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mercoledì 2 agosto 2017

Le utilities sono un buon affare: i titoli da scegliere ora

Le utilities sono un buon affare: i titoli da scegliere ora
Nelle ultime giornate le utilities di Piazza Affari hanno diffusi i conti del secondo trimeste e dei primi sei mesi dell'anno, catturando inevitabilmente l'attenzione degli analisti di varie banche d'affari.
Le strategie suggerite per A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) ed Enel (Londra: 0NRE.L - notizie)
Tra i titoli da acquistare troviamo A2A almeno secondo le indicazioni di Banca Akros che ha ribadito la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 1,65 euro, e lo stesso rating viene indicato da Equita SIM con un target price a 1,59 euro.
A raccogliere consensi è Enel per il quale proprio oggi Barclays (Londra: BARC.Lnotizie) ha reiterato la raccomandazione "overweight", con un fair value alzato da 5,3 a 5,5 euro. Gli analisti credono che il completamento di ulteriori cessioni potrebbe essere un catalizzatore perchè potrebbe alimentare un riutilizzo del capitale o per accelerare il riacquisto delle minority o per il piano di buy-back.
Il broker ha aumentato del 3% le stime sull'utile per azione di quest'anno, credendo che Enel chiuderà il 2017 con risultati solidi.
Sempre oggi il titolo è finito sotto la lente di Societè Generale che consiglia di acquistare con un prezzo obiettivo a 5,6 euro. Gli esperti si aspettano che il colosso elettrico superi quest'anno gli obiettivi che si è prefissato.
Buone notizie anche da Exane secondo cui Enel (Swiss: ENEL.SW - notizie) è destinato a sovraperformare il mercato, con un target price ritoccato verso l'alto da 4,9 a 5,1 euro dopo i risultati semestrali che secondo il broker potrebbero sostenere il titolo a Piazza Affari.
Sotto la lente Snam (Amsterdam: QE6.AS - notizie) e Terna (Amsterdam: TX6.ASnotizie)
Sempre oggi Societè Generale ha confermato il rating "hold" su Terna, con un fair value migliorato da 4,7 a 5 euro, per tenere conto del minor costo del debito e quindi di ipotesi più basse sul costo medio ponderato del capitale.
La stessa raccomandazione "hold" è stata ribadita nei giorni scorsi da Equita SIM con un prezzo obiettivo a 4,9 euro. Il secondo trimestre del gruppo è stato leggermente superiore alle attese degli analisti, ma il giudizio sul titolo resta cauto perchè tratta a premio del 44% sull'equity Rab e del 20% sull'enterprise value/Rab.
Passando a Snam, non c'è entusiasmo da parte di Societè Generale che resta "hold", con un target price ritoccato da 4,27 a 4,28 euro. Il focus è sulla prossima riduzione del costo del debito che offre margini per un incremento dell'utile per azione.
Una promozione per il titolo è arrivata da Banca IMI che ha migliorato il rating da "hold" a "add", con un fair value alzato da 4,3 a 4,5 euro. Gli analisti hanno apprezzato la rilevante sorpresa in termini di utile netto nel secondo trimestre, contestualmente alle rassicuranti indicazioni sull'outlook.
A scommettere su Snam è anche Barclays che invita a sovrappesarlo in portafoglio, con un prezzo obiettivo tagliato però da 4,8 a 4,75 euro.
Contrastati i giudizi su Italgas
Quanto a Italgas, un upgrade è arrivato oggi da Societè Generale, i cui analisti hanno modificato la raccomandazione sul titolo da "hold" a "buy", con un target price alzato da 4,8 a 5,12 euro. Gli analisti richiamano l'attenzione sul miglioramento del profilo degli utili, segnalando che Italgas offre il profilo più interessante tra le utility regolate su cui hanno copertura a Piazza Affari.
Meno ottimisti i colleghi di Equita SIM che consigliano semplicemente di mantenere il titolo in portafoglio, con un fair value a 5 euro. Per la SIM milanese il secondo trimestre del gruppo è stato migliore delle attese a livello di Ebit e di contributo delle partecipate. Alla luce dei conti trimestrali, gli analisti credono che siano più visibili le guidance per l'anno in corso, confermate da Italgas.
Le indicazioni su Acea ed Hera
Spostando lo sguardo alle utilities a minore capitalizzazione, Acea resta da acquistare secondo Banca IMI che però ha modificato la valutazione obiettivo da 16 a 15,2 euro, dopo i conti trimestrali peggiori delle sue stime in termina di Ebitda, Ebit, risultato netto e debito.
A puntare su Hera è invece Banca Akros che mantiene invariato il rating "buy", con un prezzo obiettivo che sale da 2,8 a 3 euro, sulla scia della solida semestrale presentata dal gruppo.

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