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giovedì 24 agosto 2017

Luglio non scalda gli Etf obbligazionari

A luglio, gli investitori europei in Exchange traded fund hanno mostrato maggiore cautela nell’esporsi ai rischi dei mercati obbligazionari e sono stati più propensi all’azionario. E’ quanto emerge dall’ultimo Morningstar asset flow report sui prodotti indicizzati. Gli Etf specializzati sul reddito fisso hanno raccolto 1,56 miliardi di euro netti, il secondo più basso livello in un mese dall’inizio dell’anno.
I riscatti dagli high yield in euro e la riduzione della domanda di strumenti sui corporate bond americani e sugli emergenti sono il chiaro segnale di una più alta avversione al rischio nel segmento del debito.

Bene l’Eurozona

Per contro, gli Etf azionari hanno registrato flussi netti per 4,88 miliardi, grazie al rinnovato interesse per i titoli finanziari e l’Eurozona.

I prodotti sulle materie prime (Etc) si sono ripresi a luglio, dopo la debolezza di giugno, per via della domanda di replicanti sull’oro.
Nel complesso, i flussi netti negli Etf europei sono stati di 7,8 miliardi, portando il totale da inizio anno a 65,2 miliardi. Al 31 luglio, il patrimonio gestito ha toccato un nuovo record a 613 miliardi.

In luce i finanziari

Gli investitori europei hanno mostrato fiducia nella ripresa del Vecchio continente, e i replicanti specializzati sulle large cap dell’area euro hanno raccolto 1,35 miliardi netti nel periodo considerato.

La preferenza è andata sui prodotti indicizzati all’Euro Stoxx 50. L’ottimismo ha toccato anche gli Etf sui titoli finanziari. Infine, gli azionari Germania, principalmente Dax tracker, che erano stati molto penalizzati negli ultimi cinque anni, hanno segnato +539 milioni, il livello più alto da dicembre 2015.
Gli Etf strutturati (trading/inverse) sul reddito fisso sono stati i più colpiti dai deflussi a luglio, in particolare quelli short sui Bund future, dato che i titoli di stato tedeschi si sono ripresi.

Sono prevalsi i riscatti anche tra gli obbligazionari euro high yield e molti azionari settoriali, ciclici e non.

Chi sale e chi scende

iShares è il provider che ha raccolto di più a luglio (3,54 miliardi, di cui 2,41 nell’equity e 850 milioni nel reddito fisso).
Segue UBS con 1,52 miliardi, che ha beneficiato soprattutto della domanda del suo replicante svizzero sull’oro (670 milioni). Terza è Deutsche asset management, che ha raggruppato tutti i suoi Etf ed Etc sotto il brand “Xtrackers”.
Sul fronte opposto, Source è l’emittente con i più alti riscatti netti a luglio (-632 milioni), seguito da Commerzbank e Deka.

I trend degli Strategic beta

Tra gli Strategic beta, comunemente detti smart beta, la preferenza è andata ancora una volta a quelli orientati al rendimento (+410 milioni).

Per contro, le strategie con focus sul rischio hanno proseguito il trend negativo cominciato nell’autunno del 2016, nonostante le performance di alcuni prodotti low volatility e minimum variance si siano riprese da inizio anno.

Brilla il metallo giallo

A livello di singoli fondi, l’UBS Etf (CH) Gold, distribuito solo in Svizzera, è quello che ha raccolto di più in Europa a luglio (659 milioni stimati).

Al secondo posto si colloca iShares Euro Stoxx 50 (574 milioni). Sul fronte opposto, Source Bloomberg Commodity ha subito deflussi netti per oltre 500 milioni.
Il report è stato redatto il 9 agosto 2017. I dati sono relativi a circa 2.250 Etf ed Etc di 94 emittenti in 14 Paesi europei.
Morningstar calcola i flussi netti stimati (Estimated net flow) come differenza tra patrimonio finale ed iniziale nel periodo considerato, dedotta la componente di mercato.
Di Ali Masarwah
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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