitata a dire che una decisione su una potenziale riduzione del programma di acquisto di bond sarà presa in autunno.
Sul primo fronte, il mese prossimo la Fed dovrebbe annunciare l'inizio della riduzione del suo bilancio arrivato a valere 4.500 miliardi di dollari sulla scia degli acquisti di Treasury e bond ipotecari (un programma in tre round concluso nell'ottobre del 2014). A dicembre poi, come successo nel 2015 e nel 2016, potrebbe alzare per la terza volta nell'anno in corso i tassi, ora all'1-1,25%. Se sul bilancio i mercati non hanno dubbi o al massimo si aspettano una mossa a ottobre, sui tassi c'è maggiore scetticismo a fronte di un'inflazione che ormai da cinque anni cresce meno del 2% annuo stabilito come obiettivo dalla Fed. Su questo punto la Fed stessa è divisa. Secondo alcuni, "può permettersi di essere paziente" in materia di tassi. Per altri c'è il rischio che - a fronte di un mercato del lavoro forte e di prezzi dell'azionario vicini ai record - l'inflazione balzi improvvisamente sopra il target di crescita annua del 2%. Yellen probabilmente ripeterà che un'inflazione al palo è una cosa temporanea e che crescerà nel medio termine. Se riuscirà a navigare i mercati senza scossoni attraverso una ulteriore normalizzazione della politica monetaria, Yellen si confermerà per quello che già è considerata: tra i migliori governatori della storia. A Jackson Hole non mancherà poi chi le chiederà se intende restare al comando della Fed quando il suo mandato scadrà nel febbraio 2018. Come fatto in passato, probabilmente dirà che non ci ha ancora pensato mentre il presidente Donald Trump non esclude di confermarla (un candidato in pole position è il consigliere economico Gary Cohn). Su di lei c'è chi preme affinché rifiuti un secondo incarico per non macchiare la sua impeccabile carriera con l'era Trump.
Quando alla Bce, per una volta Draghi - nelle aspettative della vigilia - dovrebbe seguire la tattica di Yellen: restare vago quanto basta, evitando di sembrare troppo "falco" e di provocare un sell-off dei titoli di stato. E promettendo ancora una volta un approccio prudente e paziente.

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