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mercoledì 30 agosto 2017

Mifid 2 è legge, prossimo passo l’Albo unico”


La Mifid 2 è finalmente legge. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato definitivamente un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/65/Ue relativa ai mercati degli strumenti finanziari (cosiddetta MiFID II) e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 600/2014 sulla stessa materia (cosiddetto MiFIR).
 
La direttiva e il regolamento modificano la precedente disciplina, includendo settori in precedenza non regolamentati e impostando un sistema più completo di vigilanza e di applicazione delle regole, con l’obiettivo di avere un mercato unico dei servizi finanziari in Europa.
 
Soprattutto nel decreto è salvo l’articolo 30-bis, che disciplina l’offerta fuori sede dei consulenti autonomi e delle Scf. “Con l’introduzione del nuovo articolo 30 bis, che prevede che i consulenti e le società di consulenza indipendente possano promuovere e prestare il servizio anche al di fuori delle mura della propria sede”, commenta Luca Mainò, portavoce del consiglio direttivo del Nafop (la più nota organizzazione dei consulenti autonomi, già fee only), “il Mef ha voluto livellare il ‘campo di gioco’ consentendo anche a queste nuove figure di poter operare fuori sede non solo per tutte le attività afferenti all’esecuzione del contratto, come era già previsto, ma anche per la firma del contratto stesso. Riteniamo molto positiva questa decisione da parte del legislatore nazionale”.


Soddisfazione anche da parte di Massimo Scolari presidente di Ascosim, l’Associazione delle Società di consulenza finanziaria: “Adesso le cose sono ufficiali e tutto ciò rende chiara la situazione. Questo è sicuramente positivo, anche perché il decreto va a colmare alcune lacune presenti nelle precedenti norme relative all’Albo, in particolare nella Legge di Stabilità 2015. Certamente questo rappresenta il passo successivo necessario a dare l’avvio concreto all’Albo, che potrà avere la sua piena attività, come anche le sezioni dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria. A seguire, Consob dovrà concordare con l’Ocf il trasferimento della vigilanza, cosa che rappresenta l’ultimo passo per completare tutto l’iter”, conclude Scolari che si augura che “l’Ocf d’ora in poi prenda decisioni che riguardano i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria consultandoci e ascoltando la nostra opinione, come fanno il Mef, la Consob e la Banca d’Italia, per poterci finalmente sentire rappresentati e governati in maniera indipendente”.


Vigilanza che è anche una delle questioni da prendere in considerazione per i prossimi mesi secondo Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti e vice presidente di Ocf. “Ferme restando le difficoltà oggettive, individuate e condivise a più livelli istituzionali, di una Vigilanza che per la prima volta dovrà svolgersi nei confronti di persone fisiche che operano in proprio, stiamo lavorando da tempo”, dichiara Tofanelli, “per mitigare i rischi relativi e, con l’attiva partecipazione delle categorie interessate, abbiamo individuato indicatori di anomalia utili a una vigilanza preventiva che contiamo di affinare e implementare nei tempi giusti”.


Anche Maurizio Bufi, presidente di Anasf, plaude la nuova normativa, non senza però esprimere qualche perplessità in merito. “Complessivamente, riconfermiamo un giudizio positivo sulla Mifid 2 e sul rinnovato e rafforzato ruolo dei consulenti finanziari abilitati al collocamento come operatori qualificati nella gestione del risparmio degli italiani”, sottolinea Bufi. “Tuttavia, stupisce che buona parte delle suddette istanze – fatte proprie dal legislatore – non abbiano poi avuto riscontro nel testo finale, licenziato dal consiglio dei ministri e ora definitivamente in vigore, seppur a partire da gennaio 2018″. Quali sono, nel dettaglio, queste istanze? “Sono quelle conosciute, ovvero articolo 30-bis, autonomia completa dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico – che invece nella versione finale del decreto legislativo è subordinata, relativamente ai temi dello statuto, all’esame del ministero dell’Economia – e in ultimo il tema a noi molto caro di inserire le associazioni fra coloro che potessero effettuare attività di formazione ex articolo 105 del regolamento intermediari precedente, cosa che invece a una prima lettura del testo oggi non sembrerebbe possibile. La formazione rimane così sostanzialmente in capo agli intermediari”.


Ma in ogni caso la testa ora è all’Albo. “Il cammino verso quella che abbiamo a suo tempo battezzato la ‘Casa della consulenza’ va avanti con l’obiettivo di valorizzare i consulenti finanziari italiani, l’efficienza del mercato finanziario e degli investimenti, la tutela dei risparmiatori e il loro accrescimento in termini di cultura finanziaria. Come ho più volte ripetuto in questi mesi, una volta definite le regole, vanno non solo rispettate ma implementate nel modo più equo ed efficiente”, conclude Bufi.

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