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mercoledì 30 agosto 2017

Monete virtuali, la rivoluzione è servita

 
Guadagnare facile. Il sogno di tutti e lo slogan di molti. Ma davvero è così facile guadagnare con le cryptovalute? Quali rischi si corrono facendo trading? Australia, Giappone e Cipro i primi Stati ad equiparare la moneta digitale alla valuta Nazionale.
Le criptovalute sono meno soggette a tassazione, non hanno controlli e non sono sequestrabili. Federcontribuenti, tramite Fabrizio Zampieri, Economista e responsabile Area Mercati ed Intermediari Finanziari Federcontribuenti, apre uno sportello dedicato al mondo del trading per chiunque voglia approfondire o farsi guidare nel mondo delle valute digitali in maniera sicura, anche per diventare un trader.
Le cryptovalute non rappresentano più il futuro ma una realtà già presente ed attuale. Monete virtuali che corrono e concorrono a generare una pericolosa concorrenza alle monete tradizionali. Con queste monete possiamo acquistare ogni tipologia di prodotto, effettuare pagamenti anonimi oppure fare trading in cerca di guadagni stellari. Ogni Paese del mondo sta generando una propria moneta virtuale sognando di tornare sovrano e potenza economica.
Le cryptovalute utilizzano un database elettronico simile ad un labirinto virtuale, tutte le transazioni sfruttano una particolare crittografia decifrabile solo al creatore della moneta stessa. Potenti software garantiscono la sicurezza delle transazioni e mettono al riparo dal rischio di contraffazioni.
Ad oggi non esiste nessuna autorità deputata al controllo, tutto è gestito in automatico.
Questo complicatissimo meccanismo di generazione e controllo consente il possesso e il trasferimento anonimo delle valute digitali; i dati necessari ad utilizzare le proprie cryptovalute possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di “portafoglio” digitale (wallet), o mantenuti presso terze parti (Exchange) che svolgono funzioni simili a una banca. In ogni caso, le cryptovalute possono essere trasferite attraverso internet verso chiunque disponga di un indirizzo alfanumerico specifico e personale che corrisponde in linea di massima all’Iban bancario. La struttura peer-to-peer della rete e la mancanza di un Ente Centrale rende impossibile a qualunque autorità, governativa o meno, il blocco dei trasferimenti, il sequestro delle monete senza il possesso delle relative chiavi, o la svalutazione dovuta all’immissione di nuova moneta.
Le cryptovalute sono nascoste in un ambiente tecnologico inaccessibile all’esterno che si chiama blockchain.
Prendiamo come esempio il Bitcoin, la prima moneta digitale ad essere stata creata e quella che da sola capitalizza più del 50% dell’ammontare totale delle cryptovalute attualmente esistenti; la moneta virtuale più conosciuta e diffusa nel mondo e sempre più utilizzata nella vita quotidiana anche dalle attività commerciali che lo accettano come forma di pagamento. L’Australia ed il Giappone lo hanno equiparato ufficialmente alla loro valuta nazionale decretando che tutti i beni e servizi all’interno dei confini nazionali possano essere effettuati anche in Bitcoin. A Cipro è possibile pagare le tasse universitarie in valuta digitale.
Non indifferente è anche il fatto che le quotazioni di molte cryptovalute hanno avuto un trend crescente continuo favorendo anche speculazioni finanziarie a doppie e triple cifre. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) caso del Bitcoin, per esempio, le quotazioni hanno raggiunto i picchi di oltre 3.700 eur per un singolo Bitcoin proprio nell’estate 2017, permettendo guadagni enormi a chi lo aveva acquistato, a quotazioni di 30-40 eur per singolo Bitcoin solamente qualche anno prima. L’Ethereum, altra importante cryptovaluta, è passata da una quotazione di 0,30 eur x singolo Ethereum nel 2015 alla quotazione attuale di 300 eur x singolo Ethereum. Avere investito 1.000 eur un paio di anni fa avrebbe prodotto un guadagno attuale di circa 1 milione di eur. Molte sono state le persone che si sono arricchite in breve tempo.
L’inflazione è un fenomeno che non si può applicare a questa tipologia di valuta.
Come fare quindi ad orientarsi tra le decine di diverse cryptovalute nel caso un utente decidesse di acquistarle e successivamente utilizzarle o rivenderle?
Ci sono alcuni elementi che caratterizzano le cryptovalute:
  • la velocità delle transazioni;
  • l’offerta di moneta (la quantità di monete presenti nel sistema);
  • gli eventuali limiti e regole prestabiliti nell’offerta di acquisto (ICO);
  • la capacità di diffusione e penetrazione nel mondo reale, soprattutto a livello di pagamenti online;
  • eventuali progetti di investimento da parte di aziende e contributori importanti (è sinonimo di immagine e credibilità);
  • reputazione dei creatori del progetto e della relativa cryptovaluta collegata.
Anche se alcune cryptovalute sono nate diversi anni fa, ci troviamo di fronte all’inizio di una nuova rivoluzione mondiale nel modo di comunicare, scambiare informazioni (in modo più veloce ed efficiente) ed effettuare pagamenti (più economici e sempre meno controllati dai tradizionali sistemi bancari). Blockchain e valute digitali, almeno quelle con un valido ed interessante progetto alle spalle, saranno concetti e parole sempre più utilizzate e diffuse dalla massa e il loro utilizzo condizionerà presto anche il nostro modo di vivere e lavorare.
Sorge solamente una domanda: lasceranno le Banche Centrali, le Autorità Economiche e Finanziarie e le principali lobby di potere che le valute digitali e le blockchain possano diffondersi velocemente intaccando quindi i loro business e centri di potere? Le combatteranno o piuttosto si adegueranno ai nuovi schemi e si doteranno anche loro di blockchain e valute digitali collegate?

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